A causa del CoVid-19, festa del Carmine ‘ridotta’, anche a Rignano Garganico. Il tutto si è risolto con la celebrazione di ben quattro Sante Messe, distribuite nell’arco della giornata, di cui l’ultima trasmessa in diretta you tube.

Le stesse sono state officiate in pompa magna presso la rinascimentale Chiesa Matrice “Maria SS. Assunta” nel cuore del bellissimo ed accogliente borgo antico. Complesso, quest’ultimo,  risalente all’anno Mille. Significative le sue strade strette e tortuose con il susseguirsi di profonde arcate e case- grotte, dove regna  sovrano il silenzio e dalle sue mura traspare la vita attiva delle passate generazioni.  La Chiesa dedicata alla Vergine è ubicata nei pressi di Porta Grande, all’angolo dell’ampia piazza a due piani costituita da Largo Palazzo e dal sottostante zona  tra l’anzidetta Porta e l’inizio di Corso Giannone. L’esterno non ha la minima pretesa di austerità o di imponenza di un tempio. Te ne accorgi della sua funzione solo per il tozzo ed elementare campanile, composto da due pilastrini che reggono una campana in cima ad una facciata semplice e rustica da chiesetta di campagna. L’interno, prima dei restauri fatti eseguire a suo tempo con sommo e collettivo sacrificio dal compianto ed attivo parroco Don Pasquale Granatiero, “presentava, come scrive Padre Doroteo Forte del suo libro di storia sul paese –  due vani messi insieme per combinazione, tanto ognuno andava per conto suo”. Attualmente la struttura si presenta con una sola navata, il resto è stato “sacrificato” per la realizzazione di un’accogliente canonica e nella parte sottostante di un ampio salone per riunioni e per l’archivio – biblioteca. Nel 1981 fu realizzata dall’artista Nick Petruccelli di S. Marco in Lamis, una statua in noce con gruppo, ora conservata nella Chiesa Matrice.  Opera, quest’ultima, giudicata dai critici d’arte (si veda il voluminoso catalogo pubblicato in merito) un “grande e irripetibile capolavoro”. Da qualche anno, per la processione ed altre rituali funzioni, ci si avvale di una statua in gesso, che piace molto al popolo dei devoti. Nella porta di ingresso della seconda navata, ora murata, è stato messo bello a posta un antico quadro (olio sul telo) raffigurante la Vergine con sotto le anime purganti e l’incappucciato, realizzato nel secolo scorso da un certo Martelli, sulla cui attività e biografia la ricerca è tuttora in corso. I mancati festeggiamenti hanno colpito portato sconforto soprattutto tra i muratori e gli operai edili in genere, perché la Vergine del Carmine, come risaputo, è loro patrona, venerata ed ogni anno si fanno in quattro per onorarla a dovere, con la tipica processione e i fuochi d’artificio.  A questo punto, non ci resta che augurare a tutti coloro che si chiamano Carmine, Carmela o in altre forme alterate e derivate, Buon Onomastico!

 

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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