Accolta con vivo e diffuso cordoglio la scomparsa di Vincenzina Senarega, detta Cinzia, a Rignano Garganico. Il tutto è accaduto la notte scorsa in quel di Caserta, a causa del Covid. Aveva 84 anni. Qui risiedeva da vari decenni con il marito Mario, uomo pure simpatico e gioioso e quattro figli, ormai dispersi per ragioni di lavoro e professione. Nell’ordine: Nunzia, Sira, Armando e Bertino, in ricordo di un omonimo fratello scomparso in gioventù per via di un brutto incidente e pianto da tutti i suoi compagni per via del carattere gioioso.

In paese la figura dell’interessata era molto conosciuta e frequentata sin dalla sua prima gioventù per via anche della sua abitazione e discendenza, illustre. Ella, assieme alle altre due sorelle e al fratello Bartolomeo, detto Bertino, erano figli di Maria, a sua volta figlia adottiva di Donna Vincenzina De Maio, nome illustre imparentata con le famiglie più agiate della Capitanata, a cominciare dai Ricci, pure del luogo, quali: gli Zaccagnino, i Martucci, i De Luca, i Bramante, i Serrilli e persino con la marchese Norante di Campo Marino, avendo quest’ultima sposato il fratello Vincenzo omonimo. E pertanto le era cognata, nonché la stessa era amica cara del D’Annunzio, durante i suoi soggiorni romani.

Non a caso la famiglia della scomparsa abitava al Palazzo Baronale con annessa Torre di fattura ed origine bizantina, a differenza del resto della struttura , di tipo barocco, ma già residenza plurisecolare dei Baroni e poi marchesi Corigliano, signori di Rignano e di Villanova.

L’adottante era una donna pia e religiosissima, da qui la loro educazione di alto profilo e di attaccamento al culto. L’abitazione aveva persino una cappella, dove veniva venerata una santa in carne ed ossa. Il riferimento è al corpo di Santa Vittoria, trafugato da Napoli e giunto in paese dopo una serie di traversie. Successivamente il corpo fu donato alla parrocchia.

Sta in gran parte a quanto raccontato la fama e notorietà della scomparsa e della sua famiglia d’origine. Non solo, ma soprattutto per la sua bellezza dai lineamenti fini, per la sua carica di femminilità e di coinvolgente simpatia.

Intanto, la nipote Leda a cui era molto legata, così ne ha colto la notizia: “Triste giornata per la famiglia. la nostra amata zia Cinzia ci ha lasciati.  Il dolore per la sua perdita è reso ancor più forte per non averle potuto dare l’ultimo abbraccio. Donna mite, elegante, misurata, mai inopportuna e dedita agli altri. _Che il Signore ti accolga nella Sua pace, Zia cara!”.

La direzione e redazione della presente testata porge alla famiglia la la sua più stretta ed avvertita vicinanza. Addio Cinzia, Rignano non ti dimenticherà mai!

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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