Claudio Lecci e Mariella Di Monte

Grande eco ha suscitato a San Marco in Lamis e in tutto il Gargano l’affermazione del romanzo “Se stasera viene il mare” (1 e. 2018), opera classificatasi al primo posto, tra quelle edite dopo il 2010,  al Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Alda Merini”, conclusosi pochi giorni fa in quel di Imola.

A scriverlo a quattro mani ci hanno pensato Claudio Lecci, di cui si dirà,  e Mariella Di Monte. Il primo foggiano, l’altra di San Severo, dove vive, sposata con la famiglia.  Quest’ultima, prolifica scrittrice e giornalista; è funzionario direttivo presso Ministero della Giustizia; Comune di San Severo. In precedenza è stato  ufficiale giudiziario presso Tribunale di Monza e, ancora prima,  collaboratrice – amministrativo contabile presso  Napoli CSSA, ora UEPE; Ha studiato Giurisprudenza presso Università di Bari Ha frequentato Istituto Magistrale Statale “E. Pestalozzi” di S.Severo (dati appresi da face book). Va detto subito che talvolta non basta tanto l’aggettivo nazionale e ancor più internazionale a dare valore ad un concorso, quanto la sostanza dell’evento, la qualità delle opere e l’autorevolezza della giuria. Di concorsi con i soli attributi se ne contano a bizzeffe. Si può dire che non c’è piccolo o grande centro che non ne organizza uno. In massima parte, gli stessi servono soltanto a riempire un programma locale o ad abbellire una iniziativa sul tema, ma non a selezionare un’opera per davvero creativa e degna di essere apprezzata dal  pubblico presente e tramandata, poi, a quello futuro. E questo perché la vera opera d’arte di qualsivoglia genere creativo,  figurativa, musicale e letteraria, rimane eterna e godibile in ogni momento. Questa volta a colpire maggiormente è il nome del Lecci, legato a doppio mandato a questo territorio da quasi un cinquantennio. Non a caso, quest’ultimo, riveste la prestigiosa carica di Presidente della Fondazione “A. e P. Soccio”, istituzione culturale tra le più importanti della Capitanata. Carica, quest’ultima, decisa con voto unanime dal direttivo e accettata da fine novembre dello scorso anno, subentrando all’ex parlamentare, primo cittadino e storico locale, Michele Galante.  Il sunnominato, fin da giovane, ossia quando era promettente commissario di Polizia nel Capoluogo dauno faceva parte della ristretta cerchia amicale di Pasquale Soccio, sommo letterato, filoso e storico, tra i più insigni del  Novecento. Lo era per il suo talento creativo – artistico, notato da subito dal suo Maestro che non lesinava di circondarsi di uomini doc in ogni campo. Tra l’altro, ne facevano parte: Michele Dell’Aquila, docente universitario in quel di Bari; Giuseppe De Matteis, idem Università di Chieti – Pescara;  il preside di lungo corso e past governatore dei Lions Raffaele CeraArturo Palma di Cesnola, paleontologo di fama internazionale dell’Università di Siena e scopritore- valorizzatore del noto sito paleolitico di Grotta Paglicci; Gaetano Gifuni, segretario generale del Quirinale; il poteta Cristanziano Serricchio; Benito Mundi, già direttore ed animatore della Biblioteca Comunale di S.Severo; Matteo Ciavarella, scrittore già direttore della Biblioteca Comunale di San Marco;  il medico e scrittore Giuseppe Trincucci e tanti altri ancora, viventi  e non. Chi scrive ha avuto modo in passato di incontrare più volte il Lecci e di conoscerlo. E questo è accaduto durante i vari incontri privati e pubblici promossi dal Soccio, di cui era un assiduo frequentatore e cronista. E’ un tipo che suscita empatia a primo colpo. Lo è per via della la scioltezza del suo linguaggio, condito dall’immancabile sorriso e dal tono spesso scherzoso, nonostante la sua movimentata attività di severo indagatore e di uomo di azione. Di certo a battezzarlo e a renderlo un raffinato scrittore è la sua voglia di scrivere, scoperta sin da piccolo, praticata nei momenti di riposo, ma  repressa a lungo per via del suo mestiere di convinto poliziotto. Ora sembra un fiume in piena. Ci ha già regalato assieme allo sua partner in arte, un altro romanzo, sempre di tipo poliziesco – psicologico, “Lascia che piova” (e.2019) . Tra le sue prime opere c’è la raccolta “Tra colori e parole” (1991), con prefazione dell’allora direttore dell’Accademia Belle Arti di Foggia, Elio Filippo Acrocca, prestigioso poeta anche lui, e, come i primi due, con edizione di Claudio Grenzi, altro monumento e diffusore della materia culturale nostrana. Certamente ce ne saranno in futuro ancora altre di queste preziose e avvincenti  chicche, da leggere tutto di un fiato. Ad Maiora!    

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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