Permane ancora vivo e vivido il ricordo di Angelantonio Del Vecchio, alias Tonino, nella mente e nel cuore della collettività rignanese e non. Lo è grazie alla sua figura e all’esempio di vita lasciatoci, di cui si dirà.

Egli, dapprima modesto agricoltore diretto, impegnato a coltivare i parziali terreni ereditati da suo padre, già assegnatario dell’Ente Riforma, era riuscito nel corso degli anni, grazie al suo attaccamento al lavoro della terra, non solo a mantenere la famiglia, ma anche a far fruttare e ad accrescere la sua proprietà in termini di ampliamento e di produzione economica.

Tanto da diventare attualmente uno degli imprenditori agricoli più validi ed affermati nel territorio. E questo grazie, alle innovazioni apportate nella sua impresa e al fiuto e pratica di prodotti e sistemi moderni.

Tra l’altro, dopo aver provato per vari anni i prodotti orticoli più in voga, come pomodori, broccoletti, asparagi, ecc. era passato, poi, a nuovi prodotti e sperimentazioni, inserendo nel suo budget agro-industriale anche la coltura del mandorlo e quella del melograno, che qui trovano un terreno fertile e condizioni atmosferiche adatte, aveva generato nel giro di qualche anno una vera e propria fabbrica di succo di oro rosso. Succo da subito salito alle vette della notorietà europea e mondiale, col marchio “Delvy”.

Eccovi ora la sua breve e significativa biografia. Tonino era nato il 20 dicembre 1944 da papà Giuseppe, salariato fisso e da mamma Rachelina Viola, donna assai attiva nei lavori casalinghi e legata a doppio filo con la religione. Secondogenito, a causa della malferma salute del padre, sin da quando aveva l’età scolare, alternativamente alla scuola, aveva cominciato a lavorare sodo, prima al soldo dei padroni della zona (rapporto che continuerà anche dopo con Alfonso Castiglione, erede dei Cappelli , quelli del grano duro “senatore”), e poi a condurre a pieno tempo il podere dell’Ente Riforma in contrada Mezzanagrande, assieme al resto della famiglia.

Nel 1954, perde il padre e la sua responsabilità si fa ancora più pesante ed ardua. Bel giovane, ha molte ammiratrici, ma ad inchiodarlo per sempre è una sola, Maria, che sposa con la febbre letteralmente addosso (come lui amava ricordare), donna che gli sarà compagna assidua ed amata per tutta la vita, procreando tre figli, di cui una femmina.

Di questi, il primogenito Giuseppe sposerà presto Carmen che lo faranno diventare nonno di due nipoti, Antonio e Micaela, entrambi giovani e belli. Il terzogenito Giosuè, dal canto suo, gli darà soddisfazioni in campo sociale ed amministrativo, essendo lo stesso riuscito a ricoprire a lungo, stimato da tutti, anche la carica di assessore e di vice sindaco, nonché di primo eletto in questa terza legislatura, appena avviata.

Mentre la figlia è fuori, impegnata in lavori sanitari, i due maschi lo avevano assistito assiduamente finora negli impegni in campagna e saranno ora gli stessi in perfetta autonomia a seguirne le orme, accrescendone l’importanza e la consistenza.

Si è appreso anche che il nome dello scomparso, per via dei suoi attributi personali e dei successi sopra descritti, è stato inserito dall’apposito Comitato “Premio Jalarde”, manifestazione pubblica che si ripeterà per la seconda volta in agosto prossimo, nell’elenco dei premiandi 2023 col titolo – attributo “autodidatta in agricoltura”.

Perché tanto successo per Tonino? A spiegarcelo in parte è la sua figura fisica: bello e proporzionato, con il sorriso aperto sempre stampigliato sul volto. Gli fa coro, il carattere singolare: buono, elegante, scherzoso, educato ed amante del prossimo per antonomasia. Non a caso si è fatto sempre volere bene e comprendere da tutti.

Da qui, l’inarrestabile empatia, che sembra non spegnersi mai, neppure dopo la sua morte. Ad unirsi al cordoglio ci ha pensato anche l’Amministrazione Comunale, che si è fatta viva con un manifesto di condoglianze, a firma del sindaco Luigi Di Fiore, con il quale si fa partecipe al dolore della famiglia del loro collega, Giosuè Del Vecchio.

Addio, Tonino, Rignano non ti dimenticherà mai!

N.B. Dopo l’avvenuta benedizione da parte del parroco Don Santino, la salma verrà portata domani, sabato 7 gennaio, alle ore 15.00, presso la Chiesa Madre, per i solenni funerali.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.