Il “Balcone delle Puglie” sta perdendo i suoi abitanti. Tra numeri impietosi e desertificazione commerciale, c’è chi lancia l’ultima sfida attraverso l’analisi di una minuziosa ricerca scientifica, che qui anticipiamo. Occorre trasformare la crisi in un laboratorio di rinascita.
RIGNANO GARGANICO – I numeri non sentono ragioni, e quelli di Rignano Garganico descrivono una ferita aperta nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. In soli dieci anni, la popolazione è precipitata da circa 2.300 residenti agli attuali 1.789. Ma la realtà è ancora più cruda: si stima che solo il 50% di questi viva effettivamente il borgo quotidianamente. Se il trend non verrà invertito, entro il 2036 il paese rischia di perdere un ulteriore 30% della sua linfa vitale.
L’inverno demografico: un borgo che si spegne.
Passeggiare oggi nel centro storico di origini medievali, in via Roma e aree adiacenti alla Chiesa di San Rocco, anche tra le palazzine di più recente costruzione, regala un’immagine spettrale: durante i mesi invernali, il tasso di occupazione delle abitazioni sfiora appena il 10%.
Il ciclo della vita sembra essersi interrotto. Gli anziani se ne vanno senza un ricambio generazionale; ci sono pochissime nascite; i giovani, dopo i 18 anni, scelgono la via dell’esodo per studio o lavoro, diretti verso il Nord Italia o l’estero (pochi restano in zona), senza più fare ritorno.
Questo svuotamento ha portato con sé il crollo dei servizi:
- addio ai servizi minimi: chiusa l’unica filiale bancaria, serrate le vetrine dei negozi di abbigliamento, chiuse diverse macellerie e gli unici ristoranti.
- istruzione in esilio: la presidenza della scuola è stata trasferita a San Marco in Lamis, privando il paese del suo presidio educativo più importante.
- lavoro esterno: persino i concorsi comunali sono stati vinti da personale che risiede altrove e che decide di non rimanere, rendendo il Comune un luogo di passaggio lavorativo piuttosto che un centro di interessi locali.
La critica: oltre la politica del “pane e giochi”.
Secondo l’analisi emersa da uno studio che pubblicheremo in esclusiva nelle prossime settimane, una delle cause del declino è la marginalizzazione culturale. Per anni, l’attenzione è stata focalizzata su eventi effimeri – feste e banchetti – che hanno sacrificato la visione a lungo termine, dando spazio alle cicale ed emarginando le formiche laboriose.
Artisti, intellettuali e imprese creative sono stati spesso relegati in secondo piano, mentre la gestione delle iniziative rimaneva e rimane confinata entro ristrette cerchie familiari. Il risultato? Un’identità culturale e di popolo sbiadita che accelera la fuga dei cervelli.
La tabella della crisi: il decennio perduto.
| Indicatore | Dati 2013 (approx.) | Dati 2023 | Trend |
| Residenti | ~2300 | 1789 | -22% |
| Densità | ~25 ab/kmq | ~20 ab/kmq | In calo |
| Nuclei Familiari | ~950 | 820 | Invecchiamento |
Contro questo scenario di rassegnazione il popolo sta reagendo, guidato da alcuni artisti e uomini di cultura. La proposta è chiara: Rignano deve diventare un laboratorio di rinascita e rilancio, superando le divisioni politico-botteghine per mettere a sistema i propri tesori.
Le direttrici della rinascita:
- Archeologia mondiale: valorizzare Grotta Paglicci, un sito unico al mondo.
- Architettura e paesaggio: recuperare li Pagghjare, le macere, la Dolina Centopozzi, la Croce, i sentieri ed esaltare la vista dal Balcone delle Puglie.
- Enogastronomia: puntare su olio, grano e filiera casearia (forno e prodotti tipici), rilanciando anche la Musciska;
- Capitale umano: coinvolgere gli anziani come memoria storica e le “menti eccelse” locali per la progettazione.
Un appello alla sopravvivenza.
Non c’è più spazio per l’indifferenza: o si riparte dalle radici, o si accetta la fine di una storia millenaria.
Rignano Garganico ha i tesori e le menti. È tempo di unirsi per non morire, basta divisioni, basta visioni monoculari dello sviluppo, torniamo a vivere. Torniamo ad essere.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
