Rignano Garganico
Mentre il Governo Meloni ridisegna i confini dell’Italia interna, per Rignano Garganico arriva una notizia che sa di beffa: il borgo sarebbe stato individuato non più come pienamente montano, ma come “parzialmente montano” (grazie all’intervento dell’on. Giandiego Gatta di Forza Italia, che ha evitato di farlo escludere completamente). Una definizione tecnica che nasconde un’insidia politica letale per il futuro del Balcone delle Puglie.

La “sforbiciata” di Calderoli e l’inganno dei criteri.
La nuova “Legge sulla Montagna” (L. 131/2025) ha introdotto criteri puramente altimetrici che ignorano la realtà sociale e orografica dei nostri territori. Rignano, pur svettando sul Tavoliere, paga il “prezzo” di avere porzioni di territorio a valle. Il risultato? Un declassamento che rischia di tagliare fuori il Comune dai finanziamenti integrali destinati a sanità, istruzione e agevolazioni fiscali per le imprese.
Un Comune a metà: i rischi del “limbo”.
Essere definiti “parzialmente montani” non è una medaglia al valore, ma un rischio burocratico. Per una comunità che soffre di:
- un decremento demografico che svuota le case;
- una mancanza cronica di lavoro per i giovani;
…questo declassamento è la batosta finale.
Senza un sostegno economico pieno e mirato, la sopravvivenza del borgo nei prossimi due o tre lustri è seriamente a rischio. Rignano non può permettersi di essere montano “a metà” quando i problemi sono interi e urgenti.
L’appello: “sindaco Di Fiore e politici locali, la cittadinanza attende risposte”.
Se la notizia del declassamento a comune parzialmente montano corrisponde al vero, il silenzio della politica locale diventa inaccettabile. Non è il momento della rassegnazione, ma della mobilitazione.
Invitiamo formalmente il Sindaco Luigi Di Fiore, la sua Giunta e l’intero Consiglio Comunale (maggioranza e minoranza) a:
- Convocare immediatamente un Consiglio Comunale monotematico per chiarire alla cittadinanza cosa comporti tecnicamente questa nuova classificazione.
- Protestare pubblicamente contro una legge che usa il righello sulle mappe invece di guardare alle necessità delle persone.
- Pretendere che la Regione Puglia intervenga in maniera cospicua: se Roma taglia o parzializza, Bari deve integrare.
”La sopravvivenza di Rignano non può essere decisa da un algoritmo altimetrico. Se le istituzioni locali non faranno sentire la propria voce ora, tra quindici anni il Balcone delle Puglie sarà solo un panorama mozzafiato su un paese fantasma.”
La Regione Puglia: ultima trincea.
La partita si sposta ora sul tavolo del governatore. È necessario che la Regione Puglia stanzi risorse straordinarie per i comuni che, come Rignano, sono stati penalizzati o “declassati” dai nuovi criteri nazionali. Ma senza una pressione forte che parta dal basso, dal cuore del paese, Rignano rischia di scivolare nell’oblio istituzionale.
Passare da comune “montano” (o “totalmente montano”) a “parzialmente montano” significa che, a seguito di una revisione delle classificazioni geografiche e catastali, il territorio comunale non è più riconosciuto interamente come zona di montagna, ma solo in una sua parte.
In termini concreti, questo comporta spesso una riduzione o la perdita di specifiche agevolazioni fiscali e contributive che erano legate allo status di “montanità”, poiché si considera solo una parte del territorio svantaggiata dal punto di vista orografico o economico.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
