RIGNANO GARGANICO – L’autunno potrebbe rappresentare il vero spartiacque della politica rignanese in vista delle Elezioni Amministrative della primavera-estate 2027. Le grandi manovre sono già cominciate, anche se molti protagonisti preferiscono ancora mantenere un profilo prudente e non scoprire completamente le proprie carte.
Lo scenario, al momento, appare estremamente fluido. E la prima grande incognita riguarda proprio la presenza di una vera alternativa all’attuale maggioranza.
Se nessun gruppo dell’opposizione dovesse riuscire a costruire una candidatura competitiva e una squadra alternativa, non è esclusa l’ipotesi di una competizione elettorale caratterizzata da un solo grande schieramento contrapposto a uno o più candidati sindaci provenienti dall’attuale area di governo.
Di Fiore davanti a un bivio.

Al centro di tutto resta inevitabilmente Luigi Di Fiore, sindaco uscente e figura perno della lista civica “Rignano che Vorrei”.
Dopo dieci anni alla guida del Comune, Di Fiore potrebbe trovarsi davanti a una scelta decisiva per il futuro politico suo e dell’intero gruppo amministrativo.
Da una parte c’è la possibilità di proseguire il proprio percorso politico, presentandosi nuovamente agli elettori con il bilancio delle cose realizzate negli ultimi due mandati.

Tra i risultati che gli vengono maggiormente riconosciuti dai suoi sostenitori c’è soprattutto il lavoro svolto sul fronte della valorizzazione turistica di Rignano Garganico, un percorso che ha raccolto l’eredità dell’amministrazione precedente guidata da Vito Di Carlo e che, secondo questa lettura, ha contribuito a trasformare il piccolo borgo garganico in una realtà maggiormente conosciuta e attrattiva.
Dall’altra parte, però, ci sono le ambizioni di chi da tempo lavora al suo fianco.
Nardella non nasconde più le proprie ambizioni.

Il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Giuseppe Nardella, già vicesindaco e considerato uno degli uomini più vicini a Di Fiore.
Da tempo, in paese e soprattutto sui social, si rincorrono indiscrezioni su una sua possibile candidatura a sindaco.
Nardella, almeno pubblicamente, non avrebbe alimentato una vera e propria investitura ufficiale, ma nemmeno avrebbe smentito con decisione le voci che lo indicano come uno dei principali aspiranti alla successione.
Una candidatura che, secondo le indiscrezioni politiche locali, potrebbe raccogliere consensi trasversali, anche all’interno di una parte della maggioranza e in alcuni settori dell’opposizione.
Ed è proprio questo uno degli elementi che renderebbe particolarmente interessante la partita.
Il possibile terzo incomodo: Antonio Aniceto.

Ma sulla strada di Nardella potrebbe esserci un altro nome.
È quello dell’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Aniceto, che dopo dieci anni di esperienza amministrativa potrebbe decidere di giocare una partita in prima persona.
Aniceto rappresenterebbe una candidatura interna alla maggioranza e potrebbe diventare, qualora Di Fiore decidesse di non ricandidarsi e non sostenere Nardella, una delle alternative naturali per garantire continuità all’attuale esperienza amministrativa.
In altre parole, il vero confronto potrebbe consumarsi non soltanto tra maggioranza e opposizione, ma all’interno della stessa maggioranza.
L’ingresso programmato di Stanco dentro “Rignano che Vorrei”?

Altro capitolo tutto da scrivere è quello che riguarda il gruppo riconducibile a Matteo Stanco, già leader del movimento “Uniti per Rignano”. Sancito nei fatti dalla recente nomina di Roberta Renza al piano sociale di zona e dall’affidamento delle iniziative di valorizzazione dell’inaugurando Museo di Grotta Paglicci ad alcuni degli amici della Lista “Uniti per Rignano“.

Una componente che nel 2022, a pochi giorni dal voto amministrativo, scelse di avvicinarsi all’attuale maggioranza.
Secondo le indiscrezioni che circolano in queste settimane, il gruppo potrebbe presentarsi alle prossime elezioni proprio insieme a “Rignano che Vorrei”, anche se non è escluso che il nome e l’identità politica della formazione possano essere rivisti in vista della nuova competizione elettorale.
Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, gli equilibri del 2027 sarebbero inevitabilmente diversi da quelli del 2022.
Del Vecchio e Di Fiore osservano dalla minoranza.

Alla finestra ci sono invece Giosuè Del Vecchio ed Emanuele Di Fiore, espressione della minoranza di “Viva Rignano Viva”, ma anche di gran parte di “Uniti per Rignano“.
Il loro futuro politico dipenderà in buona parte da ciò che accadrà nei prossimi mesi all’interno della maggioranza.

La domanda principale è una: Luigi Di Fiore continuerà a guidare la coalizione oppure lascerà spazio a Giuseppe Nardella?
Una risposta che potrebbe modificare radicalmente le strategie dell’opposizione.
Perché se Di Fiore dovesse farsi da parte, lasciando campo a Nardella, potrebbe aprirsi una partita completamente nuova, con possibili alleanze e ricomposizioni oggi difficili da prevedere.
E Viviana Saponiere?

