I corridori Masnada e Conti

Grande Festa per il passaggio del Giro d’Italia, a Rignano Garganico. E ciò, nonostante non c’erano premi da conquistare.

Le balconate erano zeppe di pubblico, come pure Porta Foggia, dove c’erano anche gli amministratori, con il sindaco in testa, Luigi Di Fiore. Intorno tutto era  in rosa, a cominciare dai palloncini e dalle bandiere tricolori , per finire alle tappezzature del medesimo colore,  che ornavano le transenne della piazza, i lati delle strade, i balconi e e le finestre delle case e gli stessi muraglioni di contenimento. A giungere per primi in paese, dopo aver percorso la dura salita da Villanova (11 chilometri) sono stati  Fausto Masnada e Valerio Conti (vedi foto, ultima rampa per Rignano). Gli stessi che  si aggiudicheranno, quindici chilometri dopo, l’uno la VI tappa di San Giovanni Rotondo, e l’altro addirittura la maglia rosa. Un successo doppio se si aggiunge il secondo posto conquistato in classifica da Giovanni Carboni.  Subito dopo sono arrivati  i due tronconi, distanziati di alcuni chilometri l’uno dall’altro, e poi dei corridori isolati. La selezione è cominciata nei pressi della masseria di Palagano, subito dopo la cabina elettrica, allorché i tredici corridori che per oltre un centinaio di chilometri avevano resistito davanti, sono stati raggiunti e riassorbiti quasi tutti. Di questi fanno eccezione i due sopracitati che, al contrario, non solo hanno respinto a dovere gli innumerevoli attacchi portati avanti da questo o quell’altro rivale lungo il ripido percorso, ma sono riusciti a mantenere inalterato il distacco di pochi minuti, conquistato man mano con le loro poderose falcate. Il riferimento è al superamento del GPM fissato a Coppa Casarinelli e del traguardo volante di San Marco in Lamis. Pienamente soddisfatta la comunità locale che, per la prima volta è uscita fuori all’unisono, per godere dello spettacolo che sfilava di sotto ed anche per manifestare agli organizzatori la sua gratitudine, per essere considerato una volta tanto un riferimento importante a carattere nazionale, qual è appunto, il Giro d’Italia. Il prossimo anno si aspettano, nell’eventualità che si ripeta la medesima tappa, benedetta da San Pio, addirittura una vera e propria competizione a cronometro, così come accade per il Rally automobilistico.  Un riconoscimento, secondo alcuni, che potrebbe giocare a favore dell’agognato decollo turistico, possibile grazie alla sua vista panoramica, alla bellezza del suo borgo antico di fattura medievale e soprattutto al Museo Paleolitico di Grotta Paglicci. Sito, quest’ultimo, di fama planetaria per l’originalità e il numero dei  reperti che coprono l’intera preistoria dell’umanità.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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