Nunzia Palladino

Nonostante l’età, lascia un vuoto incolmabile, Nunzia Palladino, la quarta ultracentenaria di Rignano Garganico. È salita al cielo questa mattina senza un lamento, amorevolmente attorniata da figli e nipoti.

 Era una donna giusta, tutta ‘religione e famiglia’. Lo era  per via del suo carattere altruista e prontezza a dare consigli al momento giusto a chiunque le si rivolgesse, sostenuta com’era dalla sua maturata esperienza e sapienza. La sua casa, ubicata al piano terra al numero civico 10 di via Stella, sino a quando era ancora attiva, era il “ritiro” di tutti, a prescindere dall’età e posizione sociale, in quanto la donna spirava simpatia ed empatia a prima vista. La scomparsa odierna, nota col nomignolo de “La sangiuvannare”, in quanto originaria della città di San Pio, dove era nata nel 1917 nel pieno della 1^ Grande Guerra. Vedova dal 1994 di Vincenzo Ponziano (classe 1912), dal giorno del suo matrimonio d’amore, per quanto si dirà, ha vissuto sempre in paese, dove la conoscono e le vogliono bene tutti. Tra i centenari viventi restano da oggi: Giuseppina Draisci, prossima ai 104 anni; Rachele Di Carlo (102); Michelina Nido, detta Lina (101 anno); poi vengono quelli della classe 1920: Nunzia Lonero e Nunzia Mastrillo  ( entrambe di 99 anni). La defunta era considerata una  benedetta dal Signore, perché giunta alla quarta generazione. Infatti, la famiglia   risulta composta da una trentina di componenti, di cui 11, tra figli e generi – nuore, 15 nipoti e tre pronipoti (uno deceduto qualche anno fa).  Ecco in sintesi la sua storia di vita. Nunziatina, dopo aver frequentato le scuole elementari, trascorse l’adolescenza e gioventù alla masseria ‘Paglicci’, al seguito del capo famiglia, noto come zio Pietro che qui faceva il ‘guardiano’ (ossia la guardia giurata) al soldo  della facoltosa famiglia Bramante. Ed è proprio qui, durante una delle solite campagne di raccolta delle olive, che conobbe il suo Vincenzo, giovane alto e prestante rispetto ai suoi coetanei la cui altezza media a quei tempi si aggirava sul metro e sessanta. Fu un amore a prima vista, che durò per alcuni mesi, anche dopo la fine dei lavori bracciantili. Vincenzo saliva e scendeva la montagna con il fuoco in corpo;  Nunziatina l’attendeva con ansia, talvolta sino a notte fonda, alla masseria. Il matrimonio fu  celebrato il 22 aprile 1942 nella stessa Chiesa Matrice Maria SS. Assunta del posto; il medesimo luogo dove è stato commemorato il suo lieto centesimo anno (vedi foto con il conferimento della targa-ricordo), seguito oggi dal triste evento dei funerali, che, come il precedente saranno ufficiati dal parroco, Don Santino Di Biase. Vincenzo scampò per un pelo  alla guerra in corso che aveva dimezzato la popolazione maschile. L’anno successivo venne alla luce la prima figlia, Giuseppina, considerata sin  dal primo giorno  la ‘regina’ della casa. La stessa è scomparsa l’anno passato, gettando  la famiglia nel più profondo cordoglio. Dei cinque figli maschi, due risiedono fuori, tre in paese. Non ci resta, come redazione, che porgere alla famiglia della scomparsa tutta la nostra vicinanza.  Addio, Nunziatina, Rignano non ti dimenticherà mai!

 

 

 

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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