Nonostante i progressi della scuola, i collegi, religiosi e non, restano ancora colonne portanti della vita educativa per le presenti e le future generazioni. A fare il punto sulla situazione, questa volta, ci hanno pensato gli ex probandi del Collegio benedettino vallombrosano di Santa Maria di Montenero (Livorno), dandosi appuntamento al Centro di spiritualitàSan Pio”, in San Giovanni Rotondo.

Dopo una breve ricerca condotta via social attraverso il neo – gruppo WhatsAppI Probandi” (35 componenti), sono stati quelli di Rignano Garganico e San Giovanni Rotondo, inizialmente una ventina, ridottisi man mano per via di altri urgenti ed improrogabili impegni e loro necessità famigliari. Domani potrebbero essere molto di più per via di date più appropriate e per l’allargamento dei consenzienti ad altre realtà d’Italia.

L’incontro in parola si è svolto nella mattinata di ieri in città presso il Centro di Spiritualità di Padre Pio, ubicato in Via Anna Frank. A tenere banco nell’apposita saletta “S.Francesco”, sita al primo piano, sotto il coordinamento del dinamico Antonio Puzzolante, sono stati: Donato Impagliatelli, Antonio Aquilante, Angelo Antonio Mastrillo, Salvatore Coletta, Tonino Del Vecchio con il figlio Angelo, Michele Di Fiore, Matteo Impagliatelli, Matteo Pignatelli, Leonardo Di Gregorio, Pio Di Carlo, Filippo Merla, Salvatore Di Maggio.

Fin dall’inizio si è notata negli occhi interessati dei presenti una grande gioia, quella di ritrovarsi dopo tanti anni di completa dimenticanza. Dopo i saluti e gli abbracci, lo stesso Puzzolante ha provveduto a mettere a punto l’organizzazione della giornata, ringraziando in primis gli intervenuti presenti per essere venuti al primo incontro dei probandi e precisando che la data dell’incontro era stata concordata a suo tempo con Donato Impagliatelli e Angelo Mastrillo , in un giorno, come quello in parola, che sembrava perfetto per via delle festività “ponte”, che permetteva a molti di raggiungere la sede anche da luoghi lontani. “Purtroppo – ha precisato l’intervenuto – nessuno è sceso dal nord e diversi di quelli residenti qui hanno approfittato delle belle giornate per dedicarsi alla raccolta delle olive”.

“Un grazie particolare”, il prefatore l’ha rivolto, poi, al succitato Donato. Perché con i suoi ricordi entusiastici della e sulla vita da ragazzi trascorsi a Montenero, gli ha fatto nascere l’idea di creare l’anzidetto gruppo social che, come già detto, al momento conta già 35 componenti. Numero che potrebbe crescere ulteriormente, con l’arrivo prossimo degli elenchi dei probandi, con i relativi dati anagrafici di ognuno.

Donato, dal canto suo, ha raccontato, tra l’altro, la sfiorata tragedia in mare di Calafuria (Luglio 1965), andata a buon fine, grazie all’intervento protettivo della Madonna di Montenero che si è avvalsa del coraggio di più eroi, dal P. Maestro, don Luigi, a Gennaro Maiello per finire a Luigi Ponziano.

Lo stesso ex “probando”, chiamato in causa ha ricordato in breve la figura di Angelo Maceroni, loro compagno di gioco al pallone scomparso a 23 anni (carabiniere in servizio nella Capitale) per un improvviso ed inspiegabile malore, mettendo in evidenza una serie di strane e particolari coincidenze.

Quali le finalità e gli obiettivi del gruppo? E’ presto detto. Si punta in primo luogo a mettere assieme, a mo’ di racconti, tutti i ricordi positivi e negativi capitati ai vari attori durante la vita collegiale, per pervenire a breve alla redazione di un vero e proprio volume, contenente le esperienze salienti di ciascuno, arricchite semmai da fotografie e documenti. Tanto per permettere ai protagonisti di rivivere quel clima di serenità esperita durante l’adolescenza nel pieno rispetto della regola benedettina “Ora et labora”.

A puntualizzarne alcuni aspetti ed obiettivi del libro ha provveduto in sintesi estrema Leonardo Di Gregorio, sottolineando un suo antico punto di vista: “Il racconto di sé, rende possibile oltre al “prendersi cura di sé”, anche di quella degli “altri” ossia i destinatari del racconto complessivo, che a loro volta hanno la possibilità di prendersi cura di noi”. E ciò in conformità a quanto hanno fatto gli ex-allievi verso i loro compagni di viaggio, assicurando loro la vicinanza con la preghiera, attuando in questo modo il pensiero, espresso ieri da don Pierino Galeone dell’anzidetto Centro di Spiritualità, secondo il quale “La fraternità non si inventa, si vive solo con Gesù, si testimonia e si trasmette con le opere”.

Si è parlato, altresì, degli eventuali pellegrinaggi nei luoghi benedettini dove hanno vissuto e sono cresciuti gli ex probandi. Tra l’altro quello, a Montenero, previsto nella tarda primavera del prossimo anno.

Gli altri obiettivi da raggiungere sono: seguire la vita del Santuario ed ex “probandato”, abbonandosi all’Eco di Montenero, possibilmente online; chiedere a Don Luca l’adesione all’ordine benedettino vallombrosano come oblati; organizzare la recita online del Santo Rosario almeno una volta al mese, collegandosi in video conferenza con l’ arci- confraternita di Carpino.

Infine, il Puzzolante si è soffermato ad illustrare le motivazioni per la scelta della location e la sua esperienza di fede.

A conclusione della giornata e del pranzo che ne è seguito, con pagamento ‘alla romana’ della relativa e modesta somma, è stata scattata, con posa nello spazio antistante la porta principale della struttura, una foto – ricordo di gruppo (si veda in copertina: da sx: Pio Di Carlo, Antonio Puzzolante – con il bastone – Antonio Aquilante, Donato Impagnatelli, Tonino Del Vecchio, Matteo Impagnatelli, Salvatore Coletta, Angelo Mastrillo, Matteo Pignatelli. Dietro, in prossimità degli zampilli dell’acqua: Filippo Merla e Michele Di Fiore).

Arrivederci alla prossima puntata!

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Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.