La statua di San Rocco restaura.

Scoperta nella prima serata di oggi la statua  di San Rocco , a Rignano Garganico. Ciò a distanza di circa venti anni dal precedente intervento, operato dall’artista Nicola Pardo su commissione dell’allora parroco. Per l’occasione fu allestita una mostra storico – artistica con la collaborazione dell’apposito comitato, presieduto da Matteo Pignatelli, attivo impiegato comunale.

La funzione odierna ha avuto in modo più o meno simile luogo al termine della Santa Messa delle ore 19,00, officiata dal parroco don Santino Di Biase nella Chiesa Matrice dell’Assunta, di origine romanica, ma di chiara architettura  rinascimentale. Chiesa, come noto, impreziosita negli anni ’40 con originali ed artistici  affreschi dal pittore Natale Penati di Milano. 

Il simulacro del Santo era  predisposto in bella mostra,  agghindato  di fiori a più non posso e di luminarie sul lato sinistro dell’Altare maggiore. Prima di lasciare il tempio, i devoti, tenuto conto delle prescrizioni anti-Covid, l’hanno salutata a distanza con il cuore colmo di commozione e la preghiera sussurrata a fior di labbra.

Don Santino, nel tessere le lodi del Santo’rinnovato, ha fatto sapere che  la statua è rimasta per ben otto  mesi presso lo studio d’arte e restauro di Luigi Valerio Iaccarino e Giuseppe Zingaro in quel di Andria,  che l’hanno disinfettata accuratamente contro i  tarli, riparata in qualche tratto  e rimesso a nuovo i colori  originari. A parlare di questo ci ha provato alla fine della funzione religiosa, lo stesso Iaccarino, che avvalendosi di un video-computer ha spiegato ad uno ad uno, prima gli accertamenti eseguiti e successivamente i singoli interventi di restauro, ritenuti quasi tutti reversibili, cioè non invadenti e rimovibili al momento opportuno.

Secondo il relatore, il materiale usato è  legno (forse di oppio), mentre  la figura del Santo è  tratta dal vero ossia ispirata a personaggi realmente esistiti del posto. Il ripristino dei colori originari è stata supportata da una ricerca approfondita. La realizzazione risalirebbe a fine Settecento.  La sistemazione dell’opera è stata sostenuta finanziariamente dall’Amministrazione Comunale in carica. Non a caso era in prima fila il giovane sindaco Luigi Di Fiore, che brevemente si è complimentato con Don Santino e i restauratori. La statua tornerà a campeggiare nella chiesa a lui dedicata, in prossimità della festa patronale.  

Ecco la storia di Santo e chiesa. Protettore di Rignano è  S. Rocco, pellegrino di origine francese vissuto nel Trecento. Sulla   biografia del Santo si sa ben poco. Dal Quattrocento in poi è invocato come protettore contro la peste. Soltanto nel 1629 è concesso dal Vaticano Ufficio e Messa per le chiese erette in suo onore. Molto diffuso il culto del Santo nel Regno Napoletano. A Rignano la fondazione della cappella si riallaccia al sentimento religioso popolare che esplose ancor prima della ricordata concessione, se è vero come è vero quanto narra lo storico Pompeo Sarnelli, che accenna alla nascita della chiesetta e di un presunto alloggiamento da parte dei Frati Domenicani, facendola risalire ai primi anni del 1500. Questi, secondo il dire del Sarnelli resistettero per 25 anni, dopo di che sarebbero costretti ad abbandonare il tutto, a causa della “povertà” degli abitanti. Comunque sia, nel 1655 si fa parola di un certo Leonardo Ceccase sepolto a San Rocco. Così pure, nel 1712,  di un certo p. Giuseppe Fioretti “eremita” presso la medesima cappella.

La Chiesa, già oratorio fuori del paese, parimenti a quello di Santa Croce, poste sul lato sud – est, appartenne alla congregazione di carità, che un tempo amministrava i suoi beni e prima ancora dal cappellano, come si evince dalla citata platea del 1763. Nel 1894 il fabbricato era in gran parte diruto; venne in parte demolito e ricostruito nel 1926, su iniziativa dell’attivissimo arciprete mons. Giovanni Draisci, con le oblazioni e concorso del popolo. Per la realizzazione dell’altare in marmo, vi contribuirono, come si legge in una lapide a ricordo, solo i rignanesi in essa citati, emigrati in America. Il 17 giugno del 1930 fu consacrata da Monsignor Macchi, arcivescovo di Manfredonia. In conseguenza del Concordato del ’29, l’amministrazione della struttura unitamente alla cappella della Madonna di Cristo, ritenute “opere pie” fu affidata prima all’ECA (Ente Comunale Assistenza) e dopo il suo scioglimento direttamente al Comune, che lasciò l’oneroso incarico negli anni ’80 alle cure del potere ecclesiastico. Il culto per San Rocco  è molto avvertito dai rignanesi. Un tempo, il 16 agosto, oltre al rito religioso e all’immancabile processione, con tanto di banda e fuochi d’artificio, si svolgeva anche la fiera degli animali. Fino ad alcuni decenni fa nelle vicinanze della chiesa c’era una croce di ferro ben recintata, eretta nel 1907 dai Passionisti che predicarono nella Quaresima di quell’anno.

Attualmente la stessa,  si erge bene in vista sul un fianco della montagna lungo la via per Foggia. Così pure è stata chiusa la piscina alle spalle dell’abside, scavata nella roccia, per raccogliere le acque del tetto della chiesa e dissetare i rignanesi, quando non ancora c’era l’acquedotto. Ricordato, infine, il 43 esimo anno di ordinazione sacerdotale del presente v.parroco, Don Antonio Gianfelice.

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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