Furti sistematici, danneggiamenti e un clima di terrore che spinge gli agricoltori a presidi armati delle proprie terre. La criminalità rurale nella Capitanata non è più solo un problema di ordine pubblico, ma una ferita aperta che soffoca l’economia e la dignità di chi lavora la terra.
La paura non dorme mai.
Non è più una questione di “casi isolati”. Per gli imprenditori agricoli di Rignano Garganico, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo, la campagna è diventata un luogo di angoscia. Da mesi, e in molti casi da anni, il copione si ripete identico: al calar del sole, il timore di subire razzie prende il sopravvento.
C’è chi ha scelto di non abbandonare i propri averi nemmeno per un’ora, trasformando la propria attività lavorativa in un estenuante turno di vigilanza. Il motivo è semplice: la consapevolezza che, allontanandosi, il rischio di trovare capannoni svaligiati o attrezzature distrutte è una costante.
Il “racket dei mezzi”: dai furti al ricatto.
Il fenomeno, che si inserisce nel più ampio dossier della “Mafia Agricola”, ha raggiunto livelli di spregiudicatezza inauditi. Non si ruba più soltanto per rivendere i pezzi di ricambio: le bande hanno messo in atto un vero e proprio sistema di estorsione sui mezzi pesanti.
Trattori, camion e macchinari agricoli di alto valore economico spariscono nel nulla nel cuore della notte. Spesso, questi mezzi finiscono in un mercato nero parallelo, ma in molti altri casi si trasformano in strumenti di ricatto: il proprietario viene contattato e il mezzo gli viene “restituito” solo dopo il pagamento di un riscatto in denaro, il cosiddetto “cavallo di ritorno”. Ritrovare il proprio bene attraverso l’intervento delle forze dell’ordine è, purtroppo, un’eccezione sempre più rara.
Coldiretti in campo: l’appello per la legalità.
Di fronte a questo scenario, la Coldiretti provinciale è scesa ufficialmente in campo, facendosi portavoce della disperazione di centinaia di imprenditori. L’organizzazione agricola denuncia con forza l’insostenibilità della situazione, sottolineando come la criminalità stia sistematicamente distruggendo il tessuto produttivo della provincia.
Coldiretti chiede un intervento immediato e straordinario per garantire il controllo del territorio, consapevole che, senza una protezione costante, molte aziende rischiano la chiusura definitiva, incapaci di sostenere il peso di continui danni e richieste estorsive che possono toccare i 500 euro ad ettaro.
L’emergenza personale nelle Forze dell’Ordine.
Nonostante il costante impegno profuso, le Forze dell’Ordine operano in condizioni di carenza di personale ormai cronica, un divario di risorse che impedisce di pattugliare efficacemente le immense aree rurali del Gargano. Questa fragilità è il vantaggio tattico di cui si nutrono le bande criminali, che conoscono perfettamente i tempi di intervento e i punti ciechi della sorveglianza.
“Facciamola finita”.
Il grido degli agricoltori è unanime: “Facciamola finita”. Non è solo un appello alla giustizia, ma una richiesta disperata di riappropriarsi del proprio diritto al lavoro. La criminalità non sta solo rubando beni materiali; sta soffocando il futuro della Capitanata.
La domanda resta sospesa: fino a quando sarà possibile resistere in un clima di perenne allerta? La risposta delle istituzioni non può più attendere.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
