Il ritorno alle radici.
Dopo quasi 18 anni ai fornelli di ristoranti gourmet tra Emilia, Umbria e Puglia, la chef Diana Pignatelli, classe 1992, ha scelto una svolta che sorprende: lasciare le brigade stellate per tornare sul Gargano, nel promontorio che ha visto nascere la sua passione, per gestire l’Agriturismo di famiglia “Le Caselle”, nel territorio di Rignano Garganico, insieme a genitori e sorella. Una decisione maturata non per nostalgia, ma per ritrovare senso e autenticità nel proprio lavoro: “Mi sono resa conto che non cucinavo più, preparavo. Era tutto meccanico. Non volevo più svegliarmi con l’angoscia di entrare in cucina”, racconta Diana.
Da Lucera ai Gourmet e ritorno.
Il percorso di Diana inizia da giovanissima: a 14 anni le prime esperienze estive, poi il diploma all’alberghiero di Lucera nel 2011. Entra presto nelle cucine di grandi maestri, come Angelo Sabatelli a Monopoli e Irina Steccanella in Emilia, affinando la manualità su pasta fresca, ragù e tortellini. Prosegue in realtà di altissimo profilo, come Due Camini a Borgo Egnazia e Elementi al Borgobrufa Resort, lavorando in brigate che conquisteranno la stella Michelin. Un curriculum che avrebbe potuto proiettarla ai vertici, ma che invece segna una svolta verso la semplicità e il territorio.
Le Caselle: la vera cucina contadina del Gargano.
L’Agriturismo Le Caselle sorge a Rignano Garganico, noto come il “balcone sul Tavoliere”, immerso in 160 ettari di campagna tra orti, ulivi e piccoli allevamenti. Un luogo lontano dalle masserie da copertina e dal lusso artificioso: “Voglio che l’agriturismo sia fedele al territorio. Niente filtri, niente estetica forzata. Non perfetto, ma vero!”, spiega Diana. Qui la parola d’ordine è autenticità:
- Paste fresche tirate a mano
- Orto che segue le stagioni, conserve prodotte in casa
- Formaggi artigianali fatti in famiglia
- Carne allevata localmente e piatti iconici come orecchiette, polpette al sugo e verdure spontanee
Questa visione si traduce in una cucina capace di raccontare la memoria contadina del Gargano senza effetti speciali: “La cucina garganica non ha bisogno di effetti speciali per essere vera”.
Ospitalità a misura di territorio.
La gestione dell’agriturismo è familiare e condivisa, senza rincorrere mode luxury. Il progetto si evolve con calma: camere semplici, forse piscina in futuro, area relax e turismo rurale senza snaturare la realtà agricola. La famiglia Pignatelli punta ad accogliere gli ospiti offrendo sincerità e tradizione, diventando punto di riferimento per chi cerca un’esperienza autentica lontana dai circuiti turistici più battuti di Puglia.
La filosofia di Diana: cucina sincera e ritmi lenti.
Diana rifiuta il mito della perfezione voluta dall’alta cucina, scegliendo la sincerità: “Qui cucino di nuovo. Non si punta alla perfezione, ma alla sincerità. Voglio solo restare fedele a ciò che ho scelto. L’importante era tornare. Tutto il resto verrà”. Ogni giorno si dedica ai dettagli che legano la terra alla tavola: segue la campagna, produce conserve, lavora con ritmi sostenibili e coccola personalmente gli ospiti.
Verso un modello di Ospitalità Rurale.
Nel Gargano, ancora poco toccato dal turismo gourmet, Diana e la sua famiglia stanno costruendo, passo dopo passo, un modello di accoglienza che celebra la memoria, il lavoro contadino e la stagionalità vera. Un progetto ambizioso che rimette al centro la continuità tra cucina, territorio e comunità.
Ulteriori approfondimenti su:
https://www.cibotoday.it/dove-mangiare/agriturismi/agriturismo-le-caselle-rignano-garganico.html

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