Rignano Garganico
Verso il Comitato Cittadino Permanente per l’Emergenza Sanitaria. Serve appoggio di ASL Foggia, Sanitaservice, Regione Puglia e istituzioni: «La salute non può dipendere dal luogo in cui si vive»
A Rignano Garganico cresce la consapevolezza che sul fronte della sanità non sia più possibile attendere. La comunità chiede maggiore sicurezza nell’emergenza-urgenza, ma anche un deciso rafforzamento dei servizi territoriali e dell’assistenza domiciliare.
Da qui nasce l’idea di costituire un Comitato Cittadino Permanente per l’Emergenza Sanitaria, aperto a tutti i cittadini che intendono impegnarsi per migliorare la risposta sanitaria sul territorio.
Al centro della mobilitazione non c’è soltanto la richiesta di una postazione del Servizio 118 o di un Presidio Medicale Avanzato (PMA). Il Comitato punta infatti a una strategia più ampia, che comprenda il potenziamento dell’assistenza medico-specialistica, infermieristica e fisioterapica direttamente a domicilio, soprattutto per le persone anziane, fragili, croniche e non autosufficienti.
«Rignano non può essere lasciata sola».
L’obiettivo dichiarato è quello di aprire un confronto con i vertici degli enti pubblici competenti, a partire da ASL Foggia, Sanitaservice Foggia e Regione Puglia, coinvolgendo tutte le istituzioni che hanno competenze in materia sanitaria.
La richiesta è quella di individuare soluzioni concrete per una comunità che, anche per la propria posizione geografica, vive una particolare condizione di isolamento.
Una condizione che diventa ancora più delicata in presenza di una popolazione sempre più anziana e di persone che quotidianamente devono fare i conti con malattie croniche, disabilità, non autosufficienza e necessità assistenziali che non sempre possono essere affrontate spostandosi dal proprio domicilio.
118 e PMA: la richiesta di una maggiore sicurezza nell’emergenza.
Uno dei punti principali della mobilitazione riguarda l’emergenza sanitaria.
Il Comitato chiede l’istituzione a Rignano Garganico di un Presidio Medicale Avanzato oppure di una postazione del Servizio 118, ritenendo necessario rafforzare la capacità di risposta in caso di emergenza.
La presenza di postazioni 118 nei comuni vicini – San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico e San Giovanni Rotondo – non viene considerata sufficiente a garantire automaticamente una risposta adeguata a tutte le esigenze del territorio.
Il ragionamento dei promotori è semplice: quelle postazioni sono chiamate a garantire assistenza a un’area territoriale molto ampia e a una popolazione che aumenta sensibilmente durante i mesi estivi.
Per Rignano, quindi, la richiesta è di non considerare la vicinanza geografica ad altri presidi come una ragione sufficiente per rinunciare a un rafforzamento della risposta locale.
Non solo emergenza: serve una sanità vicino casa.
La proposta del Comitato guarda però oltre il 118.
Uno dei temi centrali è infatti quello dell’assistenza territoriale e domiciliare, considerata fondamentale soprattutto in una realtà caratterizzata da una significativa presenza di persone anziane e fragili.
Tra le richieste figura il potenziamento dei servizi poliambulatoriali e delle prestazioni medico-specialistiche, ma anche un rafforzamento delle attività direttamente a domicilio.
L’obiettivo è portare le cure alle persone che, per condizioni fisiche, età o patologie, hanno difficoltà a raggiungere ambulatori e strutture sanitarie.
In particolare, vengono richiesti:
- potenziamento dell’assistenza medico-specialistica domiciliare;
- rafforzamento dell’assistenza infermieristica domiciliare;
- potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI);
- maggiore presenza degli Infermieri di Famiglia e di Comunità;
- rafforzamento dell’assistenza fisioterapica domiciliare;
- valorizzazione della figura del Fisioterapista di Comunità.
Una visione che punta quindi a costruire una rete sanitaria più vicina al cittadino, capace di intervenire non soltanto quando si verifica un’emergenza, ma anche nella gestione quotidiana delle patologie croniche e della fragilità.
«Anche il cittadino di Rignano ha gli stessi diritti».
Il messaggio che accompagna la nascita del Comitato è netto: il luogo in cui una persona vive non può diventare un fattore di disuguaglianza nell’accesso alle cure e alla sicurezza sanitaria.
«Anche il cittadino di Rignano ha gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini», è il principio alla base della mobilitazione.
Il diritto di essere soccorso.
Il diritto di essere curato.
Il diritto di ricevere assistenza quando non è possibile spostarsi da casa.
Il diritto di non sentirsi abbandonato nel momento del bisogno.
Sono questi i temi che il Comitato intende portare all’attenzione delle istituzioni, chiedendo un confronto diretto e l’individuazione di interventi concreti.
«Non è una battaglia politica, ma di civiltà».
I promotori tengono a sottolineare la natura civica e trasversale dell’iniziativa.
«Questa non è una battaglia politica – spiegano –. È una battaglia di civiltà, di dignità e di giustizia sociale».
Una rivendicazione che punta dunque a coinvolgere l’intera comunità rignanese, indipendentemente dalle appartenenze politiche.
La nascita del Comitato Cittadino Permanente per l’Emergenza Sanitaria rappresenta, nelle intenzioni dei promotori, l’avvio di un percorso destinato a proseguire nel tempo, con l’obiettivo di incontrare i responsabili delle istituzioni sanitarie e regionali e sottoporre loro le esigenze della comunità.
L’appello ai cittadini.
Il Comitato lancia infine un appello alla partecipazione.
Chiunque condivida la necessità di rafforzare la sicurezza sanitaria di Rignano Garganico può aderire all’iniziativa.
Per partecipare è possibile contattare il Comitato tramite WhatsApp al numero 349 400 9003 oppure attraverso un messaggio privato sulla pagina Facebook.
L’obiettivo è costruire una voce collettiva capace di rappresentare le esigenze di una comunità che chiede semplicemente di poter contare su una sanità più vicina, più accessibile e più sicura.
Perché la salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. E quando si tratta di soccorrere una persona e salvare una vita, il tempo non è una variabile secondaria.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
