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Rignano Garganico, il più piccolo comune del Parco Nazionale del Gargano, è conosciuto come il “paese delle vedove” a causa di un fenomeno storico-sociale che ha segnato il suo passato.
Durante il XX secolo, molti uomini del paese emigrarono all’estero, soprattutto verso l’America e altre nazioni europee, in cerca di lavoro e di migliori condizioni economiche.
Spesso questi uomini svolgevano lavori molto duri, come quelli nelle miniere, nell’edilizia o nei campi, che li esponevano a gravi rischi per la salute e per la vita. Questo causò un numero elevato di morti premature, lasciando molte donne del paese vedove in giovane età.
Inoltre, il fenomeno dell’emigrazione stessa contribuì a questa nomea: molti uomini partivano e non tornavano più, lasciando le mogli a vivere da sole, spesso senza sapere con certezza cosa fosse accaduto ai loro mariti. Questa combinazione di eventi ha segnato profondamente la memoria collettiva del paese, rendendo “il paese delle vedove” una sorta di soprannome tristemente emblematico.
Ma c’è anche un’altra versione della storia che fa pensare alla moria di braccianti costretti a scendere e salire la collina rignanese per lavorare nelle campagne sottostanti. Molti di loro si ammalavano di polmonite e morivano durante lunghi stati febbrili. Le mogli, lasciate sole con i figli, hanno dato vita a una comunità dove le donne coniugate superavano di gran lunga il numero degli uomini.
Oggi, questa storia è ricordata come parte dell’identità culturale e storica di Rignano Garganico.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
