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Le news - Personaggi
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Giugno 2010 07:22
TORINO. Nei giorni scorsi la città di Torino si è mobilitata per aiutare un suo piccolo concittadino, proponendo un apposito spettacolo musicale in suo onore presso il Teatro Valdocco. Si tratta di Matteo Del Vecchio, figlio di Giovanni e Maria, originari di Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano. Matteo è nato prematuro e con seri problemi al cervello. Strappato alla morte da bravissimi medici, ora lotta per avere una vita sempre più normale. Ecco cosa troviamo sul portale web www.iosonomatteo.org e come "lui" stesso si presenta. Confidiamo nel buon cuore dei rignanesi, dei garganici e dei pugliesi.

Sono nato il 12 dicembre 2003 all’Ospedale Maria Vittoria, da papà Giovanni e mamma Maria. Purtroppo ho avuto fretta di nascere… sono venuto al mondo alla venticinquesima settimana di gestazione, per questo ho avuto subito gravi problemi: i medici sono riusciti a strapparmi alla morte, ma non a darmi una vita normale, anche in conseguenza dei pesanti danni subiti dal cervello.

Sono rimasto in ospedale 2 anni e 8 mesi, consecutivamente. Poi quando i sanitari del Regina Margherita – ospedale nel quale ero stato trasferito – mi hanno ritenuto pronto, sono andato a vivere nella casa di corso Lombardia che il Comune di Torino aveva appena assegnato ai miei genitori. «Da quel giorno la nostra vita è cambiata – dice mio papà – e siamo tornati ad essere una famiglia vera, ma sono anche aumentati i problemi economici». 
A casa ho subito mostrato miglioramenti, anche perchè potevo stare sempre con i miei genitori e riposavo con maggiore serenità. Però continuo ad avere bisogno di un’assistenza costante, 24 ore su 24. 
Per permettermi di respirare mi è stata praticata la tracheotomia e frequentemente i miei genitori devono intervenire con un aspiratore per liberare le vie aeree, così da evitare pericolose crisi respiratorie. Eccetto quando gongolo sul divano (come nella foto), devo stare su una sofisticata carrozzina e ho necessità di diverse apparecchiature per monitorare il funzionamento del mio corpo e assumere molti farmaci. 

Mio papà lavora in una cooperativa, fa il magazziniere: spesso prende i turni di notte, i più pesanti, per guadagnare qualcosa di più. Lui sogna un lavoro fisso, a tempo pieno, che gli darebbe maggiori soddisfazioni economiche. La mamma, invece, ha dovuto lasciare il lavoro, per assistere me”.

Tutti coloro che vogliono contribuire con un contributo economico alla causa di Matteo possono inviare una donazione tramite bonifico bancario.

Di seguito vi forniamo le coordinate per effettuare il bonifico:
IBAN IT26I0200801124000002447940
INTESTATARIO Giovanni Del Vecchio
CAUSALE un aiuto per matteo

Per ulteriori informazioni sulla storia del piccolo Matteo, potete visitare il sito web a lui dedicato all’indirizzo www.iosonomatteo.org

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ISLAM: IL RIGNANESE PARRACINO SFIDA LA CHIESA DI BOLOGNA E MONS. VECCHI

di Rita Bartolomei (*)



PORGE l’altra guancia. «Il vescovo teme un’islamizzazione dell’Europa? Ci venga a trovare in moschea. Gli uomini di buona volontà devono fare un passo avanti». Daniele Parracino, vicepresidente del centro culturale islamico di via Pallavicini, è assediato soprattutto dalle domande dei cronisti, dopo l’intervista del vescovo ausiliare al Carlino. Monsignor Ernesto Vecchi ha definito la preghiera islamica di sabato davanti a San Petronio «una sfida, più che alla basilica al nostro sistema democratico e culturale. Da quel che è successo a Bologna ma anche in altre città, abbiamo avuto la conferma che c’è un progetto pilotato da lontano. Cosa prevede? L’islamizzazione dell’Europa».

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