C’è poi un’altra figura destinata a pesare negli equilibri della prossima tornata elettorale: Viviana Saponiere.
Già assessore nelle due amministrazioni guidate da Di Fiore, oggi si trova politicamente distante dalla maggioranza a causa di contrasti che l’hanno portata da tempo a sedere tra i banchi della minoranza.
La sua posizione potrebbe diventare determinante.
Con chi si schiererà Saponiere? Costruirà un proprio percorso politico? Entrerà in una delle formazioni già in campo?
Anche in questo caso, per avere risposte concrete bisognerà probabilmente attendere i prossimi mesi.
Il Partito Democratico entra nella partita.
A rendere ancora più interessante il quadro è la nascita, in occasione delle ultime Elezioni Regionali, di una struttura del Partito Democratico a Rignano Garganico, guidata da Giovanni Danza.

Una presenza che potrebbe modificare gli equilibri politici locali.
Danza è considerato vicino a diversi protagonisti della politica rignanese, tra cui Matteo Stanco e Giuseppe Nardella, ma anche allo stesso sindaco uscente.
Il PD, tuttavia, sembra voler guardare oltre la semplice sommatoria dei voti.
Il tema sul quale il partito punta è quello delle alleanze programmatiche, costruite non soltanto sulla necessità di vincere le elezioni, ma soprattutto sulla condivisione di una visione per il futuro del paese.
La Grande Rignano punta alle primarie, ma non farà una lista.

In questo scenario si inserisce anche il movimento “La Grande Rignano” (www.lagranderignano.it), che ha più volte chiarito di non voler necessariamente trasformare la propria esperienza in una lista elettorale autonoma.
Il movimento punta invece sulla costruzione di un progetto per il futuro del paese e, soprattutto, sulla possibilità di ricorrere alle primarie per la scelta del candidato sindaco.
Un’idea che, se realmente portata avanti, potrebbe cambiare il modo stesso di costruire la prossima competizione elettorale.
Il movimento ha già indicato una serie di temi programmatici sui quali intende concentrare l’attenzione: sviluppo turistico, valorizzazione del patrimonio culturale, agricoltura, ambiente, servizi e rilancio economico e sociale del territorio.
Dalla Piana potrebbe arrivare la sorpresa.

E come in ogni vigilia elettorale che si rispetti, non mancano le sorprese.
Da qualche tempo circola infatti l’ipotesi di un possibile “candidato della Piana”, espressione di quel mondo agricolo che negli ultimi anni lamenta una crescente distanza dalle istituzioni.
Le problematiche sul tavolo sono numerose: sicurezza nelle campagne, fenomeni di criminalità, gestione dei rifiuti, danni provocati da alluvioni e siccità, difficoltà nel reperimento della manodopera e progressivo indebolimento del settore agricolo.
Se una candidatura realmente rappresentativa degli agricoltori dovesse prendere forma, potrebbe intercettare un elettorato specifico e diventare un elemento non secondario nella contesa del 2027.
Natale potrebbe essere lo spartiacque.
Insomma, a Rignano Garganico la partita è appena iniziata.
Molte delle candidature oggi indicate sono ancora ipotesi, indiscrezioni e scenari politici, e potrebbero cambiare nei prossimi mesi.
Ma una cosa appare ormai evidente: l’autunno sarà tutt’altro che tranquillo.
Le manovre di avvicinamento, gli incontri, le possibili alleanze e le strategie dei diversi gruppi potrebbero diventare progressivamente più chiare proprio tra l’autunno e il periodo natalizio.
E allora si capirà se Luigi Di Fiore tenterà di proseguire personalmente il proprio percorso, se consegnerà il testimone a Giuseppe Nardella, se emergerà la candidatura di Antonio Aniceto oppure se, alla fine, qualcuno riuscirà a costruire una candidatura alternativa capace di mettere realmente in discussione l’attuale assetto.
Una cosa è certa: oggi nessuno può dare per scontato il risultato del 2027.
Perché se è vero che Di Fiore resta una figura centrale e gode ancora di un consenso significativo, è altrettanto vero che senza il suo nome e senza la sua leadership “Rignano che Vorrei” potrebbe essere chiamata a ridefinire completamente i propri equilibri interni.
E dall’altra parte dell’emiciclo bisognerà capire se l’opposizione avrà la forza, la capacità e soprattutto la volontà di costruire un progetto realmente alternativo.
Il dado è tratto, ma la partita è ancora tutta da giocare.
E a Rignano Garganico, per la prima volta da tempo, la corsa verso il 2027 potrebbe riservare più di una sorpresa.
PS = Non dimentichiamo le famiglie: le alleanza in paese si vincono sempre mettendo assieme soggetti appartenenti alle strutture familiari più numerose o più influenti. Il resto è solo storie da raccontare.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
