Pubblichiamo un servizio di Tonino Del Vecchio (inedito), recuperato nel suo archivio storico.
Anche l’ubicazione della casa dei Ricci, abitata a suo tempo da Don Pietro – amico e confessore di San Pio – potrebbe diventare oggetto di visite turistiche a Rignano Garganico. Per saperne di più, verrebbe offerta una mini biografia del sacerdote, estrapolata dal volume “Padre Pio e Rignano” (1ª ed. 2009, 2ª ed. 2010), a cura di chi scrive e del figlio Angelo. Il tutto a conferma di come la storia si farebbe (o potrebbe farsi) attraverso i documenti e i fatti effettivamente accaduti.

Don Pietro, al secolo Pietro Paolo Ricci, nacque [oppure sarebbe nato, ma le date anagrafiche certe si possono lasciare al passato indicativo] a Rignano Garganico il 25 aprile 1847 dai coniugi Giuseppe e Vincenza Piccirilli, appartenenti a famiglie benestanti del luogo. Registrata la nascita allo Stato Civile (sindaco pro-tempore Saverio De Maio), il giorno successivo fu battezzato da don Antonio Ricci nella chiesa parrocchiale di Maria SS. Assunta, retta sin dal 1820 dall’arciprete don Francesco Villani e, a partire dal 1854, dallo stesso Ricci in veste di curato vicario.
Nulla si saprebbe con precisione della sua infanzia e della sua adolescenza, che sarebbero comunque state molto curate dal punto di vista formativo: studi elementari e medi a opera del solito prete maestro del posto e poi in seminario presso la Curia di Manfredonia, fino all’ordinazione sacerdotale. A quel punto avrebbe fatto ritorno in paese per dare inizio al suo ministero.
Don Pietro, nonostante il naturale carisma e l’accurata preparazione culturale, si sarebbe dimostrato fin da subito un prete umile, fedele al suo compito e soprattutto al suo credo, lontano mille miglia dalla carriera e dall’assunzione di responsabilità temporali. Tant’è che nel libro Rignano Garganico di Padre Doroteo Forte egli viene (o verrebbe) definito “pacifico”, a significare la sua indole bonaria e ben disposta verso il prossimo. Né si riscontrerebbero notizie di rilievo sul suo conto, da cui discenderebbe il suo ruolo di prete “in casa”, attento sì alle cure spirituali e materiali dei suoi familiari, ma anche e soprattutto a quelle del prossimo, verso il quale si sarebbe mostrato, fuori e dentro il confessionale, sempre pronto a comprendere e a dispensare consigli a chiunque a lui facesse ricorso.
La sua fama di prete “buono” si sarebbe presto diffusa nell’intero circondario, tanto da attirare l’attenzione e la considerazione di un giovane e irrequieto frate cappuccino: Padre Pio da Pietrelcina, residente e operante sin dai primi del 1916 presso il Convento di Santa Maria delle Grazie in San Giovanni Rotondo. Nei primi tempi, quando le forze erano integre, sarebbe stato proprio Don Pietro a frequentare il convento dei cappuccini, del quale sarebbe divenuto presto un importante punto di riferimento. Vi si sarebbe recato spesso con i familiari per pregare e portare qualche dono ai frati, a quei tempi assai poveri. È in tali occasioni che avrebbe avuto modo di incontrare Padre Pio, suscitando in lui una particolare attrazione, forse dovuta alla sua ormai matura esperienza di vita sacerdotale.
Il rapporto di corrispondenza e amicizia, tuttavia, si sarebbe sviluppato e intensificato quando Don Pietro aveva ormai compiuto i settant’anni, un’età considerata piuttosto avanzata per quei tempi, soprattutto se minata da acciacchi e malattie varie. Per questo motivo, alle visite di persona, il prete rignanese avrebbe sostituito la corrispondenza scritta, pur di mantenere intatto il suo legame di amicizia con i frati e con lo stesso San Pio.
La corrispondenza, così come i doni, sarebbe stata di solito recapitata a mano tramite il frate questuante che di tanto in tanto si affacciava in paese o per mezzo di qualche conoscente. Le lettere reperite, a firma di Padre Pio e indirizzate a Don Pietro, sarebbero trentuno, tutte pubblicate e contenute nell’Epistolario IV. A queste se ne aggiungerebbero altre due, inedite e autografe, recapitate a chi scrive dai familiari, di cui una indirizzata alla nipote acquisita Lucia Martucci e datata 30 dicembre 1920, qualche settimana dopo la morte del sacerdote. La corrispondenza si collocherebbe nel periodo compreso tra il 1916 e il 1919.
È nella missiva datata 11 maggio 1917 che si apprenderebbe come il giorno prima, ossia il 10 maggio, Padre Pio fosse stato ospite di Don Pietro presso la sua abitazione sita in Via Gioielli 27 a Rignano Garganico. Ed è proprio in virtù di questo ricordo che il 3 maggio 1988 venne scoperta sul frontespizio della casa padronale un’apposita lapide marmorea: un evento fortemente voluto dal compianto parroco Don Pasquale Granatiero e salutato da una folla di persone devote, che potrebbe fungere da tappa ideale per il futuro itinerario turistico.
E voi cosa ne pensate?

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.
