Processione di lunga gittata, quella di ieri, a Rignano Garganico, ultimo giorno del mese mariano per antonomasia, maggio, appunto. Tanto in onore della Madonna di Cristo e della sua storica cappella , venerata sin dagli inizi dell’anno Mille nell’omonima piana sotto il paese. La stessa è partita da Piazza San Pio.

Qui, dopo la recita del Rosario, è stata celebrata una Santa Messa di ringraziamento, officiata dal parroco Don Santino Di Biase, coadiuvato dal vice Don Antonio Gianfelice e dal sempre attento e volenteroso consiglio parrocchiale.

Il tutto ovviamente è partito dalla medesima piazza del Santo delle Stimmate, situata nel nuovo quartiere detto Monte Sacro sul lato destro della Strada Provinciale per San Marco in Lamis. Località detta “Monte Sacro“non perché fosse in passato una dipendenza dell’omonima abbazia benedettina di Mattinata, come erroneamente riportato nel sito online di Rignano Garganico (Chi l’ha fatto?), ma una contrada montana, come tante altre che circondano il paese.

Il corteo, come accennato, preceduto dai chierici, dalle autorità religiose anzidette e seguiti dalla statua in bella mostra dopo il recente restauro – incoronazione e dal resto delle autorità militari, in primis dai carabinieri della locale Caserma, retta dal maresciallo Antonio Acquaro, con relativa camionetta, ha percorso precisamente le seguenti strade: Via Montesacro; SP.22; Via P.D. Forte; Via S.Pertini; la già citata Via Verdi; Piazza S.Rocco; Corso Roma, Largo Portagrande; Corso Giannone con tappa finale la rinascimentale Chiesa Matrice.

Insomma, ha toccato sostanzialmente per la prima volta tutti i nuovi quartieri sorti nel secondo dopoguerra. Una sosta più o meno adeguata è stata fatta nella popolosa Via Renato Guttuso (vedi foto). Alla Madonna di Cristo, il popolo di Rignano è assai legato, vuoi per fede, vuoi per storia, tanto da essere una vera e propria Patrona, al pari dell’Assunta e di San Rocco, festeggiati entrambi nel mese di agosto. Lo è nei fatti, soprattutto perché è invocata dagli agricoltori e contadini , per la pioggia e la protezione dei campi da qualsivoglia malanno.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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