Inaugurata, con un sintetico e corposo incontro, la mostra retrospettiva dell’artista Nick Petruccelli, a San Marco in Lamis, intitolata “Magia della materia e speranza cristiana nell’uomo”. E questo accade a distanza di un anno e mezzo circa dalla sua scomparsa, lasciando alla collettività un immenso ed originale patrimonio creativo su temi vari, assai apprezzato dalla critica contemporanea dentro e fuori lo Stivale.

A promuovere e a organizzare l’iniziativa ci hanno pensato il Centro Studi Tusiani, unitamente al Centro Emigrazione (CDEC), sodalizi che da anni ne hanno seguito la storia umana e le orme artistiche di questo umile – grande autore.

Il nastro dell’inaugurazione è stato tagliato, invece, dalla figlia di Nick Petruccelli, Liliana, presenti anche tutti gli altri famigliari, dalla moglie Maria agli altri figli e ai nipoti.

A coordinare l’incontro è stato Matteo Coco, che ha spiegato le ragioni della manifestazione e ha ricordato la sua personale amicizia con Nick. Sono quindi intervenuti Michelina Iannantuono, vice-preside del citato Istituto comprensivo ‘’San Giovanni Bosco – F. De Carolis’’, portando il saluto suo personale e della scuola, e il consigliere comunale di San Marco in Lamis Sacha De Giovanni, che ha sottolineato la vastità degli orizzonti geografici e storici dell’arte di Petruccelli.

Hanno preso poi la parola ii curatori della mostra e del relativo catalogo. Il primo ad intervenire è stato Gianfranco Piemontese, noto critico d’arte, che in veste di membro del consiglio direttivo della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia ha portato i saluti del presidente Aldo Ligustro, impossibilitato ad intervenire.

Piemontese ha ricostruito la vicenda del suo incontro con Nick in occasione di una mostra romana e più recentemente la sua visita allo studio dell’artista a San Marco in Lamis, soffermandosi sull’originalità delle sue innumerevoli opere.

È stata poi la volta dell’altro critico d’arte, Gaetano Cristino, che ha ricapitolato sapientemente l’evoluzione delle fasi creative di Petruccelli dagli anni ’60 fino ai primi decenni del Duemila, sottolineando l’afflato spirituale che permea tutta la produzione dell’artista e la sua capacità di esperire le forme e gli stili più diversi.

Il terzo dei curatori, Sergio D’Amaro, ha messo in rilievo le motivazioni che hanno spinto il Centro studi ’J. Tusiani’’, insieme al CDEC (Centro storia e letteratura dell’Emigrazione) di San Marco in Lamis, ad organizzare questa mostra che ancora ribadisce l’esperienza di Petruccelli emigrato in Germania ed Australia. Lo stesso profilo biografico e un molto simile itinerario artistico che lo ha accomunato al fratello maggiore Peter, di cui qualche anno fa si tenne una mostra nello stesso luogo d’origine. Il rammarico è che, pur dimostrando Petruccelli un pregiato valore artistico, non abbia usufruito di una più larga conoscenza nei circuiti critici nazionali, malgrado le più recenti mostre svoltesi a Venezia e Roma.

Fuori programma, l’intervento della figlia minore di Petruccelli, Rosalba, che ha portato il suo commosso ricordo del padre e il ringraziamento a tutti gli amici che hanno voluto tempestivamente ricordarlo con questa iniziativa.

La mostra e il relativo catalogo sono stati realizzati grazie al sostegno finanziario della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, sempre sollecita nel suo impegno mecenatesco.

Il patrocinio è stato assicurato dalla Provincia di Foggia, dall’Ente Parco Nazionale del Gargano, dal Comune di San Marco in Lamis, dal Teatro Pubblico Pugliese e dal Santuario di San Matteo.

La mostra, inaugurata il resterà aperta (tra le 9,30 e le 12,30) fino al 4 gennaio 2023, con esclusione dei giorni festivi e prefestivi.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.