Il 30 luglio 1627 una delle pagine più drammatiche della storia sismica del Sud Italia si consumava in Terra di Capitanata e sul promontorio del Gargano (in provincia di Foggia). Un violento terremoto stimato a una magnitudo (Mw) di circa 6,66 (con un’intensitĆ pari al X grado della scala Mercalli) scosse violentemente la regione, scatenando subito dopo un terribile tsunami che devastò le coste.

I dati dell’evento:
- Data: 30 luglio 1627
- Magnitudo stimata (Mw): 6,66
- IntensitĆ massima: X grado
- Epicentro stimato: Latitudine 41.737, Longitudine 15.342
Le località più colpite e la furia dello tsunami.
La violenza delle scosse fu tale che in molte località la maggior parte degli edifici andò completamente distrutta. Tra i centri più gravemente danneggiati figurano Apricena, Lesina, San Paolo di Civitate, San Severo, Serracapriola e Torremaggiore.
A rendere l’evento catastrofico contribuƬ anche il maremoto: le cronache e i documenti dei coevi descrivono uno tsunami di grandi dimensioni generato dal sisma, che si abbattĆ© con forza sulle coste adriatiche. Come si può osservare anche nell’antica mappa dell’epoca (il “Vero disegno de i luoghi nella Puglia quali sono rouinati o danneggiati…”), la furia congiunta della terra che tremava e delle onde anomale lasciò dietro di sĆ© devastazione e paesi interi ridotti in macerie.
Danni estesi anche a Rignano Garganico e nell’entroterra.
Il sisma e lo tsunami non risparmiarono l’entroterra montano: colpi durissimi furono inferti a Rignano Garganico ā dove la Chiesa Madre, la Torre, il Castello Baronale e gran parte del centro storico medievale subirono ingenti danni ā e a Monte Sant’Angelo.
Gli effetti devastanti raggiunsero anche i luoghi di culto della spiritualitĆ garganica, come i conventi di San Matteo Apostolo e di Santa Maria di Stignano (situati nell’odierna San Marco in Lamis, all’epoca caratterizzata da pochi insediamenti rurali sparsi).
Nonostante le cronache dell’epoca parlino di una mortalitĆ immensa (con stime tramandate dai contemporanei che parlavano addirittura di circa 17.000 vittime complessive, visibili anche nelle note in alto a destra della mappa storica), a distanza di secoli resta difficile definire con esattezza il numero ufficiale e definitivo dei morti e dei feriti.
Una ferita profonda nella memoria storica della Puglia, che ancora oggi ci ricorda la straordinaria vulnerabilitĆ e la forza della natura di fronte alla quale il territorio e i centri come Rignano Garganico si sono trovati a fare i conti nel corso dei secoli.

Giornalista, scrittore ed Infermiere. Dirige il quotidiano sanitario nazionale www.assocarenews.it.
