RIGNANO GARGANICO – Il maltempo degli ultimi giorni continua a lasciare pesanti conseguenze sul territorio. Dopo gli allagamenti che hanno colpito vaste aree agricole, il consigliere comunale di opposizione Emanuele Di Fiore ha chiesto ufficialmente alla Pubblica Amministrazione di avviare le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Una richiesta che nasce dalle numerose segnalazioni provenienti dal mondo agricolo, duramente colpito dall’ondata di piogge intense.

La risposta dell’Amministrazione comunale.
Dal canto suo, l’Amministrazione guidata dal sindaco Luigi Di Fiore, insieme all’assessore Antonio Aniceto, sottolinea di essersi attivata tempestivamente già nelle prime fasi dell’emergenza, subito dopo l’allerta meteo “arancione” diramata dalla Protezione Civile.

Interventi di monitoraggio e messa in sicurezza sono stati avviati per limitare i danni e prevenire ulteriori criticità, anche se la situazione resta complessa in diverse aree rurali.

Dal canto suo il consigliere comunale delegato all’agricoltura Salvi Piccirilli ha chiesto subito un incontro tra comune e agricoltori per capire cosa è accaduto e quali danni reali ci sono.
Agricoltori esasperati: “servono interventi immediati”.
A far sentire la propria voce sono soprattutto gli agricoltori delle zone comprese tra gli affluenti Celone e Salsola, tra le più colpite dagli allagamenti.
Attraverso Rignanonews.com, chiedono un intervento urgente e strutturale:
“Gli ettari coinvolti nel comune di Rignano sono circa 1000. Le problematiche principali riguardano il Celone e la Salsola a causa della rottura degli argini. Inoltre – a loro dire -l’idrovora di Ciccalento è insufficiente a smaltire l’acqua proveniente dai controfossi”.

Una situazione che sta mettendo in ginocchio decine di aziende agricole, con danni economici ingenti e campi ancora sommersi.
Il nodo infrastrutturale e i lavori sul Candelaro.
Nel quadro generale, il fiume Candelaro ha retto meglio rispetto al passato, anche grazie agli interventi realizzati dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, che iniziano a mostrare i primi risultati.
Tuttavia, secondo gli operatori del settore, questi interventi non sono ancora sufficienti a prevenire fenomeni alluvionali nelle aree più vulnerabili.
La richiesta: prevenzione e investimenti.
Oltre al riconoscimento dello stato di calamità, dal territorio arriva una richiesta chiara: avviare al più presto lavori strutturali per la messa in sicurezza degli argini e il potenziamento delle infrastrutture idrauliche.
L’obiettivo è evitare che eventi meteorologici ormai sempre più frequenti si trasformino, ancora una volta, in emergenze devastanti per l’economia agricola locale.


Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
