È in vetrina da poco una altra preziosa chicca sulla figura ed opera di Arturo Palma di Cesnola, docente emerito dell’Università di Siena ed insigne studioso del Paleolitico di fama nazionale ed internazionale. Come risaputo, egli è scomparso il 9 luglio 2019.

A lui è dedicato il n. 24 di “Millenni” , collana messa su dal Museo e Istituto Fiorentino di PreistoriaPaolo Graziosi”. Il libro porta il significativo titolo. “ Una preziosa eredità. Scritti in ricordo di Arturo Palma di Cesnola. Ne sono curatori Lucia Sarti e Fabio Martini. La prima è docente dell’Università di Siena ed autrice di innumerevoli scritti sulla preistoria, nonché collaboratrice e conoscitrice degli studi del prof. Arturo Palma di Cesnola, fino a quando era ancora in attività. L’altro è professore onorario e presidente del Museo e Istituto in menzione. Ed è per questo conoscitore anche lui del commemorato, essendo stato, quest’ultimo, per alcuni anni membro del Consiglio di Amministrazione del medesimo Istituto.

Comunque sia, l’anello principale è costituito dalla conoscenza del homo neanderthaliano della Grotta del cavallo (Lecce) e della sua arte, di cui si occupò tantissimo il nostro professore per via dell’approfondito studio sui due denti decidui di un soggetto che rivoluzionò tutti gli studi precedenti ossia che tra Neanderthal e Homo sapiens non ci fosse alcun nesso ereditario e che entrambi convissero per lungo tempo fino all’estinzione totale del primo. Tale epoca di convivenza è detta anche cultura Uluzziana.

Un risultato di studio , quest’ultimo, assai avvertito dal Cesnola. Non a caso lo riteneva più importante delle migliaia e migliaia di reperti di vario tipo riguardanti l’uomo di Cro-Magnon di Grotta Paglicci, inerente ai resti umani, all’arte e alla strumentazione litica quotidiana. Materiale che gli portarono tanta fama nello Stivale e a livello internazionale. All’anzidetta precisazione, che fu oggetto di lunghe telefonate con chi scrive, lo studioso ci teneva tanto in vita e voleva che fosse evidenziata. Tesi, peraltro, smentita in tempi più recenti da un ricercatore viennese.

Riprendendo il discorso di cronaca, la notizia di questo nuovo libro ha suscitato tra gli amici di Grotta Paglicci un ulteriore interesse, perché va arricchire la bibliografia sull’argomento, a cui ci tengono assai i gestori del neonato Museo, che puntano ad istituire, come annesso, una vera e propria biblioteca specialistica sull’argomento, ovviamente consultabile, col permesso dei rispettivi autori ed editori, anche a livello online. Un modo nuovo di fare museo che potrebbe far crescere notevolmente il numero dei visitatori e costituire pane quotidiano per gli alunni delle scuole del posto e per cultori e appassionati in genere della preistoria.

Nonché potrebbe accrescere la ricaduta a livello socio -economico sull’intero paese, già provvisto dal canto suo di altre originali attrattive, come la vista panoramica a vasto raggio sull’intero Tavoliere, il borgo antico di origine e fattura medievale, la dolina di Centopozzi, la seconda in Italia, la pista del Volo Libero, la vicinanza del Parco dei Dinosauri di Borgo Celano, la tomba di San Pio in San Giovanni Rotondo, nonché l’aria ossigenata al massimo per chi vorrà intrattenersi, nonché la fiorente enogastronomia dei suoi centri agrituristici.

Infine, non dimentichiamoci che il nostro eminente studioso è cittadino onorario di Rignano Garganico.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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