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ROSEDDA il capolavoro di Giulio Ricci
LA MASSIMA
Non sempre si resta incudine, spesso si torna martelli. Lo dico a quegli stolti che usano le minacce invece delle parole! Chi scrive lo fa perché crede in questa arte e non si tirerà mai indietro di fronte a qualsivoglia pressione di questo o di quello stolto (Nonna Papera) :-DCosa ne pensi? Ti aspettiamo su Facebook!
| Come vivono e come vorrebbero vivere gli anziani a Rignano Garganico |
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| Le news - Saperi & Sapori | |||
| Scritto da Administrator | |||
| Lunedì 14 Maggio 2012 11:50 | |||
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Luigi, classe 1911, avendo oltrepassato il secolo, da dicembre è tra i maschi il più longevo della comunità. Vedovo da alcuni anni, vive in casa, assistito da persone amiche. Quando la sua mente è fresca ricorda il suo passato di soldato di cavalleria e si sente orgoglioso di aver dato in gioventù la sua vita alla patria e al duce. Michelina, 99 anni, la “nonna” di Rignano Garganico, ha il viso coperto di rughe profonde, che mi sembrano segnare il solco con un tempo che non conosco, con un passato duro, fatto di lavoro e di sacrifici, ma che riesce ad impregnare, nel raccontarlo, della stessa acutezza dei suoi occhi e della sua spigliata parlantina. In gioventù ha vissuto a Roma, dove ha assistito agli orrori della guerra: la strage dei soldati tedeschi in Via Rasella; la tragica vendetta delle Fosse Ardeatine; i micidiali bombardamenti degli alleati. Rientra sotto le bombe a Foggia e poi in paese. In seguito la sua vita è tutta in discesa e ne assapora tutte le gioie e i dolori di una donna normale, come sposa, madre, vedova e nonna, appunto, in senso letterale. Saranno loro a dare la giusta sfumatura al ritratto che emerge dal Rapporto CENSIS, che dipinge il prototipo di anziano attivo e soddisfatto. In Puglia gli anziani sono in costante aumento e rappresentano il 16% della popolazione, a Rignano i residenti con più di 65, a causa della costante diminuzione delle nascite e l’emigrazione dei giovani, sfiorano addirittura il il 20% della popolazione che si aggira sui 2300 abitanti. Pertanto, l’assistenza costituisce anche qui una priorità assoluta e necessita della piena operatività della rete di servizi sanitari con quelli sociali. Michele, 80 anni, parla, racconta una vita intera. E’ contento dei servizi Adi, ma si lamenta per la lontananza dell’ambulatorio medico, dove è costretto ad andare quotidianamente per rifornire il fabbisogno quotidiano di medicine per sé e il coniuge. Spera che il tutto cambierà in meglio con l’avvio-attività del costruendo Centro diurno. In proposito ci fa sapere subito che difficilmente accetterà la ristorazione. Al contrario, si dice d’accordo con quelli che vogliono che , il luogo diventi da subito un’occasione di incontro sociale, culturale, ricreativo. Il discorso scivola sulla possibile istituzione dell’Università per la Terza età. A suo dire, a causa dello sviluppo tumultuoso della tecnologia e le conquiste della scienza, l’uomo di oggi ha bisogno di un continuo aggiornamento, a prescindere dall’età e dal sesso. Qui l’anziano, avrebbe la possibilità non solo di apprendere, ma anche di insegnare e trasferire le proprie esperienze ai giovani. I professori, siano pensionati che neolaureati non mancano, come pure gli artigiani, gli informatici, i massari caseari, i potatori, ecc. Con l’accreditamento delle strutture da parte della Regione, il nuovo Centro potrebbe diventare addirittura un’oasi’ di formazione professionale di riferimento per l’intero comprensorio. In collaborazione con l’Università di Foggia, per esempio, si potrebbero organizzare degli stages formativi sull’Archeologia preistorica o corsi per guide turistiche e comunicatori scientifici. Le lingue e l’informatica farebbero la loro parte, come pure la cultura letteraria, musicale, artistica, ecc. Attualmente gli anziani di Rignano vivono una vecchiaia “disorientata”, passando il tempo in futili incontri di chiacchiere o a giocare a carte, ospiti talvolta presso il locale Centro Anziani “P.Nisi”, in altre occasioni presso i bar preferiti. Quasi sempre, quando il tempo è buono, li vediamo a passeggio sulla Ripa. Per alcuni, la vita della loro età è