Il maltempo di agosto persiste ancora non solo in paese, ma anche nelle campagne sottostanti a Rignano Garganico e dintorni. Come noto lo stesso si è manifestato all’improvviso con  lampi tuoni e rovesci d’acqua violenti e persistenti.

Basta affacciarsi sul Belvedere per rendersi conto della situazione. Lo si è visto operare  fin dalle prime ore della serata scorsa e poi durante la nottata e i giorni successivi, svegliando parecchi di soprassalto, obbligandoli a scendere giù dal letto e a sbarrare porte di balconi e finestre, lasciati socchiusi per via del caldo afoso di fine estate. In paese, come già scritto, è venuto a mancare da subito la corrente elettrica, rimediata successivamente dalla messa in moto di un grosso gruppo elettrogeno, di cui si è già data notizia. Sul pendio i torrenti si sono subito ingrossati, specie quello che scende sul versante Est del paese, trasferendo durante il tragitto fango, detriti e pezzi di secca vegetazione. Durante l’attraversamento parte di essi sono rimasti in strada , rendendo difficile in qualche tratto la circolazione a chi si avviava o tornava dal lavoro nelle campagne sottostanti. Leggeri malesseri, questi ultimi,  che sono durati però  lo spazio di un mattino. Parecchi appezzamenti di terreni coltivati al di  qua e al di là del Candelaro risultano parzialmente inondati a causa dell’improvvisa caduta dell’acqua. Al momento non si registrano o meglio non si conoscono danni rilevanti, tranne il solito allagamento della contrada Piccirilli, là dove il Candelaro s’incrocia letteralmente con  l’affluente Triolo. Qui l’acqua, proveniente dal Nord Ovest,  è straripata  dai rispettivi argini e controfossi, allagando decine e decine di  ettari di terreni, già coltivati a pomodoro ed ortaggi vari (vedi foto di repertorio). Nelle vicinanze per alcune ore la  pedegarganica è rimasta inattiva per via dell’acqua e dei detriti accumulatisi, provenienti da ogni dove. . Ma potrebbero esserci risvolti negativi se la pioggia continuerà a cadere nelle prossime ore. Insomma, tutti sono in allerta, perché potrebbe ripetersi il “settembre nero” dei corsi e ricorsi storici del passato. Infatti, sono tanti quelli che  ricordano i tremendi nubifragi del 1980, 1982 e più recentemente  quelli accaduti giusto due anni, mettendo in ginocchio l’agricoltura e procurando milioni e milioni di danni alle infrastrutture e in qualche caso anche alle strutture abitative, come per esempio a San Marco in Lamis.  Al riguardo è intervenuto, nella sua duplice veste di agricoltore e di assessore comunale al ramo, Giosuè Del Vecchio, che si è detto assai dispiaciuti per i momentanei danni procurati ai raccolti, ieri per i ritardati lavori dovuti alla pandemia ed oggi dal maltempo. Ci si aspetta eventualmente di fare la conta.

 

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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