Il territorio di Rignano Garganico continua a confermarsi uno scrigno di inestimabile valore per la preistoria e la protostoria del Mediterraneo. Accanto ai celebri e straordinari ritrovamenti di Grotta Paglicci, le aspre e suggestive pareti rocciose della vicina Valle di Ividoro custodiscono un patrimonio artistico e spirituale millenario, spesso celato tra le pieghe della natura: un complesso di pitture rupestri in ocra rossa e graffiti che raccontano la vita, i culti e la visione del cosmo delle antiche comunitĆ che frequentavano questi luoghi.

Se n’ĆØ discusso in paese nel corso della presentazione ufficiale della neonata Associazione “Ara Iani – Rignano Underground” in sala consiliare, alla presenza del sindaco Luigi Di Fiore, del presidente del sodalizio Matteo Viola, del vice-presidente Angelo Riky Del Vecchio, dello speleologo locale Matteo Giaccone, dell’esperto speleologo Paolo Giuliani e di altri soci (Nicola Vincitorio di Pasquale, Nicola Vincitorio di Vito, Carmine Rago) e sostenitori del gruppo provenienti anche da Mattinata e San Giovanni Rotondo.

Un santuario a cielo aperto tra i monti del Gargano.
La Valle di Ividoro, con il suo sistema di cavitĆ , ripari sotto roccia e pareti verticali modellate dall’erosione carsica, ha rappresentato per millenni una via di transito naturale e un punto di riferimento fondamentale per l’antroposizzazione del promontorio garganico. In questo contesto, grotte quelle che localmente sono conosciute come la Grotta Pazienza (Grotta di Valle Ividoro 1, come da Catasto delle Grotte della Federazione Speleologica Pugliese) e la Grotta del Riposo (Grotta Valle Ividoro 2), non fungevano soltanto da rifugi temporanei o stazioni di sosta per i pastori, ma veri e propri santuari preistorici.

Le pitture individuate sulle pareti rocciose sono realizzate principalmente con pigmenti a base di ematite o limonite polverizzata (la classica ocra rossa), legata talvolta con sostanze organiche o acqua. I graffiti, invece, venivano incisi direttamente sulla roccia calcarea con pietre appuntite o selci, tracciando solchi profondi che il tempo ha parzialmente levigato ma non cancellato.

L’iconografia: antropomorfi, simboli e scenari pastorali.
L’analisi stilistica e comparativa dei pannelli dipinti e incisi permette di delineare un quadro iconografico complesso, ascrivibile prevalentemente tra l’EtĆ del Rame (Eneolitico) e l’EtĆ del Bronzo, con possibili persistenze rituali in epoche successive.

- Figure umane e “oranti”: molto ricorrenti sono le rappresentazioni di figure antropomorfe stilizzate. Alcune assumono forme geometriche ridotte all’essenziale ā configurazioni ad “ancora”, a “tridente” o figure con le braccia sollevate in segno di invocazione (i cosiddetti oranti). Queste immagini richiamano direttamente l’arte schematica post-paleolitica diffusa in gran parte dell’Italia centro-meridionale e della penisola iberica, strettamente legata a ritualitĆ di carattere funerario o cultuale.
- Segni geometrici e simboli enigmatici: accanto agli uomini compaiono griglie geometriche, motivi quadrangolari, cerchi concentrici e segni cruciformi. Elementi che gli studiosi interpretano come simboli di potere, marchi territoriali o rappresentazioni di concetti cosmologici legati alla fertilitĆ e al ciclo della natura.
- Il mondo animale e zoomorfo: non mancano sagome di quadrupedi ā tra cui capridi e bovidi ā e rappresentazioni di serpenti, simboli legati indissolubilmente al mondo ctonio, alla pastorizia transumante e alla sacralitĆ delle acque e delle cavitĆ sotterranee.

Dalla ricerca alla tutela: un patrimonio da valorizzare.
La presenza di questi segni rupestri nella Valle di Ividoro offre una chiave di lettura fondamentale per comprendere la densitĆ simbolica del Gargano preistorico. Non si tratta di semplici “graffiti” estemporanei, ma di codici visivi complessi attraverso cui le comunitĆ antiche esprimevano il proprio legame viscerale con il territorio, sacralizzando lo spazio naturale.
Oggi la sfida prioritaria consiste nella tutela, mappatura scientifica e valorizzazione di questi siti. La fragilitĆ della roccia calcarea, esposta agli agenti atmosferici e al rischio di frequentazioni non controllate, impone un’azione coordinata tra enti di ricerca, istituzioni locali e associazioni culturali.
Promuovere la conoscenza della Valle di Ividoro significa aggiungere un tassello cruciale alla narrazione storica di Rignano Garganico, trasformando la memoria di pietra in un volano di sviluppo culturale, turistico e identitario per l’intero territorio garganico.
Maggiori approfondimenti su: www.grottapaglicci.it o www.rignanounderground.it










Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
