Tutto è partito da un desiderio d’amore e di radici: lanciare un appello per scoprire che fine avesse fatto quel bisnonno partito per l’America e mai conosciuto è stata Rachele De Angelis, oggi ottantenne. A raccogliere quell’eredità emotiva e a trasformarla in una rigorosa ricerca storica è stata sua figlia, Elisa Nardella, che con passione e meticolosità ha rimesso in piedi l’intero albero genealogico della famiglia, intrecciando i racconti orali con le carte d’archivio.
Le radici a Rignano e il soprannome Zecchin.
A Rignano Garganico, il paese aggrappato come un nido d’aquila sul Balcone delle Puglie, la vita misurava il tempo sul ritmo della terra e delle stagioni. Ma per alcuni, l’orizzonte del Tavoliere era solo un invito a guardare più lontano. Tra questi c’era Michele Longo, nato a Rignano Garganico il 2 giugno 1874, figlio di Giovanni. In paese, tutti lo conoscevano con un soprannome che lo accompagnava come un’impronta: Zecchin.
La sua vita fu segnata da un amore profondo e da prove durissime. Sposato con la rignanese Maria Teresa Gaggiano, Michele aveva conosciuto il dolore indicibile della perdita di alcuni figli, mentre le tracce di altri si erano perse nei rivoli incerti del mondo. La spinta a cercare un futuro migliore per chi restava fu tuttavia più forte di ogni timore.
La prima traversata e la comunità di Stamford.
La storia americana di Zecchin non fu un viaggio unico, ma un flusso continuo di partenze e ritorni, un ponte umano teso tra il Gargano e il Connecticut. La prima grande traversata avvenne nel 1906: imbarcatosi a Napoli sul piroscafo, sbarcò a New York con lo sguardo stanco ma risoluto, partendo insieme al genero Antonio Lurdo.
A Stamford, nel Connecticut, non era un pioniere solitario: ad attenderlo c’era una folta e operosa comunità di compaesani di Rignano e di vicini di San Marco in Lamis. A fare da punto di riferimento c’era suo cugino diretto, Giuseppe Longo. Sotto la sua ala e grazie all’impresa edile del cognato Michele Gaggiano, Zecchin iniziò a fare il muratore, lavorando sodo a Stamford e abitando al numero 41 di West Worth Street.
Il ritorno, la cancellata e il registro del Regio Esercito.
Dopo due anni di sacrifici, nel 1908, Michele decise di fare ritorno nella sua terra. E fu proprio in quell’occasione che lasciò un segno tangibile e duraturo nella sua Rignano Garganico. Con i risparmi fruttati dal duro lavoro americano e finanziandola interamente a proprie spese, Zecchin volle realizzare e donare al paese la magnifica cancellata in ferro che un tempo custodiva l’ingresso della Chiesa di San Rocco, in piazza San Rocco.
Tuttavia, il legame con gli obblighi della patria d’origine riservava asprezze burocratiche e giudiziarie indelebili. Dai registri ufficiali del Regio Esercito Italiano — nello specifico dal foglio matricolare della classe 1874 del mandamento di San Marco in Lamis, circondario di San Severo e distretto militare di Foggia — emerge il profilo del giovane registrato all’epoca come analfabeta. Con il suo trasferimento e la prolungata permanenza in America, Michele non rispose alla chiamata alle armi per mobilitazione. Le conseguenze amministrative registrarono una svolta severa: fu ufficialmente dichiarato disertore e denunciato al tribunale militare di Ancona, uno specchio fedele delle difficoltà e delle fratture vissute da migliaia di emigranti sospesi tra il nuovo mondo e i rigidi vincoli della madrepatria.
La seconda partenza e i misteri di una vita parallela.
Il richiamo dell’America, tuttavia, non si era spento. Nel 1910, Michele partì una seconda volta, sbarcando nuovamente a New York per fare ritorno a Stamford e riprendere i cantieri. Quella fu la partenza definitiva?
Lontano dai vicoli di Rignano ma con la mente sempre rivolta al Gargano, visse fino a tarda età, spegnendosi nel 1949 e trovando sepoltura probabilmente nel cattolico Saint John Cemetery a Darien, nei pressi di Stamford.
Tuttavia, l’intera storia va probabilmente riscritta e guardata sotto una nuova luce: non è affatto certo che sia partito direttamente per gli Stati Uniti, poiché potrebbe essere passato dal Canada. Soprattutto, non si esclude che abbia vissuto una vita parallela, con nome e cognome modificati e una nuova famiglia creata Oltreoceano. La trisnipote Elisa è oggi alla ricerca della verità storica, un traguardo che quasi sempre deve fare i conti con documenti ufficiali incompleti o mancanti. Per ricostruire tasselli così complessi serve attingere ai ricordi diretti degli eredi, uniti a tanta intuizione e a qualche provvidenziale colpo di fortuna.
La storia continua…
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Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
