Mirella con il marito in una vecchia foto d'archivio.

Mirella, donna super e vera in termini di umanità, di fede e di socialità, non c’è più a Rignano Garganico. Se n’è andata in Cielo in punta di piedi questa mattina in quel di Roma,

dopo aver lasciato alcuni mesi fa il paese che amava al di sopra di ogni cosa dal primo all’ultimo abitante, colpita da una malattia scoppiata all’improvviso, lasciando sgomento un po’ tutti, a cominciare dalla figlia Donatella che qui viveva ed operava in città, assieme al marito e alle sue deliziose figlie, che l’avevano assistita sino all’ultimo attimo,  prima in ospedale e poi in un centro di assistenza e cura altamente specializzato. L Mirella Pialorsi era nata a Biella il 21 gennaio 1936. Negli anni ’50, sospinta dalla devozione per San Pio, la troviamo a San Giovanni Rotondo, come addetta alle vendite di oggetti religiosi presso una impresa locale. Ed è proprio qui che conosce il suo primo ed unico amore della sua vita, Enzo d’Atti, geometra foggiano,  impegnato in quel paese per lavori professionali. Nella sua città il giovane tecnico in parola, che apparteneva a famiglia bene, era più tosto noto nel mondo sindacale e politico di sinistra. Lo era per le sue amicizie con esponenti socialisti di primo piano, come il futuro deputato Antonio Belgiosioso e il dirigente pubblico Franco Colucci. Il loro  è un amore a prima vista. Tant’è che nel giro di poco tempo decidono di contrarre matrimonio. Sempre per devozione, questa volta verso la Vergine,  compiono il grande passo il   28 settembre 1957, a vent’uno anni  compiuti.Il loro  è un amore a prima vista. Tant’è che nel giro di poco tempo decidono di contrarre matrimonio. Sempre per devozione, questa volta verso la Vergine,  compiono il grande passo il   28 settembre 1957, a vent’uno anni  compiuti. Il tutto si svolge in un’atmosfera mistica presso la cattedrale di Santa Maria di Siponto, a Manfredonia Dopo di che negli anni ’70 la coppia e i suoi due figli si trasferiscono a Rignano G. , dove il marito aveva messo piede in pianta stabile, facendosi stimare come professionista, come uomo e più tardi anche come amministratore pubblico, ricoprendo la carica di v.sindaco nella giunta di sinistra (1975-1979).  Mirella non è dammeno.  Prima nella politica e poi nella parrocchia si dà anima e corpo al sociale, ricoprendo ad le principali tappe della carriera religiosa. Il suo fervore non si spegnerà mai, neppure quando perde il marito il 19 settembre 1982, rapito in Cielo quando aveva appena 53 anni. Anzi, la chiesa diventa per lei la sua seconda casa, specie quando i figli si accaseranno, chi in paese, chi nella capitale. Anni or sono ricopre per lungo tempo la carica di Ministro de Terzo Ordine Francescano, facendosi stimare da tutti, grazie al suo carattere spigliato ed altruista. Era sempre la prima a caricarsi di pesi ed impegni organizzativi e l’ultima a lasciare. Tra l’altro è una accesa militante degli Amici di San Rocco, nonché l’animatrice di tutte le iniziative in suo onore. Mai una polemica. Lei era una paciera nata e sapeva sopportare qualsiasi avversità. Ed è proprio per questo suo modus vivendi e  personalità che ora lascia un grande vuoto, difficile da colmare, nonché  uno straordinario esempio di vita da seguire  da parte di tutte le età presenti e delle generazioni che verranno. A quanto appreso, i suoi resti saranno traslati mercoledì prossimo in paese, per essere tumulati accanto al consorte nel locale Cimitero. Tanto, dopo i Funerali, che saranno celebrati lo stesso giorno  nella rinascimentale Chiesa Matrice dell’Assunta, con inizio alle ore 15.00, officiati dal parroco Don Santino Di Biase, collaborato dal suo vice, Don Antonio Gianfelice.  . La direzione e la redazione della presente testata giornalistica esprime a tutta la famiglia la sua stretta vicinanza. Addio Mirella, ti ricorderemo sempre con grande affetto, come se fossi di ognuno di noi, il più stretto famigliare. (nella foto: la coppia negli anni’60 alla Madonna di Cristo)      

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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