I cani vivevano con l'uomo già 15.000 anni fa. Rinvenuti resti di canidi "domestici" a Grotta Paglicci e a Grotta Romanelli. Risalgono al Paleolitico Superiore.
Il ritrovamento che riscrive la storia del Gargano.
Nel 1988, durante una campagna di scavi a Grotta Paglicci (Rignano Garganico), il paleontologo Arturo Palma di Cesnola visitò una stazione paleolitica presso la Tenuta Soccio, in località Caruso, nel comune di San Nicandro Garganico.
Quella che sembrava una semplice segnalazione si è rivelata una scoperta straordinaria: tracce di cultura musteriana e aurignaziana, risalenti a circa 40.000 anni fa, sono affiorate in questa piccola porzione del Gargano, ampliando la conoscenza della preistoria del Sud Italia.
Musteriano e Aurignaziano: cosa sappiamo di queste culture?
La cultura musteriana (120.000-40.000 anni fa) è associata all’Uomo di Neanderthal e si caratterizza per la produzione di utensili litici utili alla caccia e alla lavorazione della carne.
Diversa è la cultura aurignaziana (45.000-35.000 anni fa), attribuita agli esseri umani anatomicamente moderni. Gli aurignaziani sono stati i primi a lasciare tracce di arte rupestre e ornamenti personali, come collane e strumenti musicali.
La scoperta nel sito di San Nicandro Garganico.
Durante gli scavi, furono ritrovate numerose selci in superficie, appartenenti a due diverse tradizioni litiche:
- Industria musteriana: con strumenti dedicati principalmente alla caccia e alla lavorazione delle pelli.
- Industria aurignaziana: con lame, lamelle e utensili raffinati, oltre a oggetti che potrebbero essere considerati primitivi ornamenti.
Questa scoperta è particolarmente significativa perché rappresenta una novità per il versante adriatico e testimonia la presenza della cultura aurignaziana in Puglia.
Un confronto con le scoperte di Fumane e Balzi Rossi.
Lo studio pubblicato su “Science” nel 2015 da Stefano Benazzi dell’Università di Bologna ha portato a riconsiderare l’attribuzione della cultura proto-aurignaziana, identificandola come espressione degli esseri umani moderni e non dei Neanderthal.
I ritrovamenti di San Nicandro Garganico, insieme a quelli delle grotte di Fumane (Verona) e Riparo Bombrini (Imperia), confermano l’importanza del Sud Italia nello studio delle migrazioni e delle culture del Paleolitico superiore.
Conclusione: un tesoro nascosto del Gargano.
La stazione paleolitica di San Nicandro Garganico, insieme a Grotta Paglicci, rappresenta un punto di riferimento essenziale per lo studio delle prime culture umane. Questa scoperta aggiunge un nuovo tassello alla straordinaria storia del Gargano, un territorio che continua a stupire con le sue ricchezze archeologiche.
Un piccolo lotto di selci, oggi conservato presso la Biblioteca del Convento di San Matteo, racconta la vita di un’epoca lontana ma fondamentale per comprendere le nostre origini.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
