Ultimi giorni ed ore di attesa per il passaggio del Giro d’Italia, a Rignano Garganico.

L’unico neo è costituito dal maltempo in corso, che, dovrebbe tramutarsi in schiarite, secondo le previsioni,  a cominciare dal primo pomeriggio del 16 maggio, allorché i corridori cominceranno a pedalare lungo la ripida salita del tratto Villanova-Rignano (590 m.s.m.), pari a 11 chilometri. Successivamente la corsa proseguirà cinque chilometri più in  là, attraverso una  morbida salita, fino   a Coppa Casarinelli, dove è fissato nel suo punto più alto il Gran Premio della Montagna di seconda categoria ( a 615 metri di altezza, ossia 25 metri in su rispetto al paese sunnominato), Il resto del percorso lungo 15 chilometri è formato da  continui saliscendi, compreso il fondo valle di San Marco in Lamis, alternati da salite di altezza irrisoria, e da brevi  rettilinei sino a San Giovanni Rotondo, dove  si concluderà la tappa odierna. Se è vero come è vero che la partenza da Cassino è fissata alle ore 11, 30 e tenuto conto dell’intero percorso lungo 233, di cui 190  svolto su strade ampie e a scorrimento veloce, la salita per Rignano dovrebbe cominciare verso le ore 16.00. Tali precisazioni sono doverose, per permettere a visitatori ed appassionati di raggiungere senza colpo ferire e fuorvianti informazioni sulle ampie balconate panoramiche del paese, dove, oltre ad ammirare l’ampio panorama a 180 gradi che si ha di fronte, di seguire passo dopo passo i propri beniamini, individuandone l’identità e la possanza di ognuno. Altresì, si potranno cogliere eventuali scatti e fughe dei corridori più forti, come se fossimo di fronte ad un tele scherma ad ampio raggio. A ricevere il giro alle porte del paese ci sarà il giovane sindaco, Luigi Di Fiore,  e l’intera giunta. Quest’ultimo, si è detto felicissimo di ospitare il passaggio di una gara nazionale, come quella del giro d’Italia, ma è anche convinto che nella mente di corridori, tecnici e maestranze, resterà vivo il ricordo di questa singolare salita che potrebbe tramutarsi nelle future competizioni in una vera e propria cronometro selettiva, richiamando sul posto un esercito di visitatori ed appassionati, attratti non solo dal paesaggio, ma anche dal suo bene culturale di valenza planetaria, qual è il Museo Paleolitico di Grotta Paglicci, che potrebbe fare la pari al Convento-Santuario di San Matteo, al Parco dei Dinosauri di Borgo Celano e alla tomba di San Pio. Chi vive, vedrà!

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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