Il promontorio del Gargano si conferma uno dei più preziosi archivi del Paleolitico europeo. Tra i siti di maggior rilievo spicca Grotta Spagnoli (Rignano Garganico), un complesso che non solo offre una sequenza stratigrafica eccezionale, ma è al centro di un dibattito che unisce l’archeologia d’avanguardia a un vero e proprio mistero documentale.
1. Il contesto crono-stratigrafico: un Archivio del MIS 4.
Le recenti revisioni condotte dai team multidisciplinari delle Università di Firenze e Siena su oltre 2.400 manufatti (collezione Guerri 1969-1979) hanno permesso di inquadrare Grotta Spagnoli B in una fase cruciale dell’ultimo periodo glaciale: il MIS 4 (circa 70.000 anni fa).
La sequenza si articola in tre unità chiave:
- Unità 1 (Orizzonte Nero): una fase di intensa antropizzazione legata a un clima temperato-caldo.
- Unità 2 (Rosso a pietrame): testimonia il passaggio verso un clima più rigido e arido.
- Unità 3 (Rosso bruno): la chiusura della sequenza analizzata.

2. Cultura materiale: l’avanguardia del Metodo Levallois.
L’analisi tecno-economica rivela un dato sorprendente: i Neanderthal del Gargano erano tecnologicamente più precoci rispetto ai loro contemporanei del Salento.
La lavorazione della selce.
Gli occupanti utilizzavano selce locale, gestendo l’intera catena operativa nel sito. Le evidenze mostrano una padronanza assoluta di diverse tecniche:
- Metodo Levallois: dominante, utilizzato per ottenere schegge con forma predeterminata.
- Microlitizzazione: un’alta frequenza di strumenti di dimensioni ridotte (sotto i 5 cm), indicativa di una gestione accurata della materia prima.
- Tipologia: prevalenza di raschiatoi (46% nell’Unità 1) per la lavorazione di pelli e legno, e punte profondamente ritoccate.
3. Il “giallo” dei resti ossei: un tesoro nel nulla.

Se l’industria litica è ben documentata, il destino dei resti umani rinvenuti nel sito rimane avvolto nel mistero. Le cronache degli scavi storici riportano il ritrovamento di resti attribuibili a Homo neanderthalensis, un tassello che renderebbe Grotta Spagnoli uno dei pochi siti al mondo con evidenze dirette della presenza fisica di questa specie in tale cronologia.

Tuttavia, questi reperti risultano attualmente inaccessibili. Le tracce portano agli archivi dell’Università degli Studi di Firenze, ma la mancanza di una catalogazione pubblica aggiornata ne ha causato la sparizione dai radar della ricerca internazionale.

“Un patrimonio che appartiene alla comunità e alla storia del mondo, oggi sottratto alla vista dei ricercatori e dei cittadini.”
4. Un appello alla valorizzazione.
Il recupero dei reperti di Grotta Spagnoli non è solo un atto di giustizia storica per il territorio di Rignano Garganico, ma una necessità scientifica. La continuità tecnologica osservata tra le unità stratigrafiche suggerisce l’esistenza di una comunità stanziale e resiliente, capace di adattarsi ai drastici mutamenti climatici del Paleolitico medio.
Riportare alla luce i resti neanderthaliani significherebbe trasformare il Gargano in un polo d’eccellenza mondiale per la paleoantropologia, restituendo alla scienza un “tesoro di immenso valore” che non può più restare chiuso in un cassetto.
Glossario Tecnico per il Web:
- MIS 4 (Marine Isotope Stage 4): stadio isotopico marino che indica un periodo di raffreddamento globale.
- Metodo Levallois: tecnica di scheggiatura della pietra che richiede una pianificazione complessa e astrazione mentale.
- Industria Litica: l’insieme degli strumenti in pietra prodotti dall’uomo preistorico.
Riferimenti e Approfondimenti:
- Archivio Storico Scavi Mara Guerri (1969-1979)
- Revisione delle industrie litiche di Grotta Spagnoli B – Università di Firenze e Siena.
- Documentazione fotografica: “L’Homo di Neanderthal di Grotta Spagnoli – Rignano Garganico”.
Per approfondimenti:


Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
