È da poco in vetrina “Si sapissi”, periodico, nato 5 anni fa, all’ombra dell’II.SS. “Giannone”, a San Marco in Lamis.

Non a caso i primi redattori e collaboratori di esso, a parte i soliti primi della classe tra gli allievi della struttura scolastica in menzione sono gli insegnanti di punta e gli ex-presidi. Il foglio sin dall’inizio si presenta ricco di mistero e suspense, significato visivamente dai puntini prima e dopo il titolo, e ancor di più dal duplice punto esclamativo – interrogativo posto a conclusione. La veste grafica è seria e autorevole nell’impostazione e nel contenuto, non dissimili dalle tante con titoli sobri ed articoli corposi puntellati da grassetti e corsivi, come pure l’editoriale che spiega punto per punto gli obiettivi della pubblicazione odierna, strettamente collegata all’attuale momento della vita pubblica, definito “Annus horribilis” per via della pandemia in atto da Coronavirus.

Un termine quest’ultimo preso in prestito dal vocabolario di un latinista e letterato illustre, quale Joseph Tusiani, originario del posto, scomparso oltre un anno fa nella sua residenza di New York. E’ quanto afferma, a ragione, la firmataria del pezzo, la giovanissima giornalista Graziana Coco, direttrice responsabile della testata. Anche in questo numero dal primo sino all’ultimo rigo essa si colora dello spirito dell’epoca, come normalmente fa e deve fare qualsiasi periodico, foglio o rivista che sia, che intende affermarsi e rappresentare un’epoca. Se non s’ispirasse e non svolgesse tale compito, sarebbe destinato, come afferma uno esperto della materia, alla non essenzialità, qualora in esso non si configurasse una vita abbastanza potente da salvare, col suo assenso, anche ciò che è problematico. Infatti una rivista o periodico la cui attualità non abbia pretese storiche, non avrebbe alcuna ragione di esistere.

In sintonia allo spirito che aleggia a livello nazionale il presente numero punta al “Rinascimento – rinascita ” della città in tutte le branche dello scibile e dell’economia, a cominciare dal campo che le è proprio come quello della cultura, ritornando ad essere una vera e propria capitale, non tanto di se stessa quanto dell’intero Gargano e della Puglia in generale, bandendo da sé ogni sorta di bieco campanilismo e riscoprendo ad una ad una tutte le eccellenze della sua identità, quelle stesse che arricchiscono l’insieme, così come hanno fatto i suoi uomini migliori in ogni campo.

In proposito si stila un vero e proprio programma da esaurire nel corso degli anni, accrescendo così con le proprie scorte ed iniziative nuovi quadri e talenti. Non solo, ma s’intende stemperare il clima dell’individualismo estremo, non solo tra i giovani, che vanno via dal paese con in cuore il disprezzo e la condanna di ciò che lasciano, ma anche il retaggio di incomprensioni e l’eccessivo individualismo che hanno regnato sovrani non solo tra il volgo, ma anche tra gli stessi intellettuali e promotori di cultura, formando apposite scuole, talvolta l’una contro l’altra, ad esclusione ovviamente di Tusiani, universalista ed internazionalista per vocazione, condizione e produzione letteraria.

Per esempio, va riscoperto la figura ed opera di uno storico puro del Risorgimento e del brigantaggio di levatura nazionale, come Tommaso Nardella, che ha al suo attivo un fornito archivio di testi e documenti (coinvolgendo semmai la famiglia), riproposto Pasquale Soccio, fine letterato e filosofo, con la sua fondazione e l’esercito dei suoi estimatori e imitatori sparsi in ogni dove. poi man mano tutti gli altri cosiddetti minori, che minori non lo sono affatto. Il riferimento è ai Motta, ai D’Amaro, ai Siani, ai fratelli Coco (Michele ed Emilio), ai fratelli Galante (Grazia e Michele), ai Cera e ai tanti altri, peraltro, maturati presso le sue prestigiose scuole, come l’ex-presidente del Governo, Giuseppe Conte, che si sono fatti il nome in altri settori, innalzando così il prestigio e l’onore del proprio paese d’origine in ogni dove,

Tanto, a cominciare da Antonio Pio Saracino e da una marea di tanti altre giovani promesse in ambito universitario, giornalistico, forense, magistratura, ecc., quali Sacha De Giovanni, i magistrati Angela Tardio, Ludovico Delle Vergini, Francesca Stilla, giornalisti professionisti Massimo Tardio e Felice Lariccia, i titolari e redattori dei siti web – facebook sanmarcoinlamis.org e sanmarcoinlamis.eu, Michele Centola e Antonio Ciavarella e via discorrendo. Siffatta correzione di rotta, varrebbe anche per la politica e l’economia. Insomma, l’unione fa la forza e la Sammarco del futuro è bella e già disegnata.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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