La fanoja

Partecipata processione e fanoie pro San Giuseppe, a Rignano Garganico.

L’avvenimento, rinviato per il maltempo scorso, ha ottenuto ieri sera un grande successo partecipativo, sia se si considera la processione sia l’accensione delle fanoie, entrambe affollate e condivise da tutti. La prima con la statua del Santo restaurato, preceduto dal parroco Don Santino Di Biase e dagli altri ecclesiastici e seguita dalle autorità civili e militari e dal popolo devoto,  ha fatto il giro dell’abitato, salutata dai pensionati e dai malati fermi sull’uscio di casa a seguire con devozione l’avvenimento. Più tardi c’è stata l’accensione della ‘fanoie’, disseminate in varie zone. Evento, quest’ultimo, che come nelle scorse edizioni ha attirato sul posto non solo i giovani e i ragazzi del luogo, ma di tutto il circondario. La variegata platea è rimasta quasi incollata, intenta a guardare le fiamme sino a tarda ora, durante la quale la visione è stata intervalla dalla recita delle preghiere e in qualche caso anche dal Santo Rosario. Quella di San Giuseppe è una festa assai avvertita e partecipata da sempre. A testimoniarlo è l’alto numero di coloro che prendono nome dal Santo, declinato con diminutivi e vezzeggiativi vari sia al maschile sia al femminile. Come pure, la tradizione delle fanoje (dal greco phanós: fiaccola) si perde nella notte dei tempi. Sicuramente è un’altra pratica pagana della civiltà romana, strappata e cristianizzata all’uopo e diventata col passare del tempo una “croce-delizia” specie per i più piccoli, amanti del fuoco per natura.  

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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