RIGNANO GARGANICO – Esiste una parte della storia di Rignano Garganico che rischia di scomparire lentamente dalla memoria collettiva. È quella legata alle antiche Confraternite religiose, associazioni di fedeli che per secoli hanno rappresentato non soltanto un’espressione della devozione popolare, ma anche importanti realtà di aggregazione sociale, assistenza e partecipazione alla vita della comunità.
A Rignano Garganico, secondo le testimonianze raccolte e le fonti disponibili, la memoria locale conserva il ricordo di tre confraternite: la Confraternita della Morte e dell’Orazione, la Confraternita di San Bernardino da Siena e la Confraternita del Carmine.
Una storia ancora in parte da ricostruire, perché non tutti i documenti necessari sono oggi facilmente reperibili. Proprio per questo, la ricerca sulle confraternite rignanesi rappresenta un tassello importante per comprendere la storia religiosa e sociale del piccolo centro garganico.
Che cosa erano le Confraternite.
Nel linguaggio della Chiesa cattolica, le confraternite sono sodalizi di fedeli costituiti per perseguire finalità religiose e di solidarietà. Il loro ruolo, nel corso dei secoli, è andato ben oltre la semplice partecipazione alle celebrazioni liturgiche.
Le confraternite erano infatti luoghi di preghiera, penitenza, assistenza e carità, ma anche importanti strumenti di aggregazione. I confratelli si riunivano, partecipavano alle processioni, curavano particolari devozioni e, in molti casi, assicuravano assistenza ai confratelli malati o alle famiglie in difficoltà.
Le confraternite potevano inoltre essere legate ad Arciconfraternite, realtà più ampie alle quali venivano riconosciuti particolari privilegi e, storicamente, specifiche indulgenze.
Anche a Rignano queste associazioni hanno lasciato tracce nella tradizione religiosa locale, negli edifici di culto, negli stemmi e soprattutto nella memoria degli abitanti.
La Confraternita della Morte e dell’Orazione.
La prima realtà ricordata è la Confraternita della Morte e dell’Orazione, collegata all’antica Chiesa del Purgatorio.
Particolarmente interessante è lo stemma della confraternita, rinvenuto a Rignano Garganico. Si tratta di un emblema dalla forma ovale nel quale sono presenti numerosi simboli legati alla morte, alla Passione di Cristo e alla caducità dell’esistenza terrena.
Tra gli elementi più significativi compaiono due clessidre, simbolo del tempo trascorso e di quello che ancora resta da vivere. Al centro sono raffigurati i tre monti, tradizionalmente associati alla Passione di Nostro Signore.
Il simbolo più immediatamente riconoscibile è naturalmente quello del teschio con le tibie incrociate, tradizionale richiamo alla morte e alla transitorietà della vita terrena.
Lo stemma rignanese, secondo le testimonianze disponibili, è realizzato in tessuto incollato su cartone. Ne sarebbero stati individuati due esemplari: uno appare più antico e non presenta iscrizioni, elemento che ha portato a ipotizzare che potesse essere appartenuto al Prefetto della confraternita.
I simboli della Passione
Nello stemma sono presenti anche diversi strumenti associati alla Passione di Cristo: la croce, la lancia e la canna con la spugna.
Sulla croce compare la celebre espressione latina:
“IN HOC SIGNO VINCES”, ovvero “Con questo segno vincerai”.
La tradizione lega questa frase alla visione della croce che, secondo il racconto tramandato da Lattanzio, l’imperatore Costantino avrebbe avuto prima della battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C. La vittoria contro Massenzio avrebbe preceduto il percorso che portò all’Editto di Milano del 313, con il quale venne riconosciuta ai cristiani la libertà di culto nell’Impero.
Sopra la croce compare inoltre la sigla I.N.R.I., riferita alla tradizionale iscrizione posta sulla croce di Gesù: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, “Gesù Nazareno Re dei Giudei”.
