A cent’anni dalla realizzazione del primo monumento pro Caduti, realizzato nel primo dopoGuerra, a Palma Campania, centro in vista nel napoletano, saranno presenti alla cerimonia commemorativa anche il Gargano e la Capitanata. Nel primo caso l’uno lo sarĆ per via del suo realizzatore, Gaspare Bisceglia, grande ed affermato scultore originario di Monte Sant’Angelo e per conto dell’intera provincia pugliese, dall’architetto e storico dell’ arte, Gianfranco Piemontese.
E questo non a caso, in quanto lo studioso da alcuni anni si sta occupando dell’importante ed avvertito tema, di cui si ignorava sino a qualche tempo fa ogni cosa. Infatti, grazie a lui, oggi conosciamo a menadito autori ed opere di ogni luogo, a cominciare da quello natale dell’autore e per finire a San Marco in Lamis, dove la sua significativa opera campeggia nella centralissima e frequentatissima “Villetta” comunale. Qui, la firma dell’opera non solo si ignora tra il pubblico comune, ma anche tra la gente che conta.
Altrettanto accade nella vicina Rignano, dove il predetto Piemontese ha messo in chiaro ogni sottigliezza sul Monumento ai Caduti della I grande Guerra. Per la seconda, invece, ci ha operato in tutto chi scrive, dando vita al v. ” Io parto non so se ritorno“, 2014.
Degli altri interventi scultorei compiuti dal medesimo artista ne parla a iosa il Piemontese, di cui riportiamo di seguito l’approfondito e particolareggiato comunicato stampa, con qualche accento iniziale un po’ ironico ed accattivante:
“Beh, lāautore del monumento ĆØ stato lo scultore Gaspare Bisceglia (Monte SantāAngelo 1884 – Napoli 1959), che si formò allāAccademia di Belle Berti di Napoli, e iniziò una brillante carriera artistica. Tra lāaltro in provincia di Foggia realizzò ben quattro monumenti: quello di Monte SantāAngelo, San Marco in Lamis, Trinitapoli e a Foggia, una lapide bronzea che venne inaugurata al 14 reggimento Foggia, nel 1916 con la guerra ancora in corsa. Ma a Napoli farĆ parte di quel milieu di artisti che hanno attraversato la fine del XIX secolo e il secolo XX.
Palma Campania celebra la sua storia, nel giorno in cui si festeggia lāUnitĆ Nazionale e le Forze Armate. Sono infatti trascorsi cento anni esatti da quando ā nei giardinetti di via Municipio ā fu inaugurato il Monumento dedicato ai Caduti della Grande Guerra (1915-1918).
Il 4 novembre 1923, lāallora Amministrazione Comunale e la comunitĆ tutta applaudirono il taglio del nastro per lāopera scultorea realizzata dallāartista Gaspare Bisceglia. Furono 94 le vittime tra i giovani palmesi che difesero con la vita la Patria.
Un secolo dopo, esattamente nella giornata di sabato 4 novembre 2023, un doppio appuntamento rinnoverĆ il ricordo di questi valorosi soldati e scandirĆ un toccante momento al quale ĆØ stata chiamata a partecipare lāintera comunitĆ locale: alle ore 10:00 verrĆ inaugurata al palazzo municipale una Mostra di Giornali e Manifesti dāEpoca, risalenti agli anni ā20 del secolo scorso; alle ore 11:00 si terrĆ al teatro comunale la presentazione del libro dedicato al Monumento ai Caduti della Grande Guerra, in occasione del centenario della sua inaugurazione. Pubblicata dalla Michelangelo 1915 Editore, lāopera ĆØ frutto di un lavoro di ricerca che ĆØ durato qualche anno.
Tutto ĆØ partito dal ritrovamento del libello, pubblicato nel 1923, di Domenico Capasso, assessore comunale dellāepoca e componente della Commissione Pro Monumento ai Caduti di Palma Campania.
Ā«Un documento ā afferma lāeditore Dino Lauri ā che ha subito destato la nostra curiositĆ e che ĆØ stato in seguito corredato da approfondimenti effettuati grazie alle informazioni raccolte dallāarchivio della Michelangelo 1915 Editore, dove sono state recuperate le trascrizioni di articoli di giornale, apparsi tra il 1920 ed il 1923. A ciò, va aggiunto anche lāaiuto prezioso fornito dallāarchivio dellāIstituto Servi di Maria di Saviano, che ha permesso di toccare con mano i documenti e le epistole del tempo tra i protagonisti che hanno contribuito alla realizzazione del Monumento. Tra questi, cāĆØ da ricordare sicuramente il commendatore Luigi Carrella, che tanto si prodigò per la comunitĆ , contribuendo economicamente alla realizzazione di molte altre opere. Tanto ĆØ vero che Carrella, nel 1920, fu insignito della medaglia dāoro dal Ministero della Pubblica Istruzione e nel 1922 fu eletto cittadino benemerito del Comune di PalmaĀ».
Il libro riscopre una Palma caratterizzata da una vivace dialettica culturale, oltre che politica e sociale. Ciò ĆØ testimoniato da quanto riportato sui giornali locali dellāepoca, come āGente Nuovaā e āCorriere del Lavoroā, che nel primo ventennio del Novecento alimentavano il dibattito culturale del territorio, portando lāinformazione cittadina fuori dai confini del paese.
Ā«Siamo custodi della nostra storia e il nostro compito ĆØ quello di trasmetterla e farla conoscere alle nuove generazioni. ā queste le parole del primo cittadino Nello Donnarumma ā Cento anni fa, novantaquattro giovani come loro hanno prestato la loro esistenza a difesa di uno degli ideali più alti: la Patria. E noi, come cittadini anzitutto e poi come amministratori, non possiamo che dimostrarci orgogliosi e fieri di chi ha difeso fino alla morte il suolo italico. Lāopera meritoria della Michelangelo 1915 Editore ĆØ un omaggio sentito e meritato per i nostri valorosi eroi, che ogni anno ā da un secolo ā commemoriamo ponendo una corona dāalloro presso il Monumento ai CadutiĀ».
A introdurre la presentazione del volume sarĆ Placido de Martino, erede dellāillustre senatore Antonio de Martino, medico personale della Regina Margherita. A seguire, i saluti del sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma. Sono poi previsti gli interventi dellāeditore Dino Lauri, dello storico dellāarte Gianfranco Piemontese, dello storico locale Pasquale Gerardo Santella. Lāevento ĆØ patrocinato dal Comune di Palma Campania ed ĆØ stato promosso dalla Michelangelo 1915 Editore e dalla Pro Loco Castello” . F.to Gianfranco Piemontese, Foggia, 30 ottobre 2023.

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.
