In un’epoca in cui i piccoli borghi italiani sembrano rassegnati a un inesorabile spopolamento, c’è chi decide di invertire la rotta trasformando il problema più grande in una straordinaria opportunità. È quello che sta accadendo a Rignano Garganico, il suggestivo borgo noto come il “Balcone delle Puglie”, dove sta prendendo forma un’iniziativa ambiziosa e carica di speranza: il Progetto Oltreconfine.
Il punto di partenza è un’analisi lucida della realtà: i giovani partono, le attività commerciali faticano, i servizi si riducono. E poi ci sono le case. Secondo stime locali, circa il 70% delle abitazioni del paese è oggi sfitto o disabitato. Un patrimonio immobiliare silenzioso che, se rimesso in circolo, avrebbe il potenziale di accogliere fino a 2.000 nuovi residenti. Da qui nasce la scintilla dell’iniziativa, promossa da Angelo Riky Del Vecchio (presidente Circolo Culturale Giulio Ricci): perché non guardare oltreconfine per tornare a crescere?
Il progetto individua due grandi direttrici per attrarre nuova linfa vitale nel borgo, puntando su due tipologie di “nuovi cittadini“. Con loro si riacquisirebbe l’autonomia scolastica, aprirebbero nuovi esercizi commerciali, avrebbe senso la riapertura dello sportello della BCC di San Giovanni Rotondo, il potenziamento dei servizi sociali e sanitari, il ritorno alla vita per un piccolo borgo da sempre vocato all’accoglienza e all’integrazione.
La prima guarda agli italiani in fuga dalle metropoli. Professionisti, freelance e dipendenti che oggi, grazie allo smart working, non sono più legati alla scrivania di un ufficio in una grande e caotica città. Rignano Garganico ha un asso nella manica fondamentale: è già raggiunta dalla fibra ottica. Questo dettaglio tecnologico cambia le regole del gioco. Perché pagare affitti esorbitanti e vivere nello stress del traffico cittadino, quando si può lavorare in un borgo tranquillo, con il panorama mozzafiato del Gargano davanti agli occhi e un costo della vita decisamente più sostenibile?
La seconda direttrice è profondamente legata all’inclusione e guarda agli stranieri che già lavorano sul territorio (europei ed extra-europei). Si tratta di braccianti agricoli, dipendenti artigiani e lavoratori regolarmente inseriti nel tessuto produttivo locale che, da forza lavoro di passaggio, potrebbero diventare cittadini stabili. L’obiettivo è permettere loro di ricongiungersi con le famiglie, mandare i figli nelle scuole del paese e integrarsi pienamente, nel solco della storica vocazione all’accoglienza di Rignano.
Ovviamente, un progetto di tale portata non può basarsi solo sulle buone intenzioni. Richiede una sinergia profonda e l’intervento diretto delle istituzioni. Tra le proposte concrete messe sul tavolo per il Comune ci sono la riduzione o la detassazione delle imposte comunali per i nuovi residenti, la creazione di affitti calmierati, incentivi per chi ristruttura gli immobili inutilizzati e percorsi strutturati di inserimento sociale e lavorativo.
L’effetto a catena di una simile operazione andrebbe ben oltre il semplice ripristino del decoro urbano. Riempire le case vuote significa riportare la vita nelle strade. Ogni nuova famiglia porta con sé bambini che tengono aperte le scuole; ogni nuovo cittadino si traduce in clienti per i negozi di alimentari, i bar, le pizzerie, la farmacia e gli uffici postali. Significa, inoltre, garantire manodopera stabile e regolare per un settore cruciale come l’agricoltura.
Il “Progetto Oltreconfine” non vuole restare un’utopia sulla carta. A breve, l’idea sarà presentata ufficialmente al Comune e alla Parrocchia, e si concretizzerà in un convegno cittadino per coinvolgere tutta la comunità: istituzioni, associazioni, imprenditori e proprietari di immobili.
Rignano Garganico si candida così a diventare un laboratorio nazionale per una nuova idea di paese: connesso, multiculturale, agricolo e turistico. Un luogo dove l’innovazione tecnologica stringe la mano alla tradizione. Perché, come ricorda il promotore dell’iniziativa, il vero confine da superare non è quello geografico, ma quello della rassegnazione.
E voi cosa ne pensate?

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
