C’era una volta anche a Rignano Garganico il luogo dell’Amore per antonomasia. Un luogo che veniva visitato spesso dalle coppie, perché in un baleno ci si poteva appartare e scambiarsi le dolci parole e nel contempo le effusioni d’amore, a cominciare dalle strette di mano per passare poi agli abbracci e ai baci. Non di più!

Si tratta della “Strettola”, un budello largo sessanta cm e lungo circa cinque metri. Lo stesso congiunge Via Padre Antonio Fania con Via Baronale, due importanti arterie che sbucano in Largo Palazzo, cuore del centro storico di origine e fattura medievale, là dove, appunto, c’è il Palazzo Baronale, che ingloba l’antico Castello, e la Torre bizantina di forma circolare, un tempo isolata e funzionante da vedetta-difesa.

Tra le coppie di una certa età quando si cita “Strettola”, gli occhi di entrambi si illuminano e lasciano scappare un sorriso di piacere – supponenza. E questo perché il luogo ricorda a loro i tanti appuntamenti consumati nella gioventù, quando le auto erano poche e gli spostamenti all’esterno erano resi difficili dalla mentalità bigotta e patriarcale dell’epoca.

Parliamo degli anni ’60, quelli prima della futura rivoluzione in campo musicale, del costume e delle cosiddette libertà civili. Allora gli incontri tra i due sessi non solo non erano permessi, ma erano guardati a vista, anche quando gli amori erano sbocciati e i fidanzamenti erano stati ufficializzati. Come risaputo, anche in questi casi, quando si usciva a passeggio in coppia si doveva essere accompagnati dai famigliari.

Tutt’al più ci si poteva intrattenere “ a parlare” davanti all’uscio di casa dell’innamorata. In paese la rivoluzione la facemmo un gruppo di giovani studenti che a un certo punto, scambiatoci le rispettive e risapute fidanzate, ci mettemmo a passeggiare su e giù in Corso Giannone (e successivamente nei periodi caldi sulla Ripa – Belvedere). Nessuno ebbe il coraggio di rimproverarci e da allora giovani maschi e femmine cominciarono senza timore alcuno a parlarsi e a vedersi a piacimento nei luoghi più disparati, a prescindere, se si era o non si era fidanzati.

Torniamo alla “Strettola”. La stessa era il luogo di appuntamento privilegiato per i primi e e i successivi appuntamenti. Lo era perché in un baleno lo si poteva raggiungere dall’una e dall’altra parte, da Lui e Lei. Ci si intratteneva al centro per il tempo occorrente, perché al fischio dovevamo interrompere immediatamente e ritornare di nuovo sui nostri passi. A sostituirci c’era già un’altra coppia.

E così di seguito fino ad ora tarda, o almeno, conforme alla stagione e alle abitudini del momento. Con l’arrivo e la diffusione delle auto, le abitudini cambiarono e il luogo fu praticato solo in momenti e giornate importanti, appunto a San Valentino, patrono degli innamorati. Quella sera ci si rivedeva in coppia, semplicemente per scambiarsi un bacio in segno di devozione e non più di piacere strettamente carnale.

Da qualche tempo tale usanza è stata ripresa dalle nuove generazioni del posto e dal di fuori. Lo si fa ovviamente per continuare la tradizione e nel contempo, quelli più romantici, per giurarsi il primo eterno amore e gli altri, non di meno intensi, a seguire!

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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