Nonostante la variante Omicron del Covid 19, anche quest’anno il Giorno della Memoria, alias Shoah, vedrà il suo svolgimento in pompa magna Giovedì sera, 27 gennaio a Foggia.

Tanto in ricordo dell’eccidio degli ebrei perpetrato dal regime nazista durante l’ultima guerra. Come negli anni passati, a proporcela è la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, istituzione assai sensibile e presente nel campo delle attività culturali principe della città. Lo farà con due eventi, che prenderanno corpo presso la sua sede di Arpi 152, cuore del centro storico.

Il primo, costituito da un concerto di musica concentrazionaria a cura di Musicalia , prenderà il via, alle ore 18.00, presso la sala “Rosa del Vento”, l’altro, significato dalla mostra pittorica sul tema, intitolata “Punti di Luce. Essere una donna nella Shoah”, che lo seguirà a ruota nel medesimo luogo. La singolare e motivata esposizione, che rimarrà allestita fino al 12 febbraio prossimo, sarà inaugurata da Aldo Ligustro e Gianfranco Piemontese, rispettivamente presidente e consigliere di amministrazione della Fondazione dei Monti Uniti.

Non a caso, il citato presidente, dopo aver spiegato le ragioni della data, che riflette quella della liberazione di Auschwitz, sottolinea l’importanza del ricordo di questo momento buio della storia, definito Olocausto, attraverso la musica e le arti visive. E ciò in conformità allo spirito della legge n. 211 del 2000 istitutiva della giornata in parola.

Secondo il dire di Piemontese, critico assai attivo e presente in questo campo al momento, la mostra in parola sarebbe costituita dalla “…fusione di due esposizioni: una foto-documentaria realizzata dallo Yad Vashem (l’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Gerusalemme ) e presentata dall’Associazione Figli della Shoah (attività finanziata grazie al contributo 8 per 1000 2017 dell’UCEI Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), che fornisce, attraverso 30 pannelli, uno spaccato di quello che le donne hanno vissuto e subito nei lager nazifascisti d’Europa, e una collettiva d’arte contemporanea tutta al femminile, legata al territorio, realizzata coinvolgendo, attraverso una call, sette artiste operanti a Foggia o provenienti dalla nostra città”.

Ci fa sapere, inoltre, che le opere in mostra di Monica Carbosiero, Daniela D’Elia, Maddalena Gatta, Viola Gesmundo, Rosanna Giampaolo, Daria Kirpach e Daniela Tzevtkova “…rappresentano l’origine del mondo ed allo stesso tempo urlano con la voce dei segni, del colore e della materia, un grido di raccolta alla visione, alla riflessione ed alla memoria, da non perdere e ancor più da condividere. Attraverso i singoli lavori, questa collettiva si incardina in un ordito che li fa divenire trama di un’unica opera d’arte. Potenza dell’essere donna ma anche del senso di armonia dell’espressione artistica che riesce, anche su un argomento così duro, a far emergere e prevalere il senso della bellezza”.

Dalla stessa fonte si apprende, ancora , che durante l’inaugurazione si esibirà l’attrice Rosanna Giampaolo del Teatro del Pollaio. La stessa rievocherà la vicenda di Mireille Knoll, donna di origine ebraica che da bambina riuscì a salvarsi dal Rafle du Vélodrome d’Hiver (il rastrellamento del Velodromo d’inverno) nel 1942, per morire a Parigi nel 2018 per mano di un vicino antisemita.

Tutto questo starebbe a significare “ Un omaggio alla vita che continua, al posto che di diritto avrebbe occupato ancora questa donna, simbolo dell’importanza della memoria e del perché a distanza di 80 anni, essere donna, ebrea, sia ancora messo in discussione e pericolo”.

 La mostra sarà visitabile fino a sabato 12 febbraio 2022, tutti i giorni esclusi i festivi, dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. Ingresso contingentato con green pass rafforzato e mascherina FFP2. . —

 

N.B. Nel 2019 la mostra fu sostanziata dalle opere sullo stesso tema di  Nick Petruccelli, artista  di San Marco in Lamis da poco scomparso. Sulle opere più recenti (dal 2009 ai giorni nostri) si sta realizzando il secondo Catalogo, a cura  di Gaetano Cristino, critico illustre del Capoluogo.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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