Tutto questo rende lo stemma non soltanto un oggetto devozionale, ma anche una vera e propria sintesi iconografica della spiritualità della confraternita.
San Bernardino da Siena e la seconda confraternita.
Un’altra confraternita ricordata nella storia religiosa rignanese è quella dedicata a San Bernardino da Siena.
Anche questa realtà sarebbe stata legata all’antica Chiesa del Purgatorio, dove, secondo quanto riferito da Padre Doroteo Forte nel volume Rignano Garganico, era custodita una grande statua dedicata al Santo.
La devozione a San Bernardino ebbe una notevole diffusione nell’Italia centro-meridionale e diede origine anche a specifiche confraternite e associazioni religiose.
Per quanto riguarda Rignano Garganico, manca al momento una documentazione completa che consenta di ricostruire con certezza tutti i passaggi della storia della confraternita e i suoi eventuali rapporti istituzionali con l’omonima Arciconfraternita di San Bernardino da Siena.
L’ipotesi di un collegamento è stata avanzata sulla base degli elementi disponibili, ma necessita di ulteriori riscontri documentali.
Lo stemma di San Bernardino conservato a Rignano.
Particolarmente prezioso è lo stemma rinvenuto a Rignano Garganico negli anni Ottanta, oggi conservato nell’archivio di Tonino Del Vecchio, giornalista, scrittore e storico del posto, e attualmente detenuto dal Circolo Culturale Giulio Ricci.
L’emblema presenta un’immagine fortemente caratterizzata dal simbolismo della morte: un teschio sormonta due ossa lunghe disposte a forma di croce, su uno sfondo blu-verdastro.
Lungo la cornice è riportata l’iscrizione:
“Confraternita di San Berardino e della Morte e dell’Orazione”.
Un particolare merita attenzione: nel testo compare “Berardino” e non “Bernardino”. Si tratta di un elemento che può essere interpretato anche alla luce delle consuetudini linguistiche e delle forme popolari con cui i nomi dei santi venivano talvolta riportati nei documenti e nelle iscrizioni locali.
Lo stemma è inoltre particolarmente significativo dal punto di vista artistico e storico perché risulta dipinto a mano su pelle animale.
È un piccolo reperto, ma può raccontare molto della devozione e dell’organizzazione religiosa della comunità rignanese.
La Confraternita del Carmine.
La terza confraternita ricordata dalla tradizione locale è quella del Carmine, direttamente collegata alla Chiesa del Carmine di Rignano Garganico, situata di fronte al Castello Baronale.
In questo caso la memoria orale assume un’importanza ancora maggiore, perché non è stato individuato, almeno nelle fonti utilizzate per questa ricostruzione, uno stemma originale della confraternita rignanese.
La memoria locale conserva però il nome di uno degli ultimi prefetti della confraternita: Antonio Nido, conosciuto in paese proprio con l’appellativo di “lu prefette”.
Anche l’abbigliamento dei confratelli rappresentava un elemento distintivo. Secondo le testimonianze, essi indossavano rigorosamente un camice bianco, accompagnato da un cappuccio piramidale dello stesso colore.
Un abito che richiama, per alcuni aspetti, quello degli incappucciati presenti nelle tradizioni penitenziali della Settimana Santa.
Uno stemma ancora da ritrovare.
Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda proprio lo stemma della Confraternita del Carmine di Rignano.
Al momento non ne è stato individuato un esemplare certo. Per questo motivo, non sarebbe corretto attribuire automaticamente alla confraternita rignanese uno stemma appartenente ad altre realtà.
Come confronto iconografico può essere osservato quello della Confraternita del Carmine di Taranto, ma l’eventuale somiglianza con quello che poteva essere utilizzato a Rignano rimane, allo stato attuale, soltanto un’ipotesi.
Ed è proprio questa distinzione tra ciò che è documentato e ciò che deve ancora essere verificato a rendere particolarmente importante la prosecuzione della ricerca.
