Dalla street dance alle performance al tramonto, la seconda edizione del Festival di Danza ha trasformato il borgo garganico in un palcoscenico a cielo aperto.
RIGNANO GARGANICO (FG) – La danza ha incontrato il paesaggio, la musica, la poesia e la sperimentazione artistica. È questa la magia della seconda edizione di “Nuovi Orizzonti – Festival di Danza”, andata in scena il 19 agosto a Rignano Garganico e capace di richiamare un pubblico ancora più numeroso rispetto alla prima edizione.
Organizzato da Paolo Ianno, con la direzione artistica di Arcy Radatti, il festival si è confermato come uno degli appuntamenti culturali più originali dell’estate rignanese, proponendo una formula capace di portare la danza fuori dai luoghi tradizionali e dentro gli spazi più suggestivi del borgo.
Una giornata interamente dedicata alla danza e alle arti performative, costruita attraverso workshop, spettacoli, performance contemporanee, cinema, poesia e momenti di confronto con gli artisti.
Dall’hip hop dei bambini alla street dance.
La giornata è iniziata con il workshop di hip hop dedicato ai bambini dai 6 ai 12 anni, guidato da Cristina Carfagna.
Un laboratorio pensato non soltanto per insegnare i primi passi della danza, ma soprattutto per permettere ai più piccoli di sperimentare il movimento come forma di espressione, relazione e divertimento.
Il lavoro svolto durante il workshop è poi confluito nella restituzione pomeridiana “Hip Hop Kids in scena”, con i giovani partecipanti diventati a tutti gli effetti protagonisti del festival.
Nel tardo pomeriggio, invece, Largo Baronale si è trasformato in un vero teatro all’aperto, accogliendo una successione di performance caratterizzate da linguaggi e sensibilità differenti.
Ad aprire la sessione è stata proprio la performance dei più piccoli, seguita da “Deyõa”, coreografata e interpretata da Michele Ricciardi, un lavoro dedicato alla dimensione più intima del rapporto tra ciò che siamo e ciò che ci abita.
Spazio quindi a “Theme from Shaft”, interpretata e coreografata da Chiara Conforte, con un’energia capace di coinvolgere il pubblico, prima del momento dedicato al freestyle, all’improvvisazione e alle atmosfere funky, con la collaborazione di Simona Grilli e Giuseppe D’Avanzo, in arte Towa.
Il tramonto diventa teatro alla Panchina dei Sogni.
Uno dei momenti più suggestivi dell’intera manifestazione è arrivato con il tramonto.
La Panchina dei Sogni, uno dei luoghi panoramici più caratteristici di Rignano Garganico, ha fatto da scenografia naturale a “Il tempio di Giano”, una performance capace di fondere corpo, parola e paesaggio.
Il riferimento al dio Giano, divinità tradizionalmente associata alla capacità di guardare contemporaneamente al passato e al futuro, ha trasformato il tramonto in una vera e propria soglia simbolica.
Le tre voci dei Poetrynslamis hanno dato corpo alla dimensione poetica dell’opera, mentre la parte coreografica, affidata a Irene Parisi, ha utilizzato il movimento per raccontare ciò che spesso le parole non riescono a esprimere.
Un connubio particolarmente suggestivo, reso ancora più intenso dalla posizione panoramica di Rignano e dalla luce del tramonto.
Dalla tradizione indiana alla danza contemporanea.
Con l’arrivo della sera, il festival si è spostato al Centro Polivalente, dove la danza ha incontrato la cinematografia, la tradizione e la ricerca contemporanea.
La sessione serale è iniziata con la proiezione di “Kala, il respiro della tradizione”, cortometraggio di danza curato da Roberta Voto e ispirato al Bharatanatyam, antica forma di danza dell’India meridionale.
A seguire, il pubblico ha assistito a “The Space Between”, performance di danza contemporanea coreografata da Arcy Radatti e interpretata insieme ai danzatori Graziano Malerba, Martina Martino e Alessia Santoro.
Al centro della performance il corpo, inteso come uno spazio nel quale convivono presenza e assenza, luce e ombra. Una riflessione sulla parte più nascosta dell’identità e su quella dimensione interiore che, anche quando proviamo a nascondere, continua a far parte di noi.
Il confronto con gli artisti e il DJ set finale.
A chiudere ufficialmente la giornata è stato il Mini-Talk “I Nuovi Orizzonti”, momento di dialogo che ha consentito al pubblico di andare oltre la semplice visione degli spettacoli e confrontarsi direttamente con gli artisti.
Un’occasione per parlare di danza, ricerca, formazione, sperimentazione e delle nuove possibilità offerte dalle arti performative.
Infine, il DJ Set conclusivo ha regalato al festival un momento più informale e collettivo. Artisti, pubblico, organizzatori e cittadini si sono ritrovati insieme per celebrare la conclusione della seconda edizione.
Rignano diventa sempre più un laboratorio culturale.
Il successo di “Nuovi Orizzonti” conferma una tendenza importante per Rignano Garganico: quella di utilizzare il patrimonio urbano, paesaggistico e culturale del paese come spazio per nuove forme di espressione artistica.
La danza, in questo caso, non è rimasta confinata a un palcoscenico tradizionale, ma ha attraversato piazze, scorci panoramici e luoghi della comunità, creando un rapporto diretto tra artisti, pubblico e territorio.
Un modello di evento che punta sulla qualità culturale, sulla partecipazione e sulla valorizzazione del territorio, contribuendo a costruire una nuova narrazione del piccolo borgo garganico.
La seconda edizione di “Nuovi Orizzonti” si è conclusa così, lasciando al pubblico non soltanto immagini e performance, ma anche una domanda che sembra essere il vero filo conduttore del festival: quali sono i nuovi orizzonti che Rignano vuole ancora raggiungere?
La manifestazione è stata realizzata con il patrocinio e il sostegno delle Amministrazioni comunali di Rignano Garganico e San Marco in Lamis, con il prezioso appoggio di ARCI Pablo Neruda e il supporto tecnico di Luigi Di Domenico.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
