Arroccato a circa settecento metri d’altezza e sospeso come un immenso belvedere sul Tavoliere delle Puglie, Rignano Garganico merita a pieno titolo l’appellativo di “Balcone delle Puglie”. Dietro la quiete di questo borgo montano si nasconde una storia millenaria fatta di preistoria, dominazioni, cruente battaglie medievali e leggende di briganti.
Un viaggio affascinante alle radici della Daunia, tratto dagli studi di Antonio Cappelli e dalle pagine di grandi storici come John Julius Norwich.
Dalle origini preistoriche alla leggenda di Giano.
Sebbene le prime fonti documentate risalgano all’anno 1029 e all’annessione all’Abbazia di Montesacro nel 1158, le radici di Rignano affondano nella notte dei tempi.
Grotta Paglicci: Il Cuore della Preistoria nel Gargano.
Alle pendici dei monti di Rignano Garganico si apre uno dei siti preistorici più importanti d’Europa: Grotta Paglicci. Considerata la “Grotta di Lascaux” d’Italia, questa cavitĆ rappresenta una miniera di informazioni straordinaria per archeologi, paleontologi e speleologi.
- Un archivio stratigrafico millenario: la grotta custodisce una sequenza stratigrafica eccezionale che copre decine di migliaia di anni, documentando la presenza umana ininterrotta dal Paleolitico Inferiore e Medio fino al Paleolitico Superiore.
- Le pitture parietali: di valore inestimabile sono le rare pitture parietali paleolitiche rinvenute all’interfaccia delle pareti, che raffigurano animali e mani, offrendo un legame diretto con il mondo spirituale e artistico dei cacciatori-raccoglitori dell’era glaciale.
- Reperti e vita quotidiana: gli scavi archeologici hanno restituito decine di migliaia di reperti in selce, ossa lavorate, ornamenti e resti di fauna estinta, delineando la vita quotidiana delle comunitĆ preistoriche che frequentavano il Gargano.
- Il legame con il territorio: l’area circostante ĆØ ricca di testimonianze coeve e megalitiche, come i vicini dolmen di Lamasecca (ancora visitabile) e della Piana della Madonna di Cristo (sparito nel nulla), che testimoniano una frequentazione umana evoluta e radicata fin dalle epoche più remote.
L’etimologia e la leggenda di Villanova.
Un’affascinante tesi fa risalire il nome del paese all’epoca pre-cristiana, legandolo all’espressione Ara Jani (Altare di Giano), il dio bifronte che āRegnat ab ara Janusā, in onore del quale le popolazioni locali avrebbero eretto un sacello votivo. Secondo la tradizione popolare, inoltre, Rignano sarebbe stata fondata dagli abitanti della vicina e scomparsa Villanova, costretti a fuggire in seguito a una leggendaria e devastante invasione di formiche.
Il Medioevo e la clamorosa Battaglia di Rignano (1137).
Nel corso dei secoli, la posizione strategica del borgo ā nata probabilmente come rifugio contro le scorrerie di Greci, Saraceni e Bizantini ā fu teatro di eventi cruciali per le sorti del Sud Italia. Tra questi spicca la famosa Battaglia di Rignano del 30 ottobre 1137, magistralmente raccontata dallo storico John Julius Norwich nel suo Il regno nel sole.
La disfatta degli Altavilla.
- Le premesse dello scontro: il giovane Ruggero II d’Altavilla, da poco incoronato Re di Sicilia, cercava di consolidare il proprio regno e sedare le ribellioni nel Sud. Di fronte a lui si ergeva una coalizione formata da Rainulfo di Alife, sostenuto dalle truppe locali e dai temibili cavalieri germanici inviati dall’imperatore Lotario II.
- L’errore tattico: nonostante le forze soverchianti e i consigli di prudenza, la boria e l’impazienza spinsero Ruggero a ingaggiare uno scontro frontale sotto le mura del villaggio di Rignano, sfruttando la posizione strategica a strapiombo sul Tavoliere.
- Lo scontro e la fuga: lo scontro fu violentissimo. Il figlio di Ruggero, il giovane duca Ruggero di Puglia, si battĆ© con valore, ma l’esercito normanno fu travolto dalla furia dei nemici. La leggenda narra che lo stesso Ruggero II fu il primo a fuggire precipitosamente verso Salerno per salvarsi la vita, mentre sul campo moriva Sergio, l’ultimo duca di Napoli.
- Le conseguenze: persino San Bernardo di Chiaravalle, inviato da Papa Innocenzo per mediare la pace, passò da Rignano nel vano tentativo di dissuadere Ruggero dal dare battaglia. Sebbene la disfatta non compromise definitivamente il disegno politico a lungo termine di Ruggero II, essa rappresentò un duro colpo al suo prestigio personale e militare.
Tra crociate, brigantaggio e miracoli.
La storia di Rignano prosegue attraverso i secoli, intrecciandosi con le grandi epoche storiche:
- Le Crociate: nelle coscrizioni per le Crociate, il feudo partecipò inviando quattro militi, ciascuno seguito da due scudieri.
- Il Brigantaggio post-unitario: all’indomani dell’UnitĆ d’Italia, le campagne garganiche furono teatro di scontri feroci. Il 31 dicembre 1861, nei pressi del ponte di Ciccalento, si consumò una celebre imboscata in cui i briganti guidati da Gabriele Galardo (detto “Jalarde“ di Rignano) ebbero la meglio sui Lancieri di Montebello. La leggenda vuole che il brigante nascondesse i bottini delle sue razzie proprio all’interno della Grotta di Paglicci, nota agli anziani anche come “la grotta di Jalarde”.
- La protezione di San Rocco: durante la Seconda Guerra Mondiale, la cittadinanza visse momenti di grande apprensione. Si narra che, mentre alcuni bombardieri sorvolavano il paese pronti all’attacco, la miracolosa apparizione di San Rocco ai piloti convinse questi ultimi a risparmiare l’abitato. Da allora, ogni 16 agosto, San Rocco viene festeggiato con profonda devozione come Santo Patrono.
Oggi Rignano Garganico si offre ai visitatori non solo come un luogo ricco di memorie e panorami mozzafiato, ma come un libro a cielo aperto, pronto a svelare i suoi segreti a chiunque voglia camminare tra i sentieri della sua antica storia.
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Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