Il ruolo sociale delle confraternite.
Studiare le confraternite significa anche andare oltre l’aspetto strettamente religioso.
Per comprendere la società rignanese del passato è necessario considerare queste associazioni come luoghi di incontro e partecipazione comunitaria.
Il confratello non era semplicemente una persona che partecipava alle funzioni religiose. L’appartenenza a una confraternita poteva significare assumere responsabilità nei confronti della comunità, partecipare alle processioni e alle celebrazioni, assistere gli altri membri e mantenere vive determinate tradizioni.
Le confraternite contribuivano così alla costruzione di una rete sociale che, soprattutto nei piccoli centri, assumeva un’importanza considerevole.
La loro storia si intreccia inevitabilmente con quella delle chiese, delle processioni, delle feste patronali, dei riti funebri e delle tradizioni popolari.
Una memoria che rischia di scomparire.
Oggi gran parte di questo patrimonio rischia di essere conosciuto soltanto dagli anziani.
Molti giovani, infatti, potrebbero non conoscere nemmeno il significato della parola “confraternita”, né sapere che a Rignano Garganico ne sono esistite almeno tre.
È proprio per questo che recuperare questa memoria non significa soltanto parlare di religione. Significa ricostruire una parte della storia di Rignano Garganico attraverso oggetti, documenti, testimonianze orali e luoghi.
Gli stemmi, in particolare, possono rappresentare preziosi indizi. Dietro un’immagine, un’iscrizione o un simbolo può nascondersi una storia fatta di persone, famiglie, sacerdoti, prefetti e semplici cittadini.
La ricerca continua.
La documentazione disponibile non consente ancora di considerare conclusa la ricerca sulle confraternite rignanesi.
Al contrario, esistono ancora numerosi interrogativi: quando furono costituite esattamente? Chi furono i loro fondatori? Quali furono i prefetti che si susseguirono nel tempo? Quali erano i rapporti con le chiese locali e con eventuali Arciconfraternite? Quali attività svolgevano concretamente? E soprattutto, esistono altri documenti, stemmi o oggetti appartenuti a queste associazioni?
Sono domande alle quali potrebbero rispondere gli archivi parrocchiali, gli archivi comunali, le collezioni private e soprattutto la memoria degli stessi rignanesi.
Potrebbero esistere fotografie, vecchi abiti, documenti, medaglie, registri, lettere o testimonianze familiari ancora conservati nelle abitazioni del paese.
Un patrimonio da recuperare e valorizzare.
La storia delle Confraternite della Morte e dell’Orazione, di San Bernardino e del Carmine costituisce dunque una pagina significativa della religiosità e della tradizione di Rignano Garganico.
Una pagina che merita di essere approfondita, verificata attraverso nuovi documenti e soprattutto consegnata alle generazioni future.
Perché recuperare la memoria di una confraternita non significa semplicemente ricordare un’antica associazione religiosa. Significa restituire un pezzo di identità a una comunità e comprendere meglio come vivevano, pregavano, si aiutavano e partecipavano alla vita collettiva gli uomini e le donne di Rignano Garganico.
La ricerca, dunque, resta aperta.
Chiunque disponga di documenti, fotografie, stemmi, testimonianze familiari o altre notizie sulle antiche Confraternite di Rignano Garganico può contribuire alla ricostruzione di questa importante pagina della storia locale.
Fonti
- Rignano Garganico, Padre Doroteo Forte, Foggia, 1984, pp. 71-73.
- Archivio del Circolo Culturale Giulio Ricci di Rignano Garganico.
- Archivio Tonino Del Vecchio.
- Confraternita.net.
- Wikipedia, voce “Confraternita (Chiesa cattolica)”.
- Arciconfraternita della Morte.
- Arciconfraternita di San Bernardino da Siena.
- Confraternita del Carmine di Taranto.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
