Un vasto incendio ha devastato mercoledì pomeriggio un’ampia area tra Rignano Garganico e Apricena. Centinaia di ulivi sono andati distrutti, i pascoli sono stati inceneriti e decine di bovini, terrorizzati dal fumo e dalle fiamme, si sono allontanati dalle aziende agricole. Vigili del fuoco e volontari ancora impegnati nel monitoraggio della zona.
È un bilancio pesantissimo quello lasciato dall’incendio che mercoledì pomeriggio ha interessato le campagne di Rignano Garganico, estendendosi verso il territorio di Apricena. Le fiamme hanno percorso un’area stimata in circa 250 ettari, trasformando vaste porzioni di vegetazione, pascoli e terreni agricoli in un paesaggio segnato dalla cenere.
Il rogo ha provocato danni significativi anche alle attività agricole della zona. Centinaia di ulivi sono stati bruciati, mentre numerosi pascoli sono andati completamente distrutti. Un colpo particolarmente duro per gli allevatori, che si trovano ora a fare i conti non soltanto con i terreni danneggiati, ma anche con gli animali dispersi.
Mucche in fuga tra fumo e fiamme.
Tra gli aspetti più drammatici dell’incendio c’è infatti la fuga di decine di mucche, terrorizzate dall’avanzare delle fiamme e dall’intenso fumo sprigionato dal rogo.
Gli animali, spaventati, hanno abbandonato le aree in cui erano abitualmente custoditi e si sono dispersi nelle campagne. Per gli allevatori è iniziata così una difficile attività di ricerca e recupero, resa ancora più complicata dalla vastità dell’area interessata dall’incendio e dalla presenza di numerosi focolai.
La priorità è ora individuare tutti gli animali e verificare le loro condizioni, oltre a mettere in sicurezza le aree ancora interessate dalla presenza di fuoco e fumo.
Ancora numerosi focolai.
Nonostante il fronte principale dell’incendio sia stato domato, la situazione resta sotto osservazione. Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile continuano infatti a monitorare il territorio per evitare che i numerosi focolai ancora attivi possano riaccendersi e alimentare nuovi fronti.
Il terreno particolarmente secco e la vegetazione bruciata rappresentano un ulteriore elemento di rischio, soprattutto in una fase caratterizzata da temperature elevate e condizioni favorevoli alla propagazione degli incendi.
Un territorio ferito.
L’incendio lascia dietro di sé una ferita profonda per il territorio rurale di Rignano Garganico e per le comunità agricole che da anni lavorano queste campagne.
La perdita di centinaia di ulivi e di ampie superfici destinate al pascolo significa per molte aziende un danno economico che potrebbe protrarsi nel tempo. Un ulivo adulto, infatti, non può essere semplicemente sostituito dall’oggi al domani: la sua perdita comporta anni prima che una nuova pianta possa raggiungere una produttività significativa.
A questo si aggiunge la necessità di ripristinare i terreni, verificare le strutture eventualmente danneggiate e garantire agli allevamenti la disponibilità di aree sicure e di foraggio.
L’allarme per gli incendi nel Gargano.
Ancora una volta il Gargano si trova a fare i conti con la vulnerabilità del proprio patrimonio naturale e agricolo di fronte agli incendi estivi.
Il rogo di Rignano Garganico riporta al centro dell’attenzione la necessità di una prevenzione sempre più capillare, soprattutto nelle aree rurali dove boschi, pascoli e terreni agricoli convivono a stretto contatto.
Ora l’attenzione è concentrata sul completamento delle operazioni di bonifica e sul monitoraggio dei focolai residui, mentre per gli agricoltori e gli allevatori comincia la fase più difficile: contare i danni, ritrovare gli animali dispersi e cercare di ripartire dopo la devastazione.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
