Da alcuni decenni , accanto al Presepe Vivente e a quello casalingo, si moltiplicano sul medesimo tema anche le iniziative di tipo artistico, a Rignano Garganico. Tanto, per via di volenterosi ed appassionati singoli o associati, ispirati e sollecitati in ciò dalla originalità del centro storico di origine e fattura medievale. Si tratta di per sé di un presepe vero per via delle case in pietra, delle strade strette, delle arcate profonde e dei vico e vicoletti, dove vi ci si perde e disperde.

A promuovere l’iniziativa odierna, come le altre del recente passato, è la parrocchia. Lo fa all’insegna della continuità, non solo per tenere viva la fede e lo spirito religioso su uno degli eventi più importanti nella storia della cristianità e del Vangelo, ma anche per fare la sua parte nel discorso della valorizzazione turistica e del territorio, cui è impegnato da anni l’intera collettività.

Ora – ci confida con entusiasmo, il giovane ed attivo parroco Don Santino Di Biase – intendiamo fermarci per accontentare anche quei rignanesi che non possono venire per motivi di famiglia o di lavoro, alle mostre annuali, organizzate qui e là, durante le festività natalizie. Perciò si è pensato di istituire una mostra permanente, una sorta di museo, dove ospitare tutte le opere finora realizzate da artigiani ed artisti del luogo, a cominciare da mostra completa donata tempo addietro da Michele Viola”. Il riferimento è a una quindicina di opere ispirate al tema, puntualmente esposte ogni anno nei tempi passati.

Il luogo allo scopo pare che sia già stato individuato e pronto all’uso. Si tratta di un antico palazzo – abitazione ubicato in via Piccirilli, cuore del centro storico, un tempo di proprietà della storica famiglia Ricci, quella che ha fornito nel corso degli ultimi secoli uomini di cultura, professionisti e amministratori illustri, a cominciare dal letterato, Giulio Ricci, autore del romanzo verista”Rosedda”, unico in Puglia di questo genere, ed amico di Garibaldi. La struttura acquistata anni addietro dalla curia è immediatamente disponibile.

Tanto urge, a quanto si apprende, onde arricchire il programma dei luoghi e delle cose da vedere durante lo svolgimento annuale del Presepe Vivente. Manifestazione che, come noto, attira ogni anno migliaia di visitatori provenienti da ogni dove.

In attesa, di centrare l’obiettivo, è esposto a mo’ di prova-esempio una costruzione ad hoc dei fratelli Francesco e Lina Campaniello. Quest’ultima, è una navigata artista che conosce a menadito il nostro centro storico. Lo è per aver realizzato in passato decine di opere ispirate al tema e al paesaggio urbano. L’opera, messa su anche con l’aiuto dei ragazzi e di altri volenterosi della parrocchia, quali Giovanni Bergantino, Damiano Carfagna e per le luci, Matteo Tancredi, è ben visibile nella centralissima chiesetta del Carmine di Largo Palazzo.

L’opera rappresenta in miniatura tutto il Largo, unitamente al Palazzo e alla Torre Baronale, vivificata da una discreta presenza umana che richiama i tempi passati. Tra l’altro, c’è Giovannina, detta “Lu Palazze“, scomparsa pochi anni fa, ultranovantenne, da tutti conosciuta per essere stata la dama di compagnia prediletta di donna Vincenzina De Maio, proprietaria della struttura, e soprattutto come collaboratrice- allevatrice per antonomasia della figlia adottiva Maria e della sua prole.

Insomma, la donna costituisce un pezzo di storia, che se conosciuto a dovere può arricchire il sapere e l’umanità delle giovani generazioni e di quelle future. In tal senso, tutte le altre opere artistiche artigianali dovrebbero essere finalizzate a questo scopo, ossia a fare storia, arricchendo in questo modo il bagaglio culturale non solo degli indigeni, ma anche di tutti coloro che per questo ed altri motivi vengono a visitare Rignano, il Presepe vivente del Gargano.

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.