Festa grande in onore della Madonna di Cristo, a Rignano Garganico. La stessa, come noto, è venerata nell’omonima cappella rurale, ai piedi della montagna, a circa sei chilometri dal paese.

Nei tempi passati si perveniva attraverso una ripida mulattiera in pietra che scendeva a zig zag dal sovrastante centro abitato. Da alcuni decenni non più, in quanto servita da una stradina asfaltata e riadattata nel 1983, dalla defunta Comunità Montana del Gargano, tutt’ora intatta, allora rappresentata, in veste di assessore ai LL.PP., da chi scrive. L’ infrastruttura in menzione è collegata alla S.P per Foggia.

La festa è assai attesa da tutti, anche perché s’intende rimediare alla mancata commemorazione del 40° anno dell’incoronazione, ricorrente lo scorso anno, cancellata per motivi del Covid 19. Come già scritto , l’ultima volta che le fu imposto il sacro e regale simbolo risale al 31 ottobre 1981. E questo in sostituzione di quello antico strappatole dalla testa da mani ignote. Un episodio sacrilego, quest’ultimo, che scombussolò l’intero paese, per via della radicata devozione del popolo.

Dopo la malefatta, fu indetta una pubblica colletta dal parroco pro tempore, Don Pasquale Granatiero, a cui corrispose un’offerta consistente, sufficiente per l’opera nuova. La corona fu composta da mano esperta e rivestita di oro in quel di Napoli. La statua fu prelevata in pompa magna dalla sua sede ed incoronata nuovamente con una solenne cerimonia nella rinascimentale chiesa madre della Assunta in paese.

Quindi, dopo un breve soggiorno, il simulacro tornò alla sua sede naturale, guardata a vista dai vicini allevatori che trasformeranno presto la loro dimora in un avviato e frequentato agri turismo, in funzione ancor oggi.

Ed ora veniamo alla situazione odierna. Si cercherà di rimediare alla mancata festa dello scorso anno, con una pari e solenne manifestazione sia sul piano religioso, sia su quello profano. Ad annunciare l’evento è un manifesto della Parrocchia, retta da alcuni anni da don Santino Di Biase, giovane e dinamico religioso, sempre a disposizione del prossimo. Si comincerà da Lunedì in Albis, con i Vespri e la celebrazione di una Santa Messa, il cui inizio è previsto alle ore 18,30.

Più denso il programma successivo, giorno della festa, che qui ha una cadenza ormai plurisecolare, se si pensi che dell’esistenza del Santuario, documenti alla mano, se ne parla addirittura dal 1176, in quanto la fabbrica era un bene asburgico dell’ex- monastero benedettino (oggi Convento Santuario di San Matteo).

Ecco, in sintesi l’elenco delle iniziative previste, martedì 19 aprile: 8,30, S.Messa nella rinascimentale Chiesa Madre dell’Assunta in paese; ore 9.00, Giro del paese da parte della banda “Bassa Musica, l’Armonica; ore 9,30, processione della Madonna verso la campagna; ore 11,00, S.Messa Solenne, presieduta dal vescovo di San Severo, Mons. Giovanni Checchinato; ore 12,00, benedizione dei campi e dei pascoli; ore 18,30, Vespri solenne dell’ottava di Pasqua; ore 19,00, Processione di rientro in paese.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.