Apre il Museo di Grotta Paglicci e del Paleolitico del Parco Nazionale del Gargano. Si attendeva da oltre un ventennio nella piccola Rignano Garganico, ora è realtà.
RIGNANO GARGANICO – Il Museo di Grotta Paglicci aprirà entro l’estate. L’annuncio, atteso da anni, arriva direttamente dal sindaco Luigi Di Fiore, che lo ha comunicato a RignanoNews.com, riaccendendo le speranze di un intero territorio.

Si tratta di una notizia destinata a segnare un punto di svolta per uno dei siti preistorici più importanti al mondo, rimasto troppo a lungo ai margini dei circuiti culturali e turistici nonostante il suo valore scientifico straordinario.
La Grotta Paglicci rappresenta un autentico archivio della storia dell’uomo. Gli scavi archeologici hanno restituito reperti che coprono un arco temporale vastissimo, compreso tra i 500.000 e gli 11.000 anni fa.
Tra le testimonianze rinvenute figurano pitture e graffiti parietali, incisioni su ossa, massi e ciottoli, sepolture complete e parziali, resti di pasto e focolari, utensili litici e strumenti di vita quotidiana. Un patrimonio che colloca il sito garganico tra i più rilevanti a livello internazionale per lo studio del Paleolitico.
Nonostante l’importanza scientifica, la valorizzazione della grotta e dei suoi reperti è rimasta incompiuta per decenni. Il museo, pur esistente, è rimasto chiuso, mentre la grotta è risultata inaccessibile al pubblico e agli stessi potenziali investitori.
L’annuncio dell’apertura entro l’estate rappresenta quindi molto più di una semplice riattivazione: è il segnale concreto di una possibile inversione di rotta.
Per trasformare davvero Grotta Paglicci in un polo culturale e scientifico di riferimento, sarà fondamentale rilanciare gli scavi e rafforzare le collaborazioni accademiche.
Finora le ricerche sono state condotte dall’Università degli Studi di Siena, ma il futuro potrebbe vedere un coinvolgimento sempre più centrale dell’Università degli Studi di Foggia, in sinergia con la Soprintendenza Archeologica della Puglia.
Non solo: tra le proposte sul tavolo c’è anche quella, ambiziosa, di istituire un percorso accademico legato all’archeologia antica proprio a Rignano Garganico, trasformando il territorio in un vero laboratorio di ricerca.
A spingere da anni per la valorizzazione del sito è il Circolo Culturale Giulio Ricci, impegnato da oltre trent’anni nella tutela e promozione di Grotta Paglicci.
Le proposte del Circolo sono state condivise e rilanciate da diverse realtà locali, tra cui l’Associazione Talia e l’Archeo Speleo Club Rignano, insieme ad altri sodalizi riuniti nell’Agorà delle Idee.
Il prossimo 23 maggio 2026 il paese ospiterà l’evento Grotta Paglicci – Bene dell’Umanità.
L’iniziativa non avrà un taglio strettamente scientifico, ma punterà a riportare al centro del dibattito pubblico il valore del giacimento e la necessità di una sua piena valorizzazione. L’obiettivo è chiaro: aprire il museo, rendere fruibile la grotta e costruire finalmente un sistema capace di generare sviluppo.
La riapertura del museo potrebbe rappresentare una leva fondamentale per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio. Turismo culturale, ricerca scientifica, servizi e accoglienza: le potenzialità sono enormi, ma finora inespresse.
L’annuncio del sindaco Luigi Di Fiore offre una nuova prospettiva a chi, da anni, crede nella possibilità di trasformare Grotta Paglicci in un motore di crescita.
Ora, però, sarà fondamentale passare dalle parole ai fatti. Perché il tempo dell’attesa, per uno dei più straordinari patrimoni del Paleolitico europeo, è già durato fin troppo a lungo.
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Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
