Per un poeta vero, come Alexis, anche l’azione più banale tratta dalle vicende di vita quotidiana in famiglia, talvolta diventa un’occasione creativa da suggellare e da tramandare, allietando i lettori. Che sia vera poesia lo si ravvisa subito, perché riesce nel contempo ad essere originale ed universale.

E’ quanto gli accade, questa volta, in quel di Roma, mentre si intrattiene in casa a bighellonare, in attesa di riscontrare qualche interesse. Visto e considerato che la sua voglia di sapere sui fatti quotidiani è stata soddisfatta dalla lettura dei giornali, dalle informazioni TV o dai messaggi di facebook inviategli dagli amici.

Tutto accade in un attimo, questa volta per davvero fuggente. Un moscerino, uno dei tanti, che favorito dal caldo si insinua in casa da qualche pertugio lasciato aperto e gironzola in lungo e in largo nella stanza, facendo sentire il suo fastidioso ronzio. L’intruso viene puntualmente scacciato dagli adulti con la mano, ma non dalla bambina Rosa, che, incurante, corre da una parte all’altra della stanza, intenta a trastullarsi. In un baleno lo scontro.

L’insetto senza colpo ferire e con il suo fare altrettanto innocente come quello della sua vittima predestinata penetra nell’occhio destro o sinistro che sia di lei. La bimba lancia il suo “Ahi!” d’aiuto, colto immediatamente dal nonno, ossia dal poeta, che l’accoglie tra le braccia e delicatamente con la mano riesce in breve ad estrarre l’ospite inopportuno dall’occhio maldestro della nipotina.

Si guardano finalmente ed egli prova una profonda ed indicibile fitta al cuore nel vedere e sentirsi fissare dagli occhi della bimba. Sono attimi di vita e di sentimento, mai provati prima. Anzi, ne serberà il ricordo per sempre. Forse lo farà per rinverdire, come dice il sosia poeta, le sue membra stanche e bisognose anch’esse di affetto e considerazione.

Insomma, talvolta basta un nonnulla per essere contento ed affrontare la vita con coraggio e determinazione. La semplicità del suo linguaggio è comunicativa al massimo, pronto a farsi stimare e far godere, ancora una volta, anche il lettore più distratto. Ad maiora!

Rosa e il moscerino

Eri lì vicina a me

quando il moscerino

nell’occhio ha frenato

la tua corsa.

Mi hai guardato e ti sei

fermata per farti aiutare,

i tuoi occhi fissi sui miei

mi hanno permesso di

farlo.

Con la mano carezzevole

ho liberato le tue ciglia

e subito sei scappata via

dagli amichetti.

Mai, prima, i tuoi occhi

quasi neri né il tuo sguardo

innocente si erano posati,

per un po’, su tuo nonno.

Quei pochi secondi, per un

tempo infinito per me, hanno

allietato tanto il mio cuore

che sono indelebili nella

mia mente.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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