Tre liste alle prossime elezioni comunali a Rignano Garganico?
A Rignano Garganico il clima politico si sta scaldando in vista delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025, e secondo i bene informati il dato più sorprendente arriva dal centrosinistra: nonostante le divisioni interne, la coalizione progressista potrebbe superare l’80% dei consensi. Una percentuale record, che conferma la tradizionale vicinanza del paese ai candidati regionali dell’area progressista e che potrebbe influenzare anche la successiva tornata amministrativa.
Un centrosinistra diviso ma fortissimo: i nomi più gettonati.
Secondo le previsioni, il consenso più ampio dovrebbe andare a:
- Raffaele Piemontese (PD)
- Paolo Campo (PD)
- Rosario Cusmai (Per la Puglia)
- Nunzio Angiola (Lista Decaro)
- Giulio Scapato (Lista Decaro)
- Graziamaria Starace (Lista Decaro)
Tutti i candidati sono schierati a sostegno di Antonio Decaro, leader della coalizione progressista.
Le stime parlano di un vero e proprio boom di preferenze, dovuto sia all’organizzazione locale delle diverse correnti progressiste, sia al radicamento delle famiglie politiche che storicamente raccolgono il voto moderato-progressista del paese.
Il centrodestra cerca tenuta.
Il centrodestra, pur minoritario nei pronostici, si prepara comunque a una competizione serrata. I nomi più accreditati per la raccolta di voti a Rignano sono:
- Giannicla De Leonardis (Fratelli d’Italia)
- Nicola Gatta (Fratelli d’Italia)
- Napoleone Cera (Lega)
- Paolo Dell’Erba (Forza Italia)
Una squadra elettorale che, pur meno forte numericamente, punta a consolidare il proprio blocco di consensi in vista della lunga stagione politica che porterà alle amministrative.
Regionali come banco di prova per le comunali.
La competizione regionale rappresenterà il primo vero test in vista delle elezioni amministrative 2026, quando a Rignano potrebbe profilarsi uno scenario molto articolato.
Secondo fonti politiche locali, l’attuale sindaco Luigi Di Fiore potrebbe tentare la corsa al terzo mandato consecutivo con la lista Rignano che Vorrei. La sua candidatura segnerebbe la continuità con l’attuale amministrazione, che negli ultimi anni ha mantenuto un forte radicamento sul territorio. Sono venute meno nelle ultime ore le ipotesi di candidatura di Giuseppe Nardella (ex-vice sindaco) e di Donato Pio Palumbo (presidente della Pro Loco), mentre resta in piedi l’ipotesi di Antonio Aniceto, attuale assessore ai lavori pubblici.
Dall’altra parte, le opposizioni — attualmente frammentate — potrebbero presentare due liste distinte. Una divisione che rischia di favorire il sindaco uscente, a meno che non si trovi un nome capace di ricompattare tutto il fronte alternativo.
I possibili candidati dell’opposizione.
Tra i nomi più discussi ci sono:
- Giosuè Del Vecchio, consigliere provinciale e figura di riferimento dell’area cusmaiana;
- Nicola Gentile, avvocato molto stimato, considerato da più parti come possibile candidato unitario;
- Matteo Stanco, dipendente di Sanitaservice, già candidato sindaco di parte dell’opposizione, anche se sarà difficile riproporlo.
Proprio su Gentile o Del Vecchio, sostengono alcuni osservatori, potrebbe convergere l’intero arco dell’opposizione — centrosinistra locale, civici e centrodestra — qualora maturassero condizioni di accordo e una piattaforma condivisa.
Le manovre in corso e gli scenari futuri.
Molto dipenderà da ciò che accadrà alla fine delle regionali: eventuali equilibri interni, spostamenti di alleanze, nuovi protagonisti e, soprattutto, il ruolo dei “transfughi”, politici pronti a cambiare schieramento e a influenzare dossier e strategie.
I prossimi mesi saranno decisivi per capire se emergerà un progetto alternativo forte oppure se la coalizione di Di Fiore riuscirà a mantenere la guida del Comune con un’altra affermazione elettorale. Bisognerà capire cosa accadrà dal 25 novembre 2025 all’agosto 2025, quando le coalizioni si metteranno in moto. Chiaro è che, grazie alle Regionali del 23 e 24 novembre 2025, molti sono i passaggi di personalità politiche, di gruppi economici, di aziende e di candidati dall’una all’altra coalizione. Il peso specifico di ognuno di loro segnerà la vittoria o la sconfitta di chi oggi dirige la cosa pubblica locale.
L’altra novità è rappresentata dalla nascita del Partito Democratico in paese e dalla scelta di indicare Giovanni Danza, psicologo, alla guida del movimento politico che a livello locale risponde quasi interamente a Raffaele Piemontese.
Una cosa è certa: le regionali di novembre saranno il primo tempo di una partita politica molto più lunga, che nel 2026 deciderà il futuro amministrativo di Rignano Garganico.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
