Rignano G, municipio

Gran raduno di cittadini , martedì sera 11 febbraio, con inizio alle ore 17.00, nella sala consiliare del Comune di Rignano Garganico.

A convocarli con un volantino, affisso in ogni dove è stato lo stesso sindaco Luigi Di Fiore. Con esso si fa sapere che per l’occasione si farà il punto  della situazione su due temi annosi e vitali per lo sviluppo socio-economico della cittadina, duramente colpita negli ultimi tempi dal calo delle nascite e dalla fuga dei giovani in cerca di occupazione al Nord o addirittura all’estero. Si tratta del progetto di costruzione del Villaggio Vita Sana e dell’incasso da parte del Comune del contributo di ristoro riveniente dal parco delle Pale Eoliche in funzione da tempo nella piana sottostante, con   grave nocumento, secondo taluni , nonostante sia considerata un’energia pulita, all’ambiente e alla vista panoramica, che dal colle spazia quasi a 360 gradi sul Tavoliere. Nel primo caso si tratta  della realizzazione di  una  struttura polivalente all’avanguardia nel campo della prevenzione e cura delle malattie rare (Alzheimer, disturbi alimentazione, ecc.) dell’assistenza e  riabilitazione degli anziani e dei disabili, di cui già si è già scritto molto, segnalando ad uno ad uno finora tutti i passi burocratici compiuti. Tra l’altro lì acquisizione del suolo edificatorio in località La Strettola, la  Stipula della Convenzione tra  il Comune di Rignano Garganico   e la  MGFIN, società a responsabilità limitata di Busto Arsizio, che opera da anni nel campo dell’assistenza socio-sanitaria degli anziani e dei disabili, l’acquisizione del parere positivo dell’Asl e l’approvazione del relativo progetto costruttivo con il rilascio della licenza. Dopo di che doveva seguire la copertura finanziaria dell’opera, pare richiesta alle banche dal privato, e il benedetto inizio dei lavori che non c’è stato mai, nonostante i vari e plateali annunci, durante la campagna elettorale scorsa e l’affissione nelle vicinanza del sito del noto “Tabellone” con bene in vista i nomi dei committenti, del progettista e direttore dei lavori e quant’altro. Come si ricorderà, la formalizzazione della convenzione era avvenuta in pompa magna e sottoscritta, davanti alla notaia Augelletta, da Piero Anzini per la ditta e il geometra Pio d’Atti per il Comune. Durante una delle tante assemblee pubbliche sul tema, il presidente della MGFIN, De Feo, aveva affermato tra l’altro di essere ritornato al Sud, dopo quarant’anni di lontananza, non per “prendere  o colonizzare”, bensì per trasferire il suo consistente e variegato patrimonio di esperienze, assicurando alla gente, alla sua gente, un servizio di qualità al pari di quanto sta accadendo in tutto il settore sanitario lombardo, ritenuto tuttora all’avanguardia non solo a livello nazionale, ma anche europeo. Allora il suo intervento si era rivelato ulteriormente positivo e concreto sotto ogni punto di vista, avendo depositato, secondo il suo dire,  nelle mani del notaio la polizza di fideiussione del valore di circa un milione di euro. Tanto a copertura – garanzia dell’esecuzione a regola d’arte delle opere di urbanizzazioni primarie e secondarie indispensabili all’esecuzione ed esercizio dell’intervento in parola. Dopo di che nulla è accaduto di concreto. Storia altrettanto complicata è quella delle Pale Eoliche, messo su dalla ditta rignanese Gargano Energia e poi venduta ad un colosso francese del settore.  Nei primi anni, il Comune a titolo di ristoro aveva ricevuto annualmente dalla società gestrice, la somma di circa mezzo milioni di euro, in ossequio al 10% dell’introito percepito a tale scopo, stabilito in convenzione. Ad un certo punto, il governo nazionale con apposita legge  ha decretato non si sa perché e per venire incontro a chi l’abbassamento della percentuale di ristoro, ridotta appena al 3%. Ribellione dei Comuni, come Rignano, adesione alle vie legali. Dopo di che non si è saputo più niente. Ed è per questo che la gente sicuramente verrà alla riunione in massa per sapere e semmai dare man forte al Comune nel sostenere le battaglie di civiltà e di progresso della “res pubblica”.   

 

Di Antonio Del Vecchio

Giornalista, scrittore e storico. Ha al suo attivo una cinquantina di pubblicazioni su tradizione, archeologia e storia locale.

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