scandita da ritmi regolari, con il passare del tempo a causa dell’indebolimento fisico ci si sente al sicuro solo nell’ambiente domestico, e si cerca la certezza del proprio presente nella continuità delle abitudini. Michele, 75 anni, falegname in pensione, è diffidente, e come la maggior parte dei suoi coetanei non vuole parlare di sé, però mi svela l’attività che più di tutto lo soddisfa: - “Mi piace fare il nonno, ho lavorato per 37 anni ed ora non ho voglia di fare altro. Quando non sono insieme alla famiglia, vengo sulla Ripa a vedere gli amici”. Ovviamente il leit motiv delle conversazioni è la pensione. I più fortunati hanno avuto un lavoro a contratto o Statale. Coloro che hanno fatto gli agricoltori spesso hanno lavorato in nero e senza “le marche” gli anni di contributi non possono essere riconosciuti. Qualcuno si lamenta che la tassazione comunale a Rignano è molto alta. Anzi, la ‘semplificazione’ predicata dalla normativa viene interpretata ed applicata a senso unico, ossia non articolata in base al reddito, ma tutta in “in”. Lo si è visto per la Tarsu, per l’Irpef, l’Irap, ecc., ora si rischia ancora di più per l’Imu. L’argomento che più spaventa l’anziano e lo rivolta nella psiche sono i costi delle operazioni cimiteriali: acquisto loculo, tumulazione ed estumulazione, ecc. considerati i più alti d’Italia, come pure l’esclusione di essi da ogni tipo di rateizzazione o agevolazione. Il pensionato Inps al minimo non ce la fa più. Per cui il suo male psicologico si trasforma in depressione ireversibile e le terapie di qualsiasi tipo fanno cilecca. Aiutiamo gli anziani! Vincenzo, 74 anni, è vissuto a lungo in Germania dove ha lavorato . Tornato nel paese natale ha fatto molti lavori diversi: bracciante agricolo, artigiano. Lamenta la scarsa presenza delle forze dell’ordine : - “Noi anziani non possiamo difenderci da soli. Durante il periodo fascista quando tornavo al paese dalla campagna, i carabinieri mi pedinavano fin sotto casa per assicurarsi che non stessi commettendo alcuna infrazione!”. Ai problemi della sicurezza si potrebbe farvi fronte, oltre che con il potenziamento delle forze dell’ordine, con il supporto del volontariato e del ricorso ai cosiddetti “nonni-vigili” e “nonni band” da attivare presso le scuole e le altre strutture pubbliche. Gli anziani ne sarebbero felici nell’essere considerati persone attive. Negli ultimi anni c’è stata una riduzione delle risorse del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali; comunque i progetti previsti nel Piano di Zona sono in gran parte attivi. Secondo Gabriele, 72 anni “Andrebbe migliorata l’assistenza sanitaria poiché il potenziamento della sanità territoriale dei distretti non è riuscita a tenere il passo di fronte al forte ridimensionamento della rete dei servizi ospedalieri. Il riferimento è all’Umberto I di San Marco in Lamis. Per parlare delle condizioni di vita delle persone anziane si ricorre ad un numero infinito di cifre e di diatribe politiche. “Nonno” Gabriele prima di tornare a casa mi svela un segreto. Illuminante. Me lo dice piano, quasi sottovoce: - “Esiste un solo modo per invecchiare bene ed essere felici, avere la stessa luce e lo stesso fuoco da dividere con le persone che ami”. Add a comment
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NELL'AMBITO DEL PREMIO "DON ANGELO GENTILE" AI RIGNANESI NEL MONDO - 13 AGOSTO 2010 Salvatore Villani, nato a Rignano Garganico il 30 aprile 1961, è musicista, compositore, ricercatore, storico ed etnomusicologo. Allievo e collaboratore di Roberto Leydi all’Università degli Studi di Bologna, dagli anni ‘80 conduce studi sull’espressività musicale tradizionale in Italia e all’estero. Nativo del Gargano, in quest’area risiede e lavora attivamente: dirige il Centro Studi Tradizioni Popolari del Gargano e della Capitanata e il Centro Studi Tradizioni Pugliesi. Con l’intento di diffondere la conoscenza delle tradizioni musicali della Capitanata, ha pubblicato numerosi libri e dischi, ed organizza corsi di canto, chitarra battente e danze del Gargano, di cui è il maggiore esperto. È direttore artistico del “Tarantella Fest” ed un suo particolare impegno è diretto alla valorizzazione dei molti artisti popolari che ancora oggi sono attivi nel territorio foggiano. |
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