Un’immersione profonda nelle radici della civiltà pastorale, dove la storia, la natura incontaminata e le tradizioni millenarie si fondono in un unico, straordinario cammino. È quanto vissuto durante la tappa speciale del festival Gargano Vivo, che ha condotto visitatori, studiosi e appassionati di trekking culturale alla scoperta dello storico insediamento di Masseria Paglicci, nel territorio di Rignano Garganico.
Il “Cammino della Terra”: un tuffo nel passato.
Il percorso ha rappresentato uno degli appuntamenti più suggestivi e identitari del programma del festival. Camminare lungo i sentieri di questo territorio significa respirare l’atmosfera di un tempo, ripercorrendo le antiche tradizioni grazie anche all’impegno di figure come il dottor Giuseppe Bramante, presidio Slow Food, che da anni porta avanti con passione la custodia di questo patrimonio di inestimabile valore.
Come sottolineato dal Sindaco di Rignano Garganico, Luigi Fiore, eventi come questo dimostrano quanto sia fondamentale fare rete tra i comuni del Parco Nazionale del Gargano. L’obiettivo comune è valorizzare le straordinarietà di un territorio che custodisce gelosamente la propria identità culturale e rurale.
La biodiversità e la custodia dei pascoli.
Tra i protagonisti assoluti dell’iniziativa vi sono i pascoli e le razze autoctone, elementi chiave per la salvaguardia della biodiversità locale. Come evidenziato da Anna Grifa, Presidente e fiduciaria di Slow Food Gargano, i pascoli svolgono un ruolo ecologico fondamentale: fungono da grandi serbatoi di carbonio, tutelano e favoriscono la crescita dell’erba spontanea e rappresentano una risorsa vitale per gli animali.
In un’epoca in cui si rischia l’abbandono delle aree interne, preservare i pascoli significa difendere l’ecosistema e contrastare la perdita di tradizioni secolari.
Eccellenze enogastronomiche: il Caciocavallo Podolico.
Masseria Paglicci non è solo storia e paesaggio, ma anche una culla di sapori unici e irripetibili. Qui vengono allevate razze autoctone dal legame indissolubile con il territorio, come il Podolico (da cui si ricorre al celebre e pregiato Caciocavallo Podolico, oltre alla ricotta e alla carne di altissima qualità) e le capre garganiche.
Negli anni Novanta e all’inizio del Duemila, la Podolica ha rischiato l’estinzione, contando pochissimi allevamenti in purezza. Grazie alle iniziative del Parco Nazionale del Gargano – che ha incentivato gli allevatori attraverso l’acquisto di tori podolici e premi di conservazione – e al lavoro sinergico con l’Associazione Nazionale della Razza, il numero di capi iscritti al libro genealogico è tornato a crescere.
Un patrimonio da tutelare.
L’evento della Giornata del Pastore ha ribadito con forza quanto l’uomo, la transumanza e la custodia della terra siano legati da un filo indissolubile. Valorizzare queste eccellenze significa non solo tramandare un sapere antico, ma anche offrire un modello di turismo sostenibile e consapevole, capace di esibire con orgoglio le eccellenze a marchio Slow Food del Gargano.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
