L'intervento del sindaco Luigi Di Fiore.

Giornata dell’Emigrante all’insegna della solidarietà e della preghiera, quella ricordata oggi nella rinascimentale ed accogliente Chiesa Matrice dell’Assunta, a Rignano Garganico. Per l’occasione la stessa era gremita di pubblico variegato ed attento.

E questo perché il tutto si è estrinsecato con la celebrazione della  Santa Messa  ‘pontificale’ presieduta da mons. Giovanni Checchinato, vescovo di  San Severo, che nonostante i pochi mesi trascorsi dalla nomina, è già venuto qui  sei volte. Anzi, come ha riferito il Parroco Don Santino Di Biase, si sente già di casa, essendo il paese un suo riferimento costante in ogni dove. A coadiuvarlo, oltre all’aspirante sacerdote Mario Ardolino,  c’erano: il vice-parroco Antonio Gianfelice, i salesiani Don Gino Cella del Sacro Cuore di Foggia, Don Angelantonio Draisci, vice Ispettore Generale dei Salesiani del Sud e Don Giuseppe Resta, venuto in paese per la celebrazione del suo 50° anno di sacerdozio. L’omelia, come pure il discorso successivo del celebrante, si sono incentrati sul tema della Celebrazione Eucaristica, spiegata sia sotto il profilo religioso-evangelico sia come evento festivo di per sé, in quanto la cerimonia dà occasione al popolo di credere e stare insieme, inculcando in essi i sentimenti della solidarietà e dell’amore per il prossimo. Non a caso  l’accenno immancabile alle vittime del disastro del ponte, alle diverse povertà  e agli altri accadimenti tristi nel mondo.

C’è stato, poi, il suo approfondimento interpretativo del Drago con le sette teste citato nell’omelia, puntando il dito sul maligno, di cui bisogna  stare attenti, perché lo stesso   non  sempre si presenta a noi non in modo semplice e goffo, ma spesso con grande intelligenza. Lo fa  per indurci in tentazioni e portarci a dannazione. Il resto ha riguardato la visita della Madonna a Santa Elisabetta, con in grembo il Signore e il suo Magnificat, peraltro, colonna sonora portante per il coro odierno tenuto dalla locale Schola Cantorum, una delle più antiche e quotate della Diocesi. La stessa ha visto come protagonisti, oltre ai cantori, i musici Luigi al pianoforte, Giovanni  alla batteria, Michela, Franco e Francesco alla chitarra.

Altro momento clou  della manifestazione: il discorso del Sindaco Luigi Di Fiore, che ha porto il saluto al vescovo non solo dei residenti, ma di tutti gli emigranti venuti quest’anno a frotte da ogni dove, portando aria fresca con i loro neonati in carrozzina, accompagnati dal resto della scalpitante prole. Una piacevole visione che fa sempre bene e  intenerisce il cuore, al di là del cartello  stradale che all’ingresso  avvisa gli automobilisti a stare attenti, perché qui i bambini giocano ancora per strada.

Dulcis in fundo il ‘Calendario’ con tutte le essenze rignanesi donati al vescovo e alle autorità e per il resto reperibile al tavolo d’ingresso.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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