Oggi conosciamo San Marco in Lamis come la città delle maestose Fracchie, imponenti coni di legno, trainati su ruote ferrate, che infiammano la notte del Venerdì Santo in un rito di fede spettacolare. Ma pochi sanno che anche il tranquillo borgo di Rignano Garganico custodisce nel suo passato una simile tradizione, seppur dalle dimensioni più modeste: le piccole Fracchie rignanesi. Il primo a costruirle fu Giovanni Gentile.
Una tradizione copiata dai vicini sammarchesi.
Fino agli Anni ’70 del secondo dopoguerra, le vie del centro storico di Rignano si animavano in occasione della processione della Madonna dell’Addolorata, quasi sempre il GiovedƬ Santo. A precedere la statua, lungo la cosiddetta Via Processionale, non c’erano solo i fedeli in preghiera, ma anche uomini che portavano a mano delle piccole Fracchie, torce votive costruite con sapienza artigianale.
Questi fasci di legno, ardenti simboli di devozione, illuminavano il cammino della Vergine Addolorata, creando un’atmosfera intima e suggestiva, molto diversa dalla grandiositĆ delle Fracchie sammarchesi di oggi. Come ci raccontano con un velo di nostalgia gli ottantenni e i novantenni rignanesi, le loro Fracchie avevano le stesse dimensioni contenute che caratterizzavano anche quelle di San Marco in Lamis fino agli anni ’60 del secolo scorso.
Immaginate la scena: il buio della sera squarciato dalla luce tremolante di queste piccole torce portate a spalla, il profumo acre del legno che bruciava nell’aria, le preghiere sussurrate che accompagnavano il lento incedere della processione. Un rito semplice ma profondamente radicato nel cuore della comunitĆ , un modo tangibile per esprimere la propria fede e il proprio dolore per la Passione di Cristo attraverso la figura materna di Maria.
Poi, lentamente, come spesso accade con le tradizioni legate alle mani sapienti degli anziani, le piccole Fracchie di Rignano Garganico si sono spente. Con la scomparsa degli ultimi custodi di quest’antica arte, coloro che si dedicavano con passione alla costruzione di queste torce votive, la fiamma della tradizione si ĆØ affievolita fino a estinguersi del tutto.
Oggi, di quelle notti illuminate dalla fede restano solo i ricordi vividi nella mente di chi ha avuto la fortuna di viverle. Le loro testimonianze sono un prezioso scrigno di storia locale, un frammento di un passato devozionale che merita di essere ricordato e valorizzato.
La storia delle piccole Fracchie di Rignano Garganico ci ricorda come anche le tradizioni più umili e silenziose possano racchiudere un significato profondo per una comunità . La loro scomparsa è una perdita per il patrimonio culturale immateriale del paese, ma la memoria di quegli anziani che le portavano con devozione continua a vivere nei racconti di chi le ha viste ardere, illuminando non solo le strade, ma anche la fede di un intero paese.
Forse, riscoprire e raccontare questa storia potrĆ accendere una nuova scintilla di interesse e consapevolezza verso le radici culturali di Rignano Garganico, onorando la memoria di coloro che hanno mantenuto viva questa piccola, ma significativa, tradizione.
La tradizione perduta delle Fracchie rignanesi: una storia di fede, famiglia e fuoco.
A Rignano Garganico, un tempo, il GiovedƬ Santo (a volte il VenerdƬ Santo) era illuminato da una tradizione unica e suggestiva: le Fracchie. Come nella vicina San Marco in Lamis, queste imponenti strutture di legno, avvolte dalle fiamme, accompagnavano la processione religiosa. Ma a Rignano, la storia di questa usanza si intreccia indissolubilmente con quella di una famiglia: i Gentile.
Grazie alla storia orale, tramandata di generazione in generazione, abbiamo ricostruito le vicende di questa tradizione, che ha resistito per oltre cinquant’anni, fino agli anni ’70 del secolo scorso. Al centro di tutto, Giovanni Gentile (1895-1987), l’inventore e l’anima delle Fracchie rignanesi. Con l’aiuto della moglie Leonarda Viola (classe 1898) e dei figli Donato (1922), Paolo (1931), Matteo (1935) e Michele (1938), Giovanni diede vita a queste opere d’arte effimere, destinate a bruciare in onore della fede.
La prima Fracchia fece la sua comparsa a Rignano poco prima della Grande Guerra, ispirata dalla secolare tradizione di San Marco in Lamis. Tuttavia, i Gentile seppero adattarla al contesto locale, creando un manufatto unico. Le Fracchie rignanesi, a differenza delle loro “cugine” sammarchesi, erano più piccole (massimo due quintali) e meno numerose (massimo quattro). Soprattutto, venivano trasportate a mano, a spalla da quattro robusti uomini. Questa peculiaritĆ era dovuta alla conformazione del centro storico di Rignano, con le sue vie strette e tortuose, inadatte al passaggio di strutture più grandi.
La realizzazione delle Fracchie era un’arte complessa. Si partiva da una base circolare in lamiera (80-100 cm), sulla quale si ergevano due o più cerchi in ferro, collegati da paletti verticali in legno verde (massimo 170 cm). L’interno veniva riempito con quanta più legna secca possibile. Ai lati, due robuste aste permettevano il trasporto a spalla. A completare l’illuminazione, piccole torce coniche, anch’esse portate a spalla da giovani e ragazzi.
La tradizione delle Fracchie si estinse negli anni ’70, con l’introduzione del nuovo rito liturgico pasquale, che portò alla scomparsa di molte manifestazioni di religiositĆ popolare. Giovanni Gentile, un uomo capace di animare le feste religiose e profane con il suo organetto o la sua fisarmonica, soffrƬ molto per questa perdita. Tutti lo ricordano, insieme all’amico Pietro Masullo con il suo triangolo o mandolino, a suonare per le strade, in ogni occasione festosa o triste.
La storia delle Fracchie rignanesi ĆØ un esempio di come la fede, l’arte e la tradizione possano intrecciarsi, creando un patrimonio culturale unico e prezioso. La famiglia Gentile, con la sua passione e il suo ingegno, ha lasciato un segno indelebile nella memoria di Rignano Garganico. Coltiviamo le nostre radici e tradizioni, per non dimenticare mai la bellezza e la ricchezza del nostro passato.
Questa tradizione potrebbe essere ripresa…
Angelo e Antonio Del Vecchio, Giornalisti e Storici

Redazione di RignanoNews.com, il primo quotidiano web dedicato a Rignano Garganico e non solo!
