La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia ha risposto all’appello del Circolo Culturale “Giulio Ricci”, presieduto da Angelo Del Vecchio, giornalista, storico e ricercatore, sulla tutela e valorizzazione di alcuni importanti reperti storici legati a Rignano Garganico.
Al centro della segnalazione, trasmessa alla Soprintendenza lo scorso 8 giugno, ci sono la Triplice Sacra Cinta, la Croce Patente e il Cippo Romano, testimonianze considerate di particolare interesse storico e artistico per il territorio. Il Circolo aveva inoltre avanzato la proposta di istituire a Rignano un Museo della Storia Medievale e delle Origini.
Nel riscontro ufficiale, la Soprintendenza, attraverso la soprintendente ad interim architetto Anita Guarnieri, ringrazia il presidente del Circolo Culturale “Giulio Ricci”, dottor Delvecchio, per aver richiamato l’attenzione su questi beni.
La difficoltà principale: rintracciare i reperti.
La risposta dell’ufficio ministeriale mette però in evidenza una questione fondamentale: allo stato attuale mancano informazioni sufficientemente precise sulla collocazione dei reperti e sulla loro storia conservativa.
Proprio questa carenza di notizie rende, secondo la Soprintendenza, difficilmente realizzabile nell’immediato l’ipotesi di un nuovo Museo della Storia Medievale e delle Origini.
Prima di pensare all’esposizione e alla valorizzazione, dunque, occorre fare chiarezza sulla sorte dei beni.
La Soprintendenza annuncia infatti che sarà proprio il suo ufficio a verificare la disponibilità di ulteriori informazioni attendibili utili a rintracciare i reperti segnalati e, una volta accertata la loro presenza e provenienza, a mettere in campo gli eventuali interventi di tutela ritenuti necessari.
L’ipotesi del Museo Grotta Paglicci.
Nel documento emerge anche una possibile soluzione alternativa alla realizzazione di una nuova struttura museale.
La Soprintendenza ritiene infatti più plausibile l’eventualità di conservare i reperti, qualora vengano rintracciati e ne venga accertata la provenienza, presso il già esistente Museo Civico di Rignano Garganico – Museo Grotta Paglicci.
Una prospettiva che consentirebbe di inserire queste testimonianze all’interno di una struttura museale già presente sul territorio.
La stessa Soprintendenza ricorda che per il Museo Grotta Paglicci sono in fase di conclusione i lavori per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive e per l’adeguamento funzionale, interventi finanziati nell’ambito del PNRR, Missione 1, Componente 3, Investimento 1.2.
Ora parte la ricerca.
Il riscontro della Soprintendenza rappresenta quindi un primo passo istituzionale nella vicenda sollevata dal Circolo Culturale “Giulio Ricci”.
La questione, adesso, si sposta soprattutto sulla necessità di ricostruire la storia dei tre reperti e individuarne l’attuale collocazione. Solo dopo averli rintracciati e averne verificato la provenienza sarà possibile valutare concretamente le modalità di tutela, conservazione ed eventuale valorizzazione.
Per Rignano Garganico si apre così una nuova fase di ricerca su alcune testimonianze del proprio passato. E l’obiettivo potrebbe essere quello di riportare alla luce e rendere nuovamente fruibile un patrimonio storico che, secondo quanto evidenziato dal Circolo “Giulio Ricci”, merita di essere conosciuto e valorizzato.
La risposta della Soprintendenza, in questo senso, assume un significato importante: la verifica sui reperti si farà e gli uffici ministeriali hanno dichiarato la propria disponibilità a proseguire gli accertamenti.
Un primo passo concreto per cercare di ricostruire un pezzo della storia di Rignano Garganico e restituirlo, se possibile, alla comunità.
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E c’è anche la risposta di Angelo Del Vecchio, presidente del Circolo Culturale Giulio Ricci.
“In riferimento alla Vostra nota odierna si precisa che i reperti da noi indicati nella precedente missiva sono facilmente rintracciabili (se non sono stati distrutti nel frattempo): Cippo Romano, era custodido all’ingresso del Museo di Grotta Paglicci fino all’inizio dei lavori da Voi citati e finanziati con fondi PNRR (bisognerebbe chiedere alla Pubblica Amministrazione e alla Ditta Esecutrice dei lavori dove è stato spostato); Triplice Sacra Cinta, era in possesso di Enzo Pazienza, presidente del Centro Studi Paglicci, che vi può spiegare bene dove è finita e quale ricercatore ce l’ha oggi in consegna; Croce Templare, è attualmente ubicata all’esterno della Chiesa Matrice di Rignano Garganico e nessuno l’ha mai spostata da secoli. Sempre a disposizione“. Conclude Angelo Del Vecchio